carrirc.attivoforum.com
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi clic o accedi per continuare.

carrirc.attivoforum.com

Se il MEZZO MILITARE è il tuo INTERESSE, sei nel posto giusto...e il nostro Club è TUTTO GRATIS!
 
IndicePortaleGalleriaCercaRegistratiAccedi
Accedi
Nome utente:
Password:
Connessione automatica: 
:: Ho dimenticato la password
Cerca
 
 

Risultati per:
 
Rechercher Ricerca avanzata
Statistiche
Abbiamo 85 membri registrati
L'ultimo utente registrato è maurizio

I nostri utenti hanno pubblicato un totale di 21774 messaggi in 1489 argomenti

 

 ... ma si muore davvero?

Andare in basso 
AutoreMessaggio
Sven Hassel
Generale
Generale
Sven Hassel

Località (indirizzo completo) : Canzo
Età : 76
Messaggi : 5981
Data d'iscrizione : 09.02.11

... ma si muore davvero? Empty
MessaggioTitolo: ... ma si muore davvero?   ... ma si muore davvero? EmptyVen 4 Nov - 18:27:21

...ma si muore davvero?[/font]



Non ho età e sono morto in milioni di nascite.



… l’uomo permane in un ambiente dualistico dimenticando facilmente un luogo dove non esistono gli assoluti, eppure di fronte alla dipartita si considera finito come la più naturale delle conseguenze. Ma è davvero con la morte che si conclude l’esistenza o solo un modo per ottenere il passaggio verso l’infinito?

Conoscete il metallo più prezioso riconosciuto fin dagli antichi albori dalle civiltà dell’uomo, l’oro. Per questo metallo eletto come il più nobile, migliaia di esseri umani hanno scavato tra inimmaginabili difficoltà milioni di tonnellate di metallo forgiato in oro puro e fin dai primordi quest’oro è stato conservato aumentandone la quantità senza perdere neppure un grammo del suo valore, ora come un esempio potrei citare un altro metallo reso famoso nel corso dei secoli, il rame.

La scoperta del rame segnò l’ulteriore progresso nella lavorazione dei metalli e per secoli il commercio del rame invase i territori abitati dove è stato usato in mille modi, ancora oggi si ritrovano oggetti forgiati di rame che con l’ottone, il bronzo si arrivò all’età del ferro scolasticamente descritta. Ebbene, questi giacimenti naturali sfruttati dall’uomo per migliaia d’anni hanno prodotto metalli usati davanti ai nostri occhi tutt’ora. Chi di fronte ad un manufatto d’oro esposto nella brillante vetrina di un gioielliere creda di trovarsi di fronte ad un oro appena estratto, lavorato e messo in vendita si sbaglia di grosso.

Se quel metallo potrà raccontare la sua storia fin dal momento che è stato staccato dalle vena aurifera nelle viscere del pianeta ne ascolteremo delle belle sul suo conto e lo sentiremo dire che è nato come oggetto milioni di volte e morto altrettante volte in un crogiolo per essere rifuso.

Ogni molecola atomica che persiste in questo nostro universo pianeta terra NON scompare mai, da questo universo nulla sparisce, ma tende a cambiare solo l’aspetto. L’oro è stato convertito in forme diverse per goderne il piacere del possesso arrivando sempre anch’esso come l’uomo di fronte ad un ciclo che ne ha decretato la fine per incontrare quasi immediatamente un nuovo inizio.

L’uomo teme la sua fine soffocata da una coltre d’ignoranza colta che lo ha privato in vita di godere i suoi giorni senza l’incubo imminente della fine esistenziale in un mondo dove l’alba da vita ed energia ad un giorno che vive e muore al tramonto.

Brucio la pallina da ping pong e questa scompare in una fiammata, la pallina di celluloide si è trasformata in carbonio alimentato dall’ossigeno … la fiamma non arde senza ossigeno.

Tutto quanto attorno a noi è composto di ossigeno/carbonio.

E tutto quanto è scindibile in molecole d’atomi. Quando respiro il profumo della lavanda provenzale o solo il profumo del pane fresco a me arrivano delle particelle infinitesimali di atomi che ne compongono le sostanze. Il profumo femminile che inebria l’alone seducente è un composto di atomi in sospensione, una vita nata per spegnersi nell’etere.

La materia non pensa e per questo vive nell’eternità. La natura stessa deve estinguersi in ogni fine stagione per potersi rigenerare creando nuove stagioni. Ogni forma animale reagisce vivendo l’unica vita senza il tormento della fine, l’animale gode di un sistema azione/reazione, vive ogni istante come l’ultimo e la fine un attimo infinito senza nessuna angoscia e neppure dolore per una sensazione che lo coglie all’improvviso.

