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 ... l'innovazione è necessaria.

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AutoreMessaggio
Sven Hassel
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: ... l'innovazione è necessaria.   ... l'innovazione è necessaria. EmptyLun 28 Feb - 18:56:34

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Giornale di Sven


… Un giornale che si rispetti segue ogni evento e ne commenta i fatti, sempre.
Immaginare è una funzione umana, e non è da tutti unire lo sforzo per un bene comune da condividere con un vasto pubblico, perché quando si tratta di socializzare come organizzatori si danno prove sul saper dare ad altri il meglio di noi stessi.
Il modellismo italico sta superando un periodo di felice diffusione e sono i tempi migliori quelli che portano le innovazioni fondamentali, dando le spinte maggiori sulla sopravvivenza di una specie particolarmente dotata di ottime intenzioni sulla creatività. La mia personale considerazione sul modellista come individuo, è che abbia la stoffa di farsi valere prima come persona e poi come chi sa fare, mettersi in luce come modellatore di materia inerte magari glorificandosi per quello che gli riesce meglio per mancare distrattamente in una dignità personale, fa di un asino lo stupido e nient’altro. In tanti anni ho conosciuto ottimi modellatori che non valevano un soldo come persone. Questa spiacevole ricorrenza è inevitabile che si presenti ovunque si cerchi un’oasi spassionata in cui una convivenza educata tra individui superiori alle pessime abitudini di altri, incontrarsi per scambi di sana comunicazione come di ottime prove visibili su quanto sanno fare.
Chiedersi è lecito sul perché un numero di persone seriamente motivare decidono d’investire sul nuovo. Ci vuole coraggio, spirito d’avventura e soprattutto “una maledetta passione” capace di esclude ogni altro compromesso. Nessun piede in due scarpe.
Come dicevo ci vuole del coraggio per realizzare qualcosa in credere per affermarsi. Si lasciano strade e vie sicure, forse scontate e comode per altri con la precisa intenzione di rinnovare lo sforzo verso proposte differenti come importazioni e contenuti, un calcio al vecchio passato per arie libere e nuove. Siamo in tanti a pensarla e in troppi sul dire e solo in pochi a fare della vera innovazione e il rinnovo non è facile per l’abitudine di trascinare sempre troppe fette di passato e questo è un difetto che ho combattuto insieme con altri fin dagli inizi di un progetto in cui in passato è stato addirittura consacrato e ridotto sul meglio che è stato fatto degno di rappresentare la storia modellistica nazionale. Qualcuno, dei soliti sempliciotti, dirà che questa è solo presunzione ( allora rispondo che la dovevate presumere voi questa idea) e sarete stati degli innovatori, delle persone capaci dai dare pane al pane, di saper rispettare il lavoro di ognuno e risaperne trarre profitto.
Al contrario, specie negli ultimi anni ho assistito all’inasprimento dei rapporti sociali, a baruffe per tirarselo più lungo e a vanterie cretine su meriti individuali da farsa scadente. Questo comportamento non nobilita nessuno e neppure va spartito con una categoria di seri appassionati che per dovere cercano di staccarsi da comparti maleducati e che hanno fatto di tutto per rendere il modellismo un ghetto esclusivo per isolati gruppettari inficiati dal bottone dei primi della classe.
Risibile scopo adatto a bambini immaturi, gente che si è messa fuori gioco nell’ambito sociale con le loro stesse egoistiche piccole idee. Chiunque credo, abbia dei fini di persistenza meschina, trascina con sé altri sprovveduti in azioni minime e di scarsa espansione, chi non comunica o lo fa per sé (tira l’acqua sul suo mulino