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 Corso d’educazione modellistica.

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Sven Hassel
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MessaggioTitolo: Corso d’educazione modellistica.   Corso d’educazione modellistica. EmptyDom 20 Nov - 12:24:28

Corso d’educazione modellistica.


Prefazione;

Iniziare ad ogni età un’attività rilassante e nello stesso tempo complicata come l’arte modellistica (perché arte?) … come definizione la parola arte significa “comunicazione” quindi chi si dedica al modellismo espone se stesso, dando la misura ed il suo peso come individuo. Non bastano l’entusiasmo o la boria del neofita, come la presunta saccenza di un adulto, per dire la sua opinione specie con parole che ancora dovranno provare dei fatti dove nessuno è in grado di portare nell’immediatezza senza almeno delle esperienze maturate sulle spalle con coscienziosa pazienza e molta abilità spesa in ore di prove.
E’ anche utile dire che l’esercizio nel saper montare un soggetto da scatola, non fa dei montatori il modellista. Modellare significa plasmare qualsiasi cosa sotto il profilo personale in modo da poterla distinguere da alti soggetti dello stesso tipo ed in questo erroneamente si potrebbe dire, che basta una verniciatura per arrivare al risultato modellistico, no ci vuole un’arte sopraffina specie se si entra nel campo vernici e la decorazione diventa un’abilità dove per ottenere effetti rimarchevoli senza una base d’esperienza molto lunga i primi lavori sono solo delle imbrattature malriuscite in grado di soddisfare i miopi vanagloriosi.
Personalmente ho un’attività come aerografatore professionale da decenni e di conseguenza conosco l’uso e le composizioni industriali sulle migliori vernici presenti sul mercato in grado di soddisfare ogni esigenza per ogni materiale usato (sulle vernici ho già steso fiumi di parole per un’educazione che supera il fai da te) tanto caro a chi pensa da autodidatta d’essere in grado di darsi da solo un bravo. Chiunque si premia da solo non vede oltre il suo naso e se non accetta le critiche d’altri continuerà finche non s’accorgerà da solo d’essersi perso per strada inutilmente, perché oggi non mancano gli insegnamenti necessari per evitare fatiche da non sprecare da presunti imbianchini.

Nella prefazione ho parlato dell’aspetto educativo e di come si scopre l’individuo che avvicinato al modellismo come prime esperienze ne vanta senza esperienza capacità inesistenti, pecca in questo modo di diseducazione personale esponendo se stesso sulla soglia del ridicolo, infatti, non basta mostrare un soggetto o solo parlare per sentito dire o peggio copiando i più bravi cercando di eguagliare altri con anni d’esperienza per sentirsi arrivati, in questo caso si diventa dei palloni gonfiati ancora prima di farsi un nome serio, ecco perché in ogni campo l’educazione di un individuo lo segna come vincente o perdente.
Difficilmente tra coloro che praticano il modellismo serio s’incontrano dei buffoni o spacciatori d’arie fritte, l’arte per la comunicazione di un soggetto implica delle conoscenze e finezze di base da usare con molta intelligenza e chi non ha doti medie elevate sulle vaste creatività benche si applichi anche dando a fondo a tutta la sua passionalità si dovrà arrendere sulla soglia delle mediocrità. La passione brucia accecando il buon senso dell’individuo che perde facilmente la misura delle possibilità a disposizione. Passione vuol dire delirio, significa follia e perdita di coerenza, perciò lasciamo fuori i passionali dal modellismo in favore del sano raziocinio.
Precisione, applicazione, pazienza sulla ricerca, dedizione e continuità sono elementi indispensabili per chiunque si avvicina al suo primo soggetto e non chiamiamo “modello” nessun soggetto inutilmente senza prima conoscere almeno i principi che portano al modellismo e oltre.

.segue.


Ultima modifica di Sven Hassel il Sab 26 Nov - 9:51:59, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: Corso d’educazione modellistica.   Corso d’educazione modellistica. EmptyDom 20 Nov - 21:54:28

.


………… questo testo è su interDET da anni e lo scritto come chiarimento inequivocabile sull’anatomia dove collocare le pratiche utenti e dipendenti di un’ARTE che non vuole diventare svilita da definizioni autoctone a basso contenuto d’intelligenze … definirsi dei modellisti senza esserlo si figura “automaticamente” tra quel numero di persone che ancora non lo sono.