L’uomo la soglia del dolore la scopre dopo il primo impatto. L’umanità si contorce nel dolore fin dal parto, l’essere umano nasce nel trauma dell’anfibio dove i polmoni s’incendiano bruciando ossigeno in un lancinante terrore di atroce soffocamento. Il dolore diventa il dramma dell’esistenza umana e se non bastava la dose naturale per far parte di questo mondo, il resto lo ha sempre incontrato reso impietosamente dai suoi simili. Migliaia di miliardi di esseri umani hanno supplicato la morte incapaci di reggere il tormento del dolore.

Il dolore che nella macchina umana è solo il segnale di pericolo, un avviso che qualcosa non va come dovrebbe, per altri è diventato lo strumento di torture inimmaginabili, ma questo è un altro argomento.

Per capire la morte come fine di un organismo vivente si deve capire la trasformazione che l’organismo subisce. Un campo di grano rigoglioso dopo la mietitura è lasciato a riposo per essere nuovamente risvoltato, arato e seminato. Morte vita –vita morte. Senza semina niente raccolto, niente nascita. Il piccolo neonato senza seme umano niente nascita. L’automobile senza il metallo niente auto. Il gioiello senza il prezioso oro (riciclato) non potrebbe perpetuare la sua fama desiderabile. L’uomo muore? Considerato materia organica sì. Reso mortale da ideologie incancrenite, da sciocchi fautori che per opera divina lo hanno soggiogato tra promesse celestiali e fuochi eterni, il poveraccio molto confuso non si dibatte che tra l’incudine con il martello con domande prive di risposte. I sant’uomini in sottane hanno “guidato” l’umanità per migliaia di millenni facendo progressivamente dimenticare all’uomo d’essere solo materia.

L’umanoide dei giorni nostri è un prodotto costantemente terrorizzato. La sua esistenza un bersaglio continuo di sforzi inauditi, prove insistentemente sconcertanti tra incertezze nel presente, insicurezze sul futuro e una latente ma inquietante voglia di farla finita alla prima difficoltà. Esagero? Chiedetelo a chi l’ha fatta finita o dite che non si può? Certo che si può, basterebbe conoscere per filo e per segno i suoi ultimi affanni, capire la sua profonda disperazione, l’angoscia che lo divorava, il terrore che dilaniasse l’incapacità di sentirsi quello che non ha potuto raggiungere se non privandosi della materia, la prigione dell’anima o meglio dell’energia infinita e che cos’è questa energia? L’atomo, è l’atomo, è la base dell’Universo l’inarrestabile fonte di perenne movimento. Il moto perpetuo, la fonte di ogni cosa conosciuta e non, e non è nessun dio delle genti osannati dalle torme in sottane assise a portavoci inesistenti, è l’invisibile atomo che compone ogni materia esistente dall’aria respirata alla più dura roccia, nel profumo soave di una rosa appena sbocciata all’acre odore del concime organico fonte di nuova trasformazione vitale …… o pensate che da un diamante ne nascano altri?

Brucia un bosco o migliaia di ettari di foreste vanno in fumo e che succede? Nulla, boschi e foreste si trasformano in cenere e questa in concime rigenerando nuove piante. Un cadavere seppellito o bruciato, disperso o lasciato in acqua, segue lo stesso processo di decomposizione organica riconsegnando i sui atomi nella primordiale materia originale.



… ma allora si muore davvero?

Dipende solo dalla dose d’ignoranza (non sapere) che hai accettato come verità.



.







Proprietà privata. Archivio n° 699. 12-4-2011

[/font][/size]
Torna in alto Andare in basso
Sven Hassel
Generale
Generale
Sven Hassel

Località (indirizzo completo) : Canzo
Età : 76
Messaggi : 5981
Data d'iscrizione : 09.02.11

... ma si muore davvero? Empty
MessaggioTitolo: Re: ... ma si muore davvero?   ... ma si muore davvero? EmptySab 5 Nov - 21:06:13

.segue



… ho avuto qualche sollecito su questo argomento da ovvie persone curiose e poiché la curiosità è l’indice dell’intelligenza umana che fa distinzione tra lo scontato passivo e le innovazioni che segnano i progressi sociali.

D’accordo che l’argomento non è certo la materia preferita da commentare in un salotto perbene con caratteristiche caratteriali prettamente conservatrici dove la morte si evita con buon gusto e parlarne si indica l’immancabile cattivo gusto, però non amando i salotti di nessuna specie e tanto meno se d’arie conservatrici mi sento libero di parlare di qualsiasi argomento scomodo senza mezzi termini.

… mi è stato chiesto se credo nell’aldilà? Ho dovuto credere a migliaia di sciocchezze ascoltate sempre da altri autorevoli amministratori del sapere umano da averne in seguito scoperto altrettante bugiarde montature costruite ad arte e con lo scopo di coercizzare il credulismo polare con estrema facilità e sulla morte (un argomento che si può solo trattare da vivi) è meglio farlo nel migliore degli stati esistenziali possibili in quanto richiede del cervello sgombro da fetecchie.

Incominciamo con un esempio meccanico; ogni computer risponde all’utente attraverso il contenuto che l’utente steso ha collocato nella memoria, senza una memoria nessun computer potrebbe rendere un qualsiasi servizio. La memoria è la base fondamentale anche di un buon cervello in grado di usare il massimo potenziale incamerato specie se chi ha memorizzato il meglio conservato l’ha fatto differenziando e soprattutto distinguendo i sentiti dire dalle verifiche personali. Non è difficile controllare ogni sentito dire, basta l’abitudine che diventa presto un fattore prudenza “leggi filtro” in cui basare ogni ingresso nel proprio contenitore cerebrale debitamente accettato come veritiero. Non è necessario sentirsi eruditi per apparire dei perfetti idioti, basta la prudenza d’accettare quel poco che mantiene pulito un cervello e per capire in parole povere se nel vostro computer ci mettete della spazzatura non potete aspettarvi di trovare delle perle di saggezza, ci trovate solo il vostro modo di pensare.

Un secondo esempio si rifà sulle credenze culturali di altri popoli educati con credenze diverse dalla nostra europeizzata sul cattolicesimo, per altri individui di fede religiosa differente la morte è solo la liberazione dal corpo fisico, per altri un passaggio naturale da una vita all’altra, un cambio di stagione o un abito dimesso da sostituire. Da noi la dipartita è un argomento tabù e reso drammatico, addirittura presentato come una resa dei conti, una destinazione infernale per i peggiori che della vita ne hanno abusato le regole sociali.

Il Catarismo ha insegnato che lo spirito “incarnato” subiva la peggiore delle punizioni spirituali condannandosi volontariamente nella materia assumendo un corpo e di questo solo liberandosi poteva ascendere nuovamente alla purezza. Il sociale Cataro è stato un modello ammirevole di virtù tali da sconvolgere i cattolici e decretarne l’infamante opera sullo sterminio totale di migliaia di credenti con il difetto di pensare diversamente da altri, quindi basta il modo di pensare per credere in qualcosa? Già, basta proprio poco.

Una credenza diffusa potrebbe essere la convinzione cieca di essere esattamente quello che uno crede d’essere, che cazzata … perché potrebbe scoprire una realtà ben lontana dal comune denominatore sostenuto. Pochi sanno o conoscono i pericoli del credere. Il credo è il cappio che uno si mette sul suo collo, attenzione, perché il cappio strozza.

Se penso che la morte è la fine di tutto, o che non m’importa di sapere perché nessuno è ritornato con informazioni, oppure finche vita ce speranza, allora sono questi dati immagazzinati che mi accompagnano e non mi interessano altre alternative. Vale a dire che voglio solo ”credere” sulle basi comuni (perché se ci credono in molti allora è veramente vero) rifiutando ogni altra tendenza? Bel modo d’impiccare la propria intelligenza, a questo punto il cappio strozza una grande quantità di fessi affidati “leggi hanno dato fiducia” sul sentito dire d’altri. Da ricercatore storico sulle presunte verità ho scoperto una quantità di fandonie tanto da dubitare peggio di San Tommaso anche di fronte alla verità più vera e lo spiego facilmente; più potete osservare uno sforzo enorme per sostenere una verità e maggiore è evidenziata l’opera continua per nascondere una colossale bugia. La politica come la giustizia, ma soprattutto le culture di fede, sono in primo piano a livelli di sforzi enormi per potersi reggere e lo fanno per scopi di profitti personali. Le monarchie hanno sempre affamato e mandato in battaglie di potere gli inermi cittadini dando a questi pretesti di menzogna, nell’oppio delle libertà si sono consumati fiumi di sangue umano sciupato in idealismi del tutto falsi, la verità non ha nessun a necessità di sforzo, la verità è vera e basta … oggi è una bella giornata con due mele come cibo e la vita è serena. Perché mi devo dannare aspettando una morte drammatizzata? Chi non è terrorizzato nell’oscurità di un prossimo domani senza speranza? Chi è l’idiota che dando retta ad altri non si è dato le risposte in merito alla morte?

Come prima massima per una morte serena e senza nessun rimpianto, si incomincia a vivere pienamente e con onore l’unica vita in corso. Se imparo a vivere molto bene che m’importa della fine, anzi la posso aspettare come una nuova avventura da capire in ogni suo attimo.

La vita, un'intera vita è fatta di infiniti attimi sfuggenti ed io ho imparato a non farmene scappare neppure uno.



…. Cuntent gent?
Torna in alto Andare in basso
 
... ma si muore davvero?
Torna in alto 
Pagina 1 di 1

Permessi in questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.
carrirc.attivoforum.com :: IL GIORNALE DI SVEN-
Vai verso: