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 Fenomeno sociale.

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AutoreMessaggio
Sven Hassel
Generale
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: Fenomeno sociale.   Fenomeno sociale. EmptySab 26 Mar - 14:00:51

La malcomprensione.


Abbiamo assistito ad un fatto facilmente spiegabile di eccessi per curiosità sollevati da una semplicissima nota d’informazione.
Un’informazione può destare così tanto interesse? Assolutamente no, a meno che non sia strumentalizzata e trasformata o addirittura completamente trasformata in una qualcosa che di originale (significa di base) non ha più alcun nesso.
A questo punto succede un fatto comune in questa nostra epoca. Nessuno più s’interessa di cose concrete, reali e positive, anzi i più tendono al peggio, al negativo ed è questa la ragione che i picchi d’ascolto sulle notizie o informazioni negative assumono i ruoli leader sui giornali e in TV.
Se vuoi delle attenzioni su di te incomincia a sparlare di altri. Questo è diventato l’hobby preferito che un certo pubblico cerca per giustificarsi. Allora cosa sta succedendo?
Forse che infelici e sfigati, assenti come irrealizzati, si cercano il peggio per giustificarsi? Il mondo decade ed allora andiamo giù con tutto il mal costume sociale con gli estremisti del buonismo sconsolato e dall’altro lato la facile menzogna congiurata? Mal comune mazzo gaudio; facciamo schifo sì, ma facciamolo tutti insiemi.
Però se uno esce dal coro non seguendo una linea sociale da evitare, allora dev’essere tacitato, additato come un sobillatore, uno che parla troppo, uno che non si deve leggere. Invece capita il contrario e questo lo so da anni e se vuoi delle attenzioni in quello che progetti devi solo aspettare che arrivino gli aizzatori, quelle persone utili a piantare zizzania, e con loro sulla scena “esattamente come succede per certi scadenti programmi TV” scatta il tifo inarrestabile. Se scrivessi che ho aiutato un povero diavolo orbo nell’attraversare una strada con un traffico congestionato, nessuno ci troverebbe da dire, e sapete il perché? Non lo fanno in tanti, specialmente i negativi. Però se posti pubblicamente un chiaro tentativo di diffamazione …… allora si accendono i riflettori, solo che a me, non passa neppure lontanamente per l’anticamera del cervello di usare mezzi del genere per dire quello che penso.
Non ho la pessima abitudine di storpiare quello che non voglio ascoltare o leggere, specialmente se quello che si scrive resta come prova e poi certi azzardi lasciano tracce visibili in ogni passaggio. Finiscono in archiviazioni private, per essere conservate, anche quando magari in ritardo sono fatte sparire. L’educazione di una persona non si misura sulle riparazioni, ma sull’anticipo nel sapere come non provocare incidenti da riparare.
Per esempio, a me non piace fare delle scuse e ne spiego il motivo. Mi sono sentito parecchio invalidato nel doverne fare, così ho studiato il meccanismo e sull’anatomia ho incontrato la soluzione, basta non doversi mettere nella condizione d’inferiorità nel ricorrere in scusanti. Ogni singola azione se attentamente valutata, ponderate e riflessa, porta sempre a delle conclusioni ineccepibili, in parole povere o ci sei o ci fai e quest’ultima oggi è tremendamente usata. Sembra che a nessuno importi la propria immagine come individuo, anzi se ha toccato leggermente il fondo senza annegare incomincia a vantarsi d’essere un tipo speciale. Più si è scesi di qualità e più ci si vanta d’esserci.
Cercate questi nei nick d’utenza e trovate i più socialmente provati in nomi alti sonanti. Più si fallisce nella vita e maggiore è il bottone assunto per nascondersi.
Mostri dell’intuizione veloce, scambiano lucciole per lanterne, incapaci di decisioni giuste hanno una costante d’errore da ritenersi onorevolmente degli sfigati. Diventano i meccanismi del peggio in circolazione senza neppure capire che possono essere usati a piacere, tanto, anche se gli dici una verità la trasformano come vogliono ed allora l’informazione pubblica annuncia grandi bugie prese per verità. Si chiama “manipolazione sociale su vasta scala” ….. è un interessante argomento per gente sveglia, non per chi si è messo i paraocchi per vivere in una bolli di sapone. Il buonismo è la sfera privilegiata per chi non vuole sentire altro di quanto sopporta, è alla frutta, è un‘incapace sulla linea di progressione della vita. I buonisti cercano di fermare il loro tempo in un’epoca sopportabile.
I negativisti sono anch’essi degli estremisti soggettivi facilmente identificabili. Per diventarlo pagano personalmente il cappello indossato e lo fanno da falliti …. È la somma dei loro mancati obiettivi a ridurli asociali e contro qualsiasi iniziativa costruttiva, intanto, che loro malgrado, nella totale incapacità tentano di copiarsi, perché copiarsi e non copiare? Semplice distorsione conclamata, non sono in grado di duplicare un concetto senza modificarlo. Anche copiando si devono saper distinguere con un risultato che deve a tutti i costi arrivare alle loro mire e se uno sceglie il lato sbagliato dove volete che arrivi, alla meta giusta? Ma neanche in una vita intera. Nascono irrimediabilmente con un ruolo preciso inserito nella società e non appena se ne accorgono la odiano iniziando proprio dal loro contrario.
Un giorno mi dissero di un tipo (uno dei tanti) che mi stava alla lontana e che forse poteva odiarmi. Ma cosa gli ha fatto? Niente, non ho nessuno bisogno di azioni contro questi tipi, fanno tutto da loro stessi.
La malcomprensione nasce dalla naturale predisposizione del nostro universo Terra che vuole la necessità per sopravvivere dal dualismo di cui è composto. Tutto quanto è doppio e privo di assoluti. Solo l’imbecillità si eleva come partigianeria in un solo lato.
Se, e dico se, in questo testo mi fossi posto come estremista, cioè da un lato obbligato, NON avrei potuto esprimerlo comprensibile.


Il Giornale ringrazia.
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