... per meglio comprendere i livelli d'uso in cui si muove in mondo modellistico dove in taluni casi di modellismo vero non ha pressoche nulla ...

... sono in molti ad equivocare sulla definizione modellismo come uso comune della parola ... faccio l'esempio con l'utente o l'utenza di modelli.

... chi usa un modello non ha a che fare con il modellismo, ma è diventato solo "l'utente" che ne fa uso.

... un regalo ricevuto da un bambino, nel caso RC dinamico, non fa di questo un modellista comunque sia il modello ... chi usa un plastico ferroviario è un modellista Lo diventa se si è occupato del diorama plastico in tal caso, ma non per quello che riguarda le attrezzature, le elettroniche, locomotive e vagoni, scambi binari etc.

Quindi, troviamo il livello del "consumatore" che diventa l'utente e se mantiene il prodotto acquistato allo stato standard non ha nessun approccio modellistico solo perché usa un modello.

... vediamo il "raccoglitore" che dal modello standard acquistato da costruire diventa di fatto un "montatore" di scatole che producono mezzi dinamici da montare e questo esercizio da modo di conoscere e scoprire a fondo l'oggetto prescelto regalando molta soddisfazione sugli esiti finali. Di modellismo neppure qui se ne parla. Come dinamico da portare all'aperto questi montaggi rivelano delle caratteristiche molto interessanti e richiedono altre doti di ingegneria sulla meccanica corretta e sulle numerose elettroniche di cui sono dotati.

Il passo successivo conduce spesso il montatore di scatole al livello di "trasformatore" raggiungendo così una capacità sulla trasformazione dell'oggetto
migliorandone l'aspetto come per esempio la colorazione soggettiva ... chi vernicia il proprio soggetto montato automaticamente diventa un trasformatore e nemmeno in questo riesce nel definirsi un modellista, è diventato un abile "trasformatore" nel rendere una superficie priva di colore colorata, nient'altro, che un rivestimento da evitare o da applicare a scelta.

Il "collezionista" ... direi la categoria di massima intelligenza in quanto non si occupa d'altro sul soggetto acquistato... il collezionista evita intorpidimenti mentali e stress maniacali andando direttamente al sodo ... non ne vuole sapere di soggetti da montare, trasformare, verniciare o perderci ore e ore ... il collezionista compra e custodisce uno o più modelli alle volte senza neppure la necessità d''uso ... il collezionista può essere un NON "utente" ... il collezionista incontra il massimo piacere nell'acquisto, la sua totale realizzazione è il possesso di un oggetto lungamente desiderato ... più l'oggetto è bramato, immaginato, valutato tra altri e maggiore diventa il gusto della scelta e del possesso in se. Al collezionista non passa per la testa di pensare d'essere un modellista neanche lontanamente, svilirebbe il suo personale modo d'intendere un oggetto desiderato perchè lo ha visto come tale deve rimanere ... guai a manometterne minimamente l'immagine cristallizzata.

... qui incominciano a divertirsi i ........

Modellatori ... il "modellatore" s'intriga sull'oggetto giocando su di esso al massimo delle sue individuali possibilità ... si gioca tutto se stesso in fantasiose modifiche certosine che aumentando nell'azione non solo i costi di base che possono triplicare in men si dica, uscendo addirittura dal buon senso ragionato per condurlo alla porta di quelle soglie in cui si intravedendo lontani aspetti modellistici, che adagio adagio, incominciano ad emergere da mani portate a dare segni di saper modellare la materia inerte.
... il modellatore si riconosce dal saper mettere le mani dappertutto ... non incontra limiti e poco importa la perfezione, l'importante è buttarsi a capofitto nell'impresa di stupire se stesso più d'altri ... sa fare di tutto un fascio trafficando in proprio senza dipendere da altri e finche non lo fa resta per sempre un "modellatore".
... nessuno potrebbe dire: so fare di tutto! Semplice, non esistono gli assoluti e quindi è meglio evitare il ridicolo. Per riuscire a guadagnarsi la posizione ambita di modellista DEVE arrivare a capire la necessità sul dipendere da altri specialisti o almeno in parti chiaramente in cui non può brillare di luce propria.
Il modellatore lo riconosci dalla staticità dei suoi modelli che non superano mai un certo livello di qualità che se pure superiore alla media lo inchioda inesorabilmente su quello che riesce nel fare, dimostrando nel contempo con estrema chiarezza, quello che meno gli riesce e questo per un fattore di presunzione che lo porta a livellarsi con altri modellatori. In questo errore comune non capirà come potersi migliorare e superare questo livello nel confrontarsi solo con capacità identiche. Si limita a guardarsi in uno specchio e sentirsi solo molto soddisfatto di trovarsi con altri.
... il "modellatore" non è un modellista ...

