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 Il martirio di Boves ....

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AutoreMessaggio
Sven Hassel
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Sven Hassel

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Il martirio di Boves .... Empty
MessaggioTitolo: Il martirio di Boves ....   Il martirio di Boves .... EmptyGio 30 Giu - 9:25:47

.Personale.


... anche noi abbiamo le pagine che hanno massacrato il suolo italico...

Basso Piemonte, altopiano cuneese.... resistenza partigiana e repressione tedesca al comando del KampGruppe Magg. Joachim Peiper.

La città di Boves, che come Alba si trova nel cuneese, fu il teatro del primo atto di rappresaglia contro la popolazione civile inerme: il 19 settembre 1943, all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre, la 1^ Divisione Panzer SS "Leibstandarte SS Adolf Hitler" colpì la città dalle colline circostanti, dando fuoco a oltre 350 abitazioni e lasciando sul terreno decine di vittime.

Settembre 1943. I soldati tedeschi erano arrivati da poco. Da appena una decina di giorni. Senza incontrare resistenza, avevano occupato ogni città ogni contrada. Si erano impossessati delle caserme e, caricati su lunghe tradotte i militari, ex alleati, li avevano spediti nei campi nazisti. In testa a quelli che avrebbero martoriato il Piemonte occidentale c'era la divisione comandata da Joachim Peiper, un militare che dal 1939 era stato nello staff di Himmler e aveva partecipato alla creazione del sistema concentrazionario dei Lager. A Boves, nel cuneese, le sue truppe si erano però battute nei nascenti nuclei partigiani, che avevano avviato le loro primissime azioni subito dopo l'armistizio dell'8 settembre. L'ordine di Peiper fu perentorio: per rappresaglia, trucidare gli abitanti e poi dare alle fiamme il paese.

Era il 19 settembre del 1943, e la città si conquistò il triste primato di teatro del primo atto di rappresaglia contro la popolazione civile. La lunga e crudele occupazione militare non valse, però a piegare la Resistenza.

Proprio questa strage, secondo alcuni storici, portò la nascita del movimento resistenziale in Italia. Ma la medesima ferocia si ripetè tra il 31 dicembre 1943 e il 3 gennaio 1944, con un secondo eccidio durante il rastrellamento per debellare gli attivissimi partigiani "colpisti" della zona: il paese fu nuovamente bruciato, e nuovamente si ebbero decine di vittime tra civili e partigiani.

La medaglia d'oro al valor civile fu assegnata a Boves nel 1961, per aver sopportato con eroico comportamento e stoico coraggio, per ben due volte, la rappresaglia crudele del nemico invasore, subendo la distruzione di numerose abitazioni e sacrificando la vita di molti suoi figli all'ideale patriottico?.

Seguì nel 1963, la medaglia d'oro al valor militare: perchè Martoriata dalla ferocia teutonica, la città di Boves, culla della Resistenza armata piemontese, il 19 settembre 1943, con il primo sacrificio di 45 cittadini trucidati e 350 case incendiate, aggiungeva una pagina di gloria alle glorie d'Italia?.


... il responsabile delle azioni militari nel cuneese...


Joachim Peiper (Berlino, 30 gennaio 1915 morto a Traves, 13 luglio 1976) è stato un ufficiale tedesco, comandante delle Waffen-SS durante la seconda guerra mondiale.

Nato a Berlino nel 1915, a 18 anni si arruola nelle SS, divenendo a 25 anni ufficiale di collegamento delle Waffen-SS come aiutante nello stato maggiore di Himmler. Promosso a capitano partecipa alle campagne di Polonia, Francia e Russia, ottenendo la Croce di ferro di I e II classe.

Promosso maggiore, nel settembre del 1943 alla guida del III Battaglione del 2? Reggimento Granatieri Corazzati della Divisione "Leibstandarte-SS Adolf Hitler" presiede all'occupazione del cuneese e all'eccidio e alla distruzioni per rappresaglia dei paesi di Boves e Castellar.

Nel corso della guerra combatterà uovamente sul fronte russo e nelle Ardenne, dove il 12 dicembre del 1944, al termine del Massacro di Malmedy, la sua unitài render࠲esponsabile dell'assassinio di un numero imprecisato tra 72 e 84 prigionieri di guerra americani. Condannato all'impiccagione, la sentenza venne in seguito commutata in carcere a vita, ma venne liberato sulla parola nel dicembre del 1956.

Dopo essere stato liberato, Peiper si trasferì a Traves, dove si dedicò alla carriera di traduttore. Peiper rimase ucciso il 13 luglio 1976 in seguito ad un attacco condotto contro la sua abitazione, organizzato probabilmente per scopi di vendetta da comunisti francesi.

... una sua foto sulle Ardenne.

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