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 Il profilo del così detto "modellista".

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Sven Hassel
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MessaggioTitolo: Il profilo del così detto "modellista".   Il profilo del così detto "modellista". EmptySab 30 Lug - 12:19:49

Il profilo del così detto “modellista”.


Un Giornale interno non potrebbe trascurare i vari aspetti umani dai quali provengono umori affiliati o congiunti, con i loro rispettivi lavori presentati.
Da queste osservazioni, per chi ne ha il gusto del capire o la sola curiosità di oltrepassare il modello o soggetto, che ne fa un ritratto e non la cornice umana dell’autore, se ne traggono delle interessanti argomentazioni su chi pratica da poco o da anni questa nobile arte.
La prima osservazione, e premetto che anche le successive sono assolutamente del tutto personali e chi non le potrebbe condividere può tranquillamente ignorare iniziando fin da ora il resto che andrò a scrivere. Dico e ricordo anche una massima trascurata per chi fa domande senza il minimo buon senso di saper accettare “qualsiasi risposta gli sia data” in quanto fare domande è lecito e educato come il dover ingoiare le risposte spiacevoli. È troppo facile e puerile aspettarsi le risposte ovvie o peggio desiderate, e se faccio una domanda prima ancora di farla mi assumo l’onere della risposta che mi potrebbe arrivare.
Il punto in causa diventa la capacità di “accettare la risposta” e non credersi nel diritto di domandare e basta.
La prefazione serve per aprire una seconda osservazione, forse la dominante su ogni profilo individuale. Ogni operatore in campo artistico desidera mettersi in evidenza e lo fa in sforzi successivi finche non si consolida in una sua realtà difficilmente compatibile e pur anche accettabile da altri, tale ne fa che senza una forte dote di esibizione personale (chi fa e fa vedere si esibisce) e da qui a diventare un esibizionista per troppi casi il passo è brevissimo.
Abbiamo il caso dell’esibizionista “umile”.
Si presenta da schivo, riservato e nascosto, scruta osserva e soprattutto critica e se lo fa è in modo negativo. Se lo dovesse fare in modo positivo (e non è da lui) uscirebbe allo scoperto.
L’egoico è anche un finto generoso ed è una necessità esistenziale per bilanciare una forma d’egoismo fin troppo evidente. L’esibire un soggetto per ottenere un plauso è maniacale per chi pratica del modellismo, come per chi dipinge o crea qualunque cosa dalla materia, nel contempo se ne duole nel dove concedere i sui favori e qui abbiamo il meschino vestito da perbenista.
Ho voluto incominciare con i profili che conosco meglio e che ho incontrato personalmente in lunghi anni di pratica artistica come di studio socio psicologico, dove esistono gli stessi parametri d’individualità, l’uomo è lo stesso dietro la maschera che indossa.

Per ogni causa corrisponde un effetto e ciò che è mostrato è l’emanazione di una parte nascosta, occulta inconscia o volutamente costruita ad arte per apparire diversi da quello che in realtà si è, solo che diventa il gioco degli specchi in cui bastano rovesciare le figure per vedere le parti.

La componente esibizionistica è sempre presente e la troviamo nel “millantatore” o meglio colui che si appella fantasiosamente a ipotetici trascorsi ostentando una conoscenza sull’argomento senza neppure accorgersi che così presenta se stesso da perfetto sprovveduto. Ultimamente, da che si è scoperto che basta dare aria alla bocca per parlare, sono usciti allo scoperto parecchi esempi di ultimi arrivati con pretese da primi della classe. Presenze infantili, fastidiose ed inquinanti ma necessarie per tracciare le differenze abissali tra questi e chi porta effettivi meriti visibili su quanto ha fatto. I confronti sono indispensabili per differenziare e distinguere con esattezza in che ruoli ci si muove. Qui si fa del modellismo, e senza volerlo o semplicemente ignorandolo, si sale sul palcoscenico umano dando chi si è …. Già, già, dietro il soggetto presentato alla lunga esce la vera personalità dell’individuo. Quindi millantare trascorsi di gloria in un campo dove ancora si devono dimostrare almeno le elementari cognizioni modellistiche rende ridicoli chi cerca onori a buon mercato.

Potrei parlare dei profili positivi e a che pro? Del bello e del migliore diventa inutile spendere parole, anche perché è alla luce del sole, lo possono capire tutti perché i positivisti sono creativi naturali ed amano dare, quindi si trovano SEMPRE in prima linea e mai nell’ombra silente.

L’ambiguo o il falso, non sa neppure lui da che parte mettersi intanto che oscilla da un lato all’altro. Curioso atteggiamento dettato da un ritardo di risposta, è fondamentalmente un indeciso, un perfetto insoddisfatto, potrebbe essere una cima senza ricadere sul punto di partenza, il suo cammino è infinito, un’altalena di alti e bassi con eccessi e malumori continui. Fa, sempre da egoico, quasi sempre per stupire fingendo incontentezza, false incapacità per auto compatirsi, individualmente è un immaturo molto insicuro di sè o perlomeno non si è accettato per quello che sa dare.

Il timido o l’esordiente … tutto da scoprire anche se il buon giorno lo vedi chiaramente dal mattino. Il neofito, anche se non lo sa, talune volte ha già superato i maestri senza saperlo.
Diventano gli esordienti i motori futuri dell’arte modellistica, mentre i grandi “si fa per dire” hanno il merito di avere lasciato delle chiare impronte e detto cose giuste indicando le vie sicure in cui spendere energie a buon mercato e non sforzi vanificati da viziosità fatte passare per icone illustri. Chi ha fatto calca gli stessi palcoscenici di chi ora si appresta a fare ed è a questi che si devono dare gli aiuti necessari per i futuri capolavori e non mettersi gli abiti del conservatorismo solo perché non si ha niente da dire in senso di plauso positivo.

E qui escono allo scoperto i conservatori. Il profilo del conservatorismo è la peggiore piaga che affligge l’umanità da quando l’uomo si è infettato con il raziocinio.
Il razionale ed il conservatore messi insieme danno il triste degrado socio-umano che dilaga impietosamente da decenni, ma che accompagna come un cane fedele l’umanità da millenni.
Per un conservatore, persino una virgola fuori posto è un fastidio incontenibile, insopportabile. Abbiamo un uomo fragile, attaccato come una piovra ad un paletto, completamente incapace di osservazioni a 360 gradi, è uno bravo al minimo, uno che ha fatto fatica più di altri per arrivare dove si trova e dove sta ha paura i perdersi. I conservatori hanno eccessi di paura pari al puro terrore, vivono profonde angosce e si deprimono in sciocchezze per la fisima che se uno più uno non dovesse collimare con un due ….. il loro piccolo mondo va a rotoli.
Il conservatore vede, ma è totalmente incapace di osservare. Sente solamente, non sa ascoltare, sembra buffo ma non ascolta, perché ascoltare può significare la “distruzione” dei sui limitati dati, la perdita irrimediabile di un tesoro nascosto. L’opposizione, ogni forma di opposizione è di stampo conservatore. Ecco perché si trovano politiche distruttive come religioni contro sopravvivenza a pieni campi d’azione.
Nel modellismo come nell’arte, si riconosce il conservatore come uno incapace di evolversi altrimenti, resta e rimane ancorato ad un unico schema. Un topo in trappola. Osservate sulla distanza del tempo un autore che ripropone dei duplicati e scoprite un conservatore all’opera.
L’educazione sociale si ostina a raccomandare i falsi valori che hanno ingannato i padri e prima i nonni di questa gioventù che ha smarrito completamente i principi esistenziali vagando confusa alla mercè dei tirafili che ne sostengono l’efficacia per averne il dominio sul controllo delle masse e la colpa è del conservatorismo (paura) di opporsi a delle regole assurde solo perché ingoiate da veri ignoranti vestiti da poveri saccenti. Eppure, basterebbe volgere l’attenzione soprattutto a quella parte che meno piace, a tutto quello che il conservatorismo respinge opponendosi implacabile contro la ragione. Ragione, raziocinio o razionalità, utopie del tutti inutili.
Verità, una parola, che da per definizione un accordo dato. Una perfetta imbecillità da sostenere come principio?
Certo preferisco sostenere come principio la definizione della parola stessa e non l’uso improprio fatto.

Il razionale spacca il capello in quattro nel tentativo infruttuoso di dimostrare l’eccezione, per lui la Terra è una sfera perfetta dibattendosi tra l’uovo e la gallina, arrivista incallito mira a posizioni di prestigio e responsabilità, se non altro è capace di strutturare creatività complesse con successo a patto (un po come il conservatore) non si alteri nulla di quanto lo circondi. Di carattere chiuso cerca un po come l’emarginato un posto nell’interno sociale dove occupare un posto tutto suo da dove difficilmente si farà calzare se non per l’orgoglio ferito, che è il suo tallone d’Achille com’è permaloso e sospettoso per ogni alito di vento. Assomiglia molto al matematico, entrambi prigionieri di un’escatologia che ne riduce i valori d’espansione nonostante brillino di puro ingegno. Un ingegnere senza essere un minimo matematico darà ben poco nei suoi progetti, è il difetto nel sistema è di perdere in continuazione la bussola.

Poi abbiamo chi fa del modellismo per piacere dicendo di usare la passione, una proprietà quella passionale in grado di sviare addirittura i doveri tanto ci si cala nella sfera esistenziale del piacere, diventando se non controllata addirittura una regressione infantile mutuata da una falsa importanza sul fare. Si trovano accavallate forme di insicurezza, di incertezza e quindi di immaturità latente, il portatore tende sul rifiuto costante di una realtà accettata forzatamente mettendosi perennemente sotto sforzi eccessivi. A questi stress ripiega nella panacea del relax modellistico scoprendo una terapia (e lo è in certi casi) in un recupero formale rigenerativo, però senza l’opportuno controllo diventa l’alibi di comodo sottraendo enormi quantità di sforzi da indirizzare altrove. Senza ostentarlo e poco gl’importa è a modo suo anch’esso egoico e tende a strafare ma non per gli altri, lo fa incapace di misurare le proprie reali insite capacità. Esagera suo malgrado seppur nella modestia consapevole di sentirsi un attore di comparsa e poco di primo piano, in effetti, essendo di fondo non solo un creativo ma determinato sugli obiettivi se deve dare il meglio lo da nel suo campo d’azione, che non è certo il modellismo, perché ripeto, è solo un’oasi di pace o la sua caverna preferita in cui riporre il bambino che c’è in lui.

Sul “trafficante” inutile dire o tracciare un profilo, direi solo che si spaccia per modellista al solo scopo di far valere delle mire commerciali. Ogni sito ne ha di infiltrati sfacciati in piena vista o dietro le quinte in manovre economiche.

Il “superficiale” scopre l’acqua calda ogni giorno, è praticamente inoffensivo e socialmente accettato come un compagnone simpatico e gioviale. Non polemizza, non s’inoltra i dibattiti, è telegrafico, sparisce per lunghi periodi, se realizza qualcosa lo fa i tempi lunghissimi, è meticoloso, distratto ed inconcludente per un’assogettazione che lo trova non protagonista per libera scelta. Lui del lago ne vede la “superficie” e poco gl’importa di che cosa si trova sotto le acque. Se dimostra ignoranza (mancata conoscenza) è per colpa dell’indole che non vuole dire pigra, se mai di una buona dose di ottusa noncuranza, per questo tipo il mondo intero può ridursi alla sua città.

La persona egoica con buone capacità di esibizione, tende nel fare soprattutto per gli altri, difficilmente sposa il concetto di fare per sé, che lo renderebbe tra l’altro soddisfatto delle sue opere prime. Spingendo il bottone del fare e quindi mettendo in mostra compulsivamente l’intenzione rivolta verso l’esterno e poco verso il suo interno, prima o poi si svuota come un palloncino senz’aria per una legge di compensazione che prevede prima il dare a se stessi e poi il dare ad altri.
Questo principio immutabile non si altera senza conseguenze e il modellista tipo non ne è affatto immune da primo attore quale si muove senza pesanti ripercussioni dovute comunemente nel muoversi in una sfera un poco superiore di altre, tale da creare dei fattori di realtà sconnesse e facili da polemizzare. Questo credo, sia la causa principale di tanti malesseri di gruppo dove le aggregazioni non bastano per una coalizzazione ferrea e tenace ed i difetti si riscontrano unicamente sulle molteplici realtà oggettive sostenute individualmente da persone che per libere scelte si sono introdotte in una cerchia sociale. Per assurdo non dimentichiamo che l’asociale lo incontriamo non ai margini della società, ma perfettamente inserito nel sociale stesso. Chi entra in aggregazioni lo dovrebbe fare rinunciando al proprio individualismo per mettersi veramente a servizio d’altri, la comune funziona solo attraverso il donarsi completamente per la causa scelta, per altri scopi non c’è spazio utile e capire chi rema contro corrente non ci vuole poi tanto tempo. Inevitabilmente non trovarsi d’accordo con un leader rivela l’immediata capacità sul contribuire o frenare uno sviluppo in corso, in questo caso ricordo ai distratti che si va comunque in una sola direzione, vale a dire AVANTI ed ogni tentativo di negare o frenare idee altrui porta sempre a chi lo fa la ristrettezza evidente di una mentalità conchiusa. Il solito conservatore, è il leader al contrario, lo diventa automaticamente scoprendo che può fermare ogni cosa solo opponendosi. Dove un sociale non avanza regna una forte resistenza, il campo di forze è assoggettato da opposizioni con i compiti di congelare ogni iniziativa.

Chi fa del modellismo in rete si presenta sulla scena come uomo o individuo, mentre, crede di essere solo un nick name dietro un qualsiasi altro riferimento, questo paravento lo rende invisibile o almeno crede di non potersi rivelare interamente e qui sbaglia clamorosamente. Chiunque si esponga nel sociale firma se stesso per quel che dice come lascia un profilo chiaro persino chi non dice nulla. Una non risposta ha valore come una risposta data. Capire come potersi educare quando si entra a contatto con altri sconosciuti (perché in rete la conoscenza è del tutto virtuale) quindi impersonale e da qui a comportarsi da maleducati il passo e breve. Basta uno scivolone per essere visto come un soggetto a rischio da lasciare perdere.



Il Giornale ringrazia.

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