... ma infine chi è il modellista …………..

Il modellista non sa fare tutto, ma solo delle parti molto bene. Ad esempio è un abile progettista. Il vero modellista incomincia la sua opera da un'idea che sa trasformare in immagini ... il modellista non usa la fantasia, ma fa di una sua spiccata realtà i mezzi che lo portano a realizzazioni concrete.
Un modellista non sa neppure di esserlo, è troppo occupato sulle duplicazioni, piccole o grandi non hanno la minima importanza ... plasma o crea a piacere la materia ... ad esempio un ottimo modellista non si cura di quel che NON conosce ... non si perde in approfondimenti ... non spreca un talento per raggiungere il (faccio tutto da me) ... questa è una grave dispersione di energie andate completamente sprecate, inabissate ... soffocando così il meglio che sa fare ... il modellista vero conosce i suoi limiti ed pronto a chiedere ogni aiuto ad altri specialisti riconoscendo in loro i sui valori mancanti ... insomma non intende sprecare niente di suo. Il modellista, contro l'aspettativa del modellatore molto convinto del suo operato, è un insoddisfatto cronico ... un modellista lo riconosci dall'insufficienza concessa ai suoi lavori ... il vanto lo trovi sul modellatore ... la negazione di un'ottima riuscita è materia prima del modellista.

... l'ultimo di una specie a sè è il "prototipatore"...

Del modello come oggetto base, non se ne incarica minimamente. Il suo progetto rientra alla perfezione nella misura delle sue capacità nel senso delle proporzioni sull'abilità personale) per farne con l'azione una realtà oggettiva ... un prototipo è la massima espressione modellistica in quanto addirittura unico nel suo genere che ne accresce l'interesse ed il preziosismo.
... il "prototipatore" arriva dopo lunghe esperienze in cui ha scalato ogni livello di capacità generali senza curarsi maniacalmente sul perfezionarsi in ogni campo ... il protipatore è anche un istintivo per natura, osa dove altri incontrano i limiti e gratifica solo se stesso ... non da il minimo d'importanza ad altri per quello che fa.
Il "prototipatore" è un creativo nato capace di grandi sforzi tesi sulla duplicazione non importi l'opera in discussione. Gli interessa solo l'unicità.

... in conclusione, con questa chiacchierata del tutto personale sull'argomento "ordine e chiarimenti necessari per meglio comprendere" i vari livelli in cui si muovono delle attività dissimili tra loro, ne ho parlato con il solo principio di non confondere sulla generalizzazione definendo il tutto come "modellismo" ...

Così abbiamo l'utenza ... e il consumatore.

Il raccoglitore-montatore di scatole.

Il trasformatore.

Il collezionista.

Il modellatore.

Il modellista.

Il prototipatore.




... potrei avere omesso altri livelli altrettanto significativi da aggiungere sulla lista


.segue.

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MessaggioTitolo: Re: Corso d’educazione modellistica.   Corso d’educazione modellistica. EmptyMer 23 Nov - 9:23:01

