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 La Bugia .... segue .....

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AutoreMessaggio
Sven Hassel
Generale
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Sven Hassel

Località (indirizzo completo) : Canzo
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Messaggi : 5893
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La Bugia .... segue ..... Empty
MessaggioTitolo: La Bugia .... segue .....   La Bugia .... segue ..... EmptyGio 22 Set - 14:47:09

Segue, altra riflessione.


Caro, amico, ti scrivo e tu, seduto in poltrona, mi puoi leggere. Voglio immaginarti comodo, tranquillo, sereno e un pò fermo. Seduti si sta fermi. Eppure abbiamo, ne facciamo parte, un gran movimento intorno a noi, addirittura dentro di noi. Continui a leggere, stai facendo qualcosa, il tuo sangue scorre forte nelle vene, il tuo cuore batte con regolarità. E’ l’unico muscolo che non si è mai fermato da quando ha iniziato a muoversi.
Siamo un piccolo grande universo, sappiamo tutti di tutti, sappiamo anche tutto di noi mentre non ci conosciamo affatto. Parlo di te, caro amico mio, chi sei?
Non intendo all’anagrafe.
Ti ho chiesto, chi sei?
Difficile rispondere, lo so. In questo gioco di movimento ti sei dimenticato di te, ecco perché non sai chi sei. Non ti sei chiesto dove stavi andando, intanto che passava inutilmente il tuo misurato tempo. Certo, lo sanno tutti, i giorni passano insieme ai mesi e agli anni, è una prerogativa di questo sistema solare. Così, anche se non fai gran che, ci pensa il tempo a trascinarti verso il niente. E’ il passivismo lento, subdolo del tempo, improvvisamente ti trovi incollerito con la vita che non è stata benigna con te, gia, la vita, è sempre colpa della vita.
Sai cos’è la generosità?
Non è la carità, questa è diversa, essere generosi significa darsi a piene mani, vuol dire occupare uno spazio ben preciso dentro il tempo. Il tempo, il nostro preciso tempo, lo dobbiamo occupare, creandolo di nostro per farlo diventare il nostro tempo.
Osserva una persona, avanti negli anni, se lo vedi spento ed assente ha solo passato il tempo, se vedi la luce nei suoi occhi ha vissuto ed è felice. Crediamo di conoscerci, sappiamo che ci muoviamo e che la sera, dopo una intensa giornata di lavoro, ci accontentiamo di sentirci stanchi, magari ci mettiamo comodi in poltrona per leggere questo scritto. Intanto che fai questo, ti sposti nell’Universo, non lo senti ma stai girando intorno all’asse terrestre e intorno al sole.
Rifletti, stai leggendo, sei stanco oppure interessato, fermo nel tuo salotto, con il tuo movimento personale, il cuore che batte, il sangue che scorre, ti crescono i capelli e la barba la fai tutti i giorni, ma continui a credere che stai leggendo una lettera seduto. Così è la tua vita, se tu potresti per un attimo sollevarti sopra il pianeta non potresti neppure vederti, sei scomparso nel pianeta azzurro.
Questa è la tua vita, scomparsa in mezzo alla vita di tutti i giorni, in cui hai deciso di identificarti uomo, o donna. Capisci cos’hai fatto?
Ti sei identificato, hai subito un processo d’identificazione.
Ti è bastato poco per crederti qualcuno. Mi sta bene, sono così e cos’ha, sono contento. Sei scomparso, sparito, ti sei inghiottito. E’ lo stesso per quanto stai facendo, lo fanno milioni di persone, in competizione tra loro. Questo, ti avvilisce quando fallisci e ti rende provvisoriamente potente quando per un attimo ti va bene. In quanto andare avanti spingi un carro molto faticoso, insisti per aggiungere astio e la collera che ti riempie. Il tempo. Il tempo e lo spazio sono collegati tra loro, il tempo è una linea e lo spazio lo ricavi da tante lunghezze, semplice. Ma il tuo spazio, dentro il tuo tempo?
Lunghezze stiracchiate, un successo e dieci fallimenti, musi lunghi, stanchezza cronica, falsi entusiasmi fatti da maschere pronte ad apparire (essere per apparire) bei meccanismi inutili, tanto non ci si nasconde dietro di noi per compiacere gli altri.
Dove sono, il sorriso, il desiderio, la stima di te stesso, la piacevole contemplazione di cosa ti circonda, il pianeta su cui vivi una vita che non conosci, il movimento di un Universo sconfinato, immenso? Lo senti il vuoto, specie nei momenti d’angoscia senti il tuo stomaco contrarsi, il tuo sangue congelarsi nelle vene, il tuo cuore spaventato pompare a fatica? Ti senti ancora in grado di galleggiare sopra la fantasia, sei capace di sognare, d’immaginare come sei, perché lo so, per te è diventato difficile da troppo tempo, ti sei abituato a perdere, non a vincere. Non sei neppure in grado di immaginarti diverso da quello che sei. Troppo avanzato questo concetto, chiederti di immaginarti diverso? Non ne sei più capace.
Eppure, per una donna, superficialmente questo è ancora possibile, un filo di trucco, un abito giusto, un taglio di capelli e per poche ore diventa un’altra persona. E’ squallido, ma lo si fa bastare. I fili d’erba, il respiro degli alberi, l’acqua degli oceani, il moto delle onde e i più bei tramonti. La leggere brezza e i furiosi temporali, l’insetto che si muove e la mosca con la sua brevissima vita, si muovono in un movimento superiore al nostro, siamo diventati dei nani al cospetto del creato. Il microcosmo umano si è rinsecchito, inaridito, nelle sue abitudini conclamate. Svegliati, amico caro, vivi una sola ed unica vita, rendila migliore, fa qualcosa di veramente utile per quel tempo che ti resta, non importa il passato, non esiste più, pensa al presente, perché se semini qualcosa lo ritrovi domani.
Ascoltami, amico, carissima amica, che mi leggete, ascoltate il vostro cuore che galoppa dentro di voi, il sangue che spinge la vita inarrestabile, loro inseguono il ritmo dell’Universo, la musica delle stelle, sono partecipi del gran movimento cosmico, vivono in voi come un’immensa energia.
Non accontentatevi di partecipare, diventate protagonisti di voi stessi, sul palcoscenico ci state già, perché non dare il meglio di sè?
Svegliatevi, la vita vi chiama.



Osservazioni personali, scritto il 22-4-98. Proprietà privata. D.G.
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