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 Tempeste geomagnetiche.

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Sven Hassel
Generale
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: Tempeste geomagnetiche.   Tempeste geomagnetiche. EmptySab 1 Ott - 11:43:33

E’ da ridere? Direi proprio di no, anzi!



Il Sole è un immenso generatore di corrente geotermica che manda energie sulla Terra sotto forma di particelle invisibili com’è invisibile, in effetti, l’energia elettrica usata dall’umanità da poco più di un secolo, spazio ridottissimo se calcoliamo la presenza dell’uomo sul pianeta. Tracce di accumulatori elettrici si possono trovare in epoca egizia e nel museo di Bagdad in Irak accumulatori in anfore con lame di rame isolate con catrame hanno provato l’uso dell’elettricità in epoche trascorse. Un caso curioso sono i pettorali dorati degli imperatori romani “placcati” in oro e la placcatura si fa anodizzando in bagni elettrici i metalli interessati.
I geroglifici egiziani dove mostrano una grossa lampada alimentata da una batteria, che testimonianze lasciano credere? L’uomo del passato ha lasciato tracce sconcertanti su moltissime scoperte che soltanto in seguito sono state addebitate di recentemente ad altri ricercatori, un pò come se tutto avesse aspettato d’essere nuovamente disseppellito dopo essere stato dimenticato.
Recentemente uno studio della NASA ha concluso l’interessante ipotesi su come influirebbe una potente tempesta solare sul nostro pianeta e soprattutto sulle apparecchiature elettriche in larghissima diffusione come principali fonti di movimentazioni per l’umanità. Nel 1866 una di queste “esplosioni solari” fu osservata senza danni apparenti per l’uomo soltanto perché non dipendeva da nessuna elettricità collettiva come la nostra.
Oggi un fattore di questo tipo che cosa potrebbe innescare sulle fonti d’energie elettriche?
L’imbarazzo della scelta mi porta dal piccolo al grande esempio; ogni accumulatore o trasformatore elettrico ne risentirebbe delle variazioni elettriche attorno a se, il campo magnetico terrestre possiede una corrente di voltaggio costante e se questa è alterata improvvisamente collassa mandando in corto tutto quanto dipende come fondamentale stabilità. In un attimo le batterie automobilistiche perderebbero le cariche immobilizzando l’intero complesso dei trasporti su strade. Le centrali elettriche e con loro ogni tipo di trasformatore si immobilizzerebbero all’istante. Con questi esempi le linee elettriche di alimentazione delle città/metropoli si troverebbero privati di corrente elettrica, e questo fattore inficerebbe una mole di servizi inutili da evidenziare, pensate alle metropolitane o semplicemente agli impianti per la conservazione dell’alimentazione sotto zero. Le comunicazioni ridotte al silenzio, ogni tipo di comunicazione cessa i collegamenti e noi dipendiamo da questi come dell’aria respirata, niente telefono, niente informazione TV e neppure giornalistica (i giornali si stampano con l’elettricità) e niente come ho già detto, trasporti. Le catene dei supermercati contengono scorte giornaliere, dopo tre giorni i consumatori non trovano quanto necessita per mangiare due volte il giorno. La rete d’assistenza medica ospedaliera terminate le scorte di carburanti per i generatori elettrici “fuori uso” sì blocca in un solo giorno con gravissimi danni per i ricoverati. L’inutile benzina nelle cisterne delle stazioni di servizio non serve a dei veicoli messi in crisi dagli impianti elettrici di bordo. L’intera scorta mondiale di petrolio avrebbe la riconversione sull’uso delle lampade a petrolio, un ritorno all’inizio del secolo scorso, il ritorno al lume ad olio.
Ho parlato di trasformatori in tilt, di batterie esaurite “senza fonte elettrica non si possono caricare” e senza ricambi fornite dalle ditte private dall’elettricità l’intera complessità elettromeccanica dalla quale dipendono le migliaia di milioni di servizi associati come interdipendenze, porterebbe l’umanità viziata da queste assunte comodità allo stato di panico puro con conseguenze prevedibili, in primis l’alimentazione. Abbiamo assistito a veri attacchi di guerriglie urbane contro distribuzioni di alimenti con supermercati e negozi devastati per accaparrarsi ogni cibo disponibile. Quante migliaia di persone intrappolate negli ascensori durante l'attesa dei soccorsi “autopompe di pompieri ferme” … ambulanze e mezzi di soccorso inagibili, moriranno nel giro di pochi giorni? Le navi in navigazione come i milioni d’aerei in volo senza energie autonome si produrrebbero in disastri di proporzioni colossali, dove precipitano aerei i mezzi di spegnimento incendi non sarebbero presenti e gli incendi innescati non più circoscritti dilagherebbero in devastazioni immense. E l’acqua da bere? Le riserve potabili sono completamente asservite da pompaggi elettrici, ogni acquedotto cesserebbe il servizio a domicilio, i rubinetti senza pressioni diventano inutili e senza l’acqua a disposizione (da come siamo abituati) nelle grandi metropoli e piccoli insediamenti umani, tempo tre giorni ed incominciano le guerriglie per l’acqua.
Il Tuareg o il Masai, l’aborigeno australiano come altre popolazioni meno “inquinate” dal progresso tecnologico, neppure si accorgerebbero di una tempesta solare ma ogni nazione progredita da poco più di un secolo di comoda elettricità ne risentirebbe a livelli imprevedibili con ripercussioni inimmaginabili e con tassi di mortalità a piramide crescenti. Cosa significa? Vuol dire che in meno di 40 giorni la vita umana sul pianeta perderebbe qualcosa come 5 miliardi di unità su 7 … la stima approssimativa l’ha data la NASA con circa 2 miliardi di sopravvissuti in grado di continuare praticamente come se niente fosse accaduto (una risorsa d’ignoranza capace di procedere indifferentemente a catastrofi) niente male come ecosistema sulla preservazione della razza umana.
Un mese e qualche settimana di scarto sulla percentuale base calcolata e potrete vedere attorno a noi, personalmente, lo sgretolarsi senza rimedi di un sistema interfacciato assassino. Il cane che si è morso la sua stessa coda ha fallito i suoi scopi scioccamente, con dell’incredibile ottusità si è scavato una fossa collettiva. A pensarci bene mi viene da ridire, se dovessi assistere in tragedie simili, davvero l’intero palinsesto umano crollerebbe sul mito tecnologico, sulla globalizzazione e sulle temute manovre economiche orchestrate dalle borse mondiali, sulle corse dissennate ai consumismi e sul valore dell’oro, riderei sulle spazzature mitizzate da menti puerili enfatizzate sul virtuale e privo di antichi valori che hanno condotto l’uomo alla sua rovina plagiandolo sull’egocentrismo dell’avere molto da perdere.
Chi ha mai immaginato una delle tante apostrofate calamità naturali che hanno compromesso la vita sul pianeta come questa possibile tempesta solare? Non sono delle novità e ne capitano ogni anno sulla superficie del Sole, l’ultima registrata un secolo e mezzo fa colpì le linee del telegrafo e la ridotta elettricità industriale pubblica, che se pure ridotta, si paralizzò completamente per 24 – 36 ora sulla Terra.
Nel 1799, 1833, 1866 e 1966, una costante registrata senza grossi danni e la NASA ha decisamente portato a limiti estremi la proiezione di catastrofe, ma senza esagerare sull’impossibilità che tale evento sia da trascurare, l’Universo cambia in lunghissimi cicli di spazi/tempi visibili però anche dai meni sprovveduti che soltanto badando ai cambiamenti stagionali, eruzioni vulcaniche in aumento, terremoti di conseguenze disastrose, maremoti devastanti, precipitazioni fortissime con alluvioni colossali, aumento della temperatura sul pianeta con disgeli impressionanti, sono eventi tutto sommato conosciuti fin dalle antiche cronache riportate da diverse culture dove “diluvi come inondazioni gigantesche” in grado di sommergere i monti se ne conoscono i dettagli. Tali da non sorprendere che l’uomo è un prodotto sopravvissuto a calamità naturali e che dal fango di questi spettacolari alti e bassi si sia trovato da una civiltà progredita al fango successivo da dove emergere per continuare un sogno infinito. Le prove che tali civiltà sono esistite scomparendo senza ragione alcuna, improvvisamente, risorte dopo tempi indefiniti, ma con loro dei principi elementari simili alle precedenti, indicano che dalle stalle alle stelle e viceversa i passi sono brevi.
I miei aggeggi elettrificati; il computer che sto usando, il telefono e l’informazione TV, auto e motocicletta, elettrodomestici ed acqua, la provvista di cibo al supermercato, le mie attività commerciali, un grande silenzio attorno alla zona industriale in cui abito, la stazione ferroviaria, il traffico convulso …….. silenzio di tomba, la notte buia, l’antica candela, la paura folle di una fine imminente. Chi si aggira armato tra chi conosci e fino ad ieri ti salutava? E la fame come la combatti, ti ricordi di un’arma qualsiasi e la porti con te, le armi servono come si dice per difesa e lo so, le ho sempre avute tra le mani. Però ho fame. Molta fame e penso che nel dramma della disgregazione dell’intero sistema sono deluso, anzi molto deluso e penso che mi hanno preso in giro, umiliato come sopravvissuto di una specie indomabile, assassina se provocata e capace di tutto se messa in condizioni intollerabili. Ecco la specie animale farsi largo con le armi, di qualsiasi tipo, un coltello di cucina basta, una pistola termina in fretta le munizioni e l’armeria è lontana, un laccio di filo metallico dura ed è fatale, il taglio della mano sulla carotide e stronchi la vita altrui, la clava del Neander si abbatte nuovamente sul Cromagnon …. Una nuova specie di umanoide striscerà sulla crosta terrestre dimenticando l’automobile, scompariranno le strade e le piste degli aeroporti dovranno aspettare millenni per essere viste da satelliti nuovamente in orbita? Le megalopoli inutili sprofonderanno in cattedrali desertiche ignorate ed incomprensibili monumenti muti, luoghi di terrore da evitare, supestizioni nasceranno insieme alle immancabili “religioni deistiche” sempre pronte a guidare il branco sperduto verso deserti inariditi con i soliti scopi di sottomettere nuovamente la bestia umana, il coatto dimentico di se stesso, l’autore e distruttore dei suoi successi e fallimenti. Però, l’Universo stesso si crea e di autodistruggersi in continuazione, e noi siamo il plasma universale che dal caos si è determinato in quello che siamo diventati e poi nulla è fissato nell’immobilismo, nessun assoluto è provato e tutto si rigenera in un movimento continuo, l’atomo stesso ha dato la prova sulle trasformazioni, l’uomo steso cambia in ogni istante e sulla somma di queste minuscole percezioni di tempo invecchia. Cos’è la vita trascorsa se non un mucchio di ricordi, sabbia sfuggita dal pugno stretto?

Proprietà privata. Nota d’archivio n° 678.

D.G.

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