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La presunzione maniacale di un semplice utente (consumatore) di soggetti, subito dopo i primi lavori, si erge nel dire che da inserito nella pratica modellistica ha come per caso acquisito il diritto di farne parte alla pari di chi con molta pazienza, ed esperienze decennali in silenzio e senza canti del gallo, d'aver maturato i massimi livelli d’appartenenza provati e sostenuti da altri specialisti di questo settore ristretto che annovera e riconosce, solo una parte coerente in grado di portare avanti una disciplina a beneficio di coloro che entrando a farne parte solo allora lo aiuterà a distinguere senza fatiche inutili i vari livelli in cui collocarsi. Senza peccare d’idiota presunzione dandosi del modellista quando non si sa neppure cosa sia.
Educarsi in merito agli approcci modellistici significa soprattutto esporsi come individuo socialmente presente sulla rete interDET (nota cloaca dove ognuno può sputare e vomitare il peggio di se stesso impunemente) e questa forma di malcostume è moralmente diffusa come pratica corrente trascinando altri facinorosi dell’ultima ora in coesioni emergenti come pessimi modelli di comportamento da evitare come la peste essendo infezioni in grado di trasmettersi per assunzioni.
La persona civile aborrisce il bullismo di qualsiasi specie e soprattutto quelli di una categoria bugiarda con propensione agli attacchi per mettersi in primi piani come dispensatori di millanterie gratuite.
Il VERO modellismo, quella specie rara in maiuscolo, si raggiunge attraverso le prove date e non certo declamato in sterili parole. Il neofita inesperto può cadere in questa spessa ragnatela trovandosi tra i mediocri senza neppure immaginare dove si trova e capirlo in seguito vuol dire non solo avere perso del tempo, ma nel frattempo essersi ingoiato delle fesserie difficili da vomitare per essere sostituite con della sana conoscenza in grado di semplificare i suoi sforzi.
Partendo dai soggetti ai materiali più comuni d’uso fortunatamente oggi abbiamo a disposizione un mercato in grado di dare i prodotti migliori per qualsiasi necessità …. Incominciando dalle vernici i colori Tamiya usati da decenni solo per una mancata introduzioni di altri produttori sono da mettere da parte come vecchiume superato e una prova si trova facilmente sul figurino di classe (dove nessun autore si sognerebbe di rovinarsi la reputazione usando vernici obsolete) … personalmente uso solo vernici industriali ma questo lo devo professionalmente alla mia attività come decoratore dove l’esperienza maturata nell’industria mi ha consentito la conoscenza delle vernici come pochi. L’inganno principale del neofita inesperto è quello di cadere immediatamente sul prodotto commerciale comodo e facile da usare “basta usare le tabelle ed anche un bambino sa colorare un tank” nei toni voluti e questo non fa del neofita il ricercatore/osservatore in grado di mostrare un buon lavoro, ma solo di duplicare i soggetti largamente presenti a centinaia (nel caso dei carri armati solo poche decine) vista la penuria estimatrice di una branca trascurata italianamente.
Una buona abitudine dev’essere raggiunta attraverso lo studio e l’accurata osservazione di fotografie da dove ricavare i maggiori realismi da riprodurre, quindi ancora prima di aggredire il soggetto acquistato si dovrebbero consumare molte ore cercando il più possibile dei riferimenti a suo carico per una vasta documentazione che non parta dai fogli illustrati dove spiccano disegni colorati molto lontani da quanto furono i carri armati di un tempo. Il disegno illustrato mostra un’immagine pubblicizzata per accattivare più che altro l’acquisto commerciale e distoglie il neofita ingannandolo, le tavole illustrate sono opere di fantasie personali e non documentazioni attendibili.



.segue.

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Ultima modifica di Sven Hassel il Ven 25 Nov - 22:30:41, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Corso d’educazione modellistica.   Corso d’educazione modellistica. EmptyMer 23 Nov - 10:19:46

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Come ogni attività umana anche il modellismo si deve avvicinare usando ogni mezzo disponibile per conoscerlo senza ambizioni autodidattiche dove anche chi ne è uscito ha indubbiamente perso del tempo nel capire dove sbagliava lasciando una traccia dei suoi lavori visibile a tutti “personalmente considero l’errore il massimo dell’aiuto” in quanto permette di avanzare lasciando alle spalle cattive abitudini conchiuse scioccamente in conservatorismi da evitare. Un bravo modellista, se lo segui da vicino, cambia in continuazione le sue opere, chi si ripete è solo in grado di mostrare un modello in cui non sa oltrepassare limitandosi. In qualunque categoria si potrà osservare un autore fissato in una tipologia ripetitiva si capirà che ha raggiunto il suo massimo e le ripetizioni sono la vetta sulle sue capacità, se veramente si sente arrivato e lo capisce si ritira o cambia stile come i grandi della pittura (un pittore che non sa fare altro per anni è un pittore fallito) alla fine i suoi dipinti non interessano più.
Gli autori italiani conosciuti lasciano la loro firma su ogni opera mostrata e per lo più sono in tantissimi da anni a produrre soggetti dove non cambia lo stile di riproduzione e questa forma statica dimostra i limiti costretti magari da una mano pesante sui colori, una raffinatezza illogica che porta il manufatto lontano dal suo contesto reale (un mezzo blindato senza la ferma immagine ferrea e sinistra di una macchina mortale diventa solo un giocattolo ben rifinito) e questo errore è perdonato sui truck dove l’imitazione con i soggetti reali impongono verniciature da professionisti simili alle carrozzerie lucide dove l’insieme curato da la massima soddisfazione. Non può diventare il metodo da promuovere sui carri da combattimento per natura opacizzati e se normalmente inseriti come armi da guerra non hanno nessun sberleffo con delicatezze di nessun tipo. L’estrema pulizia ad esempio denota l’incapacità di saper superare la cura maniacale ossessiva che l’autore da di se stesso. Se non capisce il punto di svolta in errori visibili (in quanto un carro armato operativo non può diventare un damerino d’operetta) lo dovrà dimostrare in esercizi di autentico realismo abbandonando certe sviolinate decorative improprie.
Non tocco proprio l’argomento “colori ad olio” per non ferire chi ne fa d’uso, ricordo solo che se uno di questi è in grado di portare alle attenzioni pubbliche un solo carro armato dipinto in origine con pitture ad olio, solo a questo punto dovrei e potrei sostenere una pratica di colorazioni derivate dal figurinismo, ma che non potrebbe avere assolutamente a che fare con le vernici a smalto usate da ogni esercito.
Capire deriva dal sapere e se chi s’inventano in proprio delle assurdità si firmano, come ho scritto, come autori conosciuti e ritenuti bravi solo da chi ne segue le orme e se questi passi sono bonariamente assurdi diventano però delle cattive informazioni date come saggi di capacità mal riposte. Per chi ha capito la vernice non ne carica uno spessore sopra l’altro, ma ne usa le velature in trasparenza ottenendo delle profondità di luce. Chi studia a lungo il soggetto da riprodurre si troverà alla fine un pezzo unico nel suo genere e chi se lo inventa di fantasia potrà solo dire d’avere un soggetto da guardare una sola volta.
Ho ascoltato tra il pubblico le critiche sui soggetti in esposizione e da questi sconosciuti ho imparato moltissimo. Quattro o sei occhi vedono più di due e le osservazioni come critiche sono da ritenere l’indispensabile cammino dorato per la crescita individuale, chi non sa ricevere critiche sta dimostrando la sua netta incapacità sul cambiamento. Autori di barche autocostruite in legno in esposizione hanno mostrato una sconcertante staticità conservativa sulle loro opere perfettamente identiche come esecuzione, allora, viste una o due imbarcazioni si lasciano perdere le altre.
Altrimenti come definire queste prototipazioni modellistiche?

Corso d’educazione modellistica. Vdn3au

... notare le dimensioni lilipuziane

................................. o questi pistoni idraulici ricavati dal pieno?

Corso d’educazione modellistica. Ej7vaa

.segue.

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Ultima modifica di Sven Hassel il Ven 25 Nov - 22:31:48, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Corso d’educazione modellistica.   Corso d’educazione modellistica. EmptyVen 25 Nov - 22:14:50

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… con quanto sopra postato come immagini ognuno dovrebbe ritirarsi in religiosa meditazione prima di azzardare meriti inesistenti sull’arte di modellare dei soggetti semi costruiti e resi commerciali alla portata di chiunque ne voglia spassionatamente fare quello che più gli piace, però lontano assai da una disciplina che prevede ben altri sforzi per potersi qualificare tra i migliori.
Ecco a questo punto l’utilità di aggiornarsi con delle tabelle in cui ricercarsi senza nessuna ragione di svilirsi se ci si ritrova neppure dove s’immaginava di poterci stare, non importa non lo sa nessuno a meno d’entrare da sboroni facendo ridere i sassi. Non serve affatto darsi arie proprie dove sono sempre gli altri a riconoscere ogni merito. E come ho scritto all’inizio, prima del modellatore l’individuo mette se stesso in mostra e se da incauto pecca di presunzioni ridicoli lo conosceremo per quello che è prima di quello che potrà fare in seguito.
Sull’educazione posso dire che in questo campo il terreno facile porta dell’esibizionismo allo stato puro, perché senza l’ambizione di mostrare “e qui casca l’asino” la propria capacità e non quello, in effetti, come opera modellistica, mette tutti quanti alla berlina pubblica come appunto persona ancora prima che riesca a dare veramente il meglio, che indubbiamente verrà senza nessuna necessità di farsi una fama immeritata.
Il collezionista è, in effetti, un vanaglorioso egoimaniaco sull’ultima novità, ma non produce del proprio e non da nessun fastidio se non ad altri collezionisti.
I montatori di scatolame, non possono sentirsi inferiori, ad esempio ai consumatori, che sullo stesso piano acquistano usando dei soggetti anonimi, i più accorti si rivolgono a chi avendo già esperienze maturate sono in grado di migliorare l’aspetto commerciale. In questo contesto ditte di settori vari hanno da anni provveduto sull’agevolazione clientelare immettendo soggetti già verniciati (Tamiya stessa in mercati ricchi vende i suoi articoli già perfettamente montati, verniciati e completi d’elettroniche con RC) al seguito.
Perfezionare un acquisto è un passo che porta nel tempo sulla soglia di capire se la strada è percorribile oppure da abbandonare (come capita ad un numero altissimo di neofiti) e basti il fenomeno degli elicotteri dove attirati come tanti grulli) un numero impressionante di sprovveduti hanno svuotato i negozi sfracellandoli sul suolo, e perché se non per un passo troppo lungo?
Educare il proprio ego a misurare le effettive capacità preserva da disillusioni non tanto costose, ma soprattutto svilisce l’individuo complessato in una serie di piccoli fallimenti ignorati quanto dannosi. In quanti trovano la soddisfazione trafficando con un soggetto per eludere ben più gravi problemi irrisolti? In quanti usano l’alibi “modellistico” per nascondere una vita naufragata da cima a fondo? Cos’è il vero tempo libero, forse quello di accanirsi e pure introvertire l’attenzione per ore se non giorni, attorno ad un emerito pezzo di plastica, di legno o d’altro?
Attenzione, praticanti dell’ultima ora e neofiti entranti, il modellismo non è il sale della vita e neppure lo scopo principale, non dimenticatelo mai. Allora cos’è?
E’ una delle espressioni individuali, uno dei tanti valori in possesso, è soltanto l’estensione di altre abilità soffocate, e si deve evitare, se non per i professionisti, di sprofondare in un hobby ossessivo in grado di penalizzare altre ambizioni, altri canali ancora da scoprire ……. Dove entra in funzione la “passione” uno dei tanti inganni usati per smarrire la ragione. La passione è come una febbre che divora una mente labile in un sistema indebolito, la passione sulla scala della sanità mentale è simile alla pazzia, in effetti, senza la passione nessun innamoramento troverebbe l’anima gemella per scoprire appunto quella sbagliata, la passionalità offusca l’analisi e porta ad errori vistosi. Un’educazione doverosa dev’essere indirizzata attraverso modalità e discipline percorse da altri che possono rivelare i lati da evitare per un cammino senza rischi inutili da evitare e senza la necessaria istruzione ogni azione diventa un‘incognita che può essere superata con il buon senso della necessaria conoscenza. Sapere, come capita oggi attraverso un sentito dire, è il metodo individuale che porta non sperimentazioni dirette, ma solo dell’aria fritta presa per buona solo perché la praticano tutti ed è come l’effetto domino dove un imbecille trascina altri imbecilli o come un modellista mediocre si associa con altre mediocrità, è un fatto visibile che permette delle identificazioni esatte. L’effetto domino colloca a loro insaputa livelli ottimi come altri meno validi e le osservazioni, per esempio sui siti di settore, rivelano come si raggruppano con estrema sicurezza elementi con le identiche possibilità e viceversa come si evitano questi livelli tra di loro se non sono in sintonia con altri. Un mediocre per l’effetto domino si associa con la mediocrità e resterà alla larga da livelli con maggiori valori dimostrati. E’ semplice come meccanica e funziona associandosi tra simili spontaneamente come capita a coloro che senza arte ne parte si trovano in perfetta sintonia, sinergie che dividono immancabilmente strati e livelli portando allo scoperto chi ne fanno parte.

.segue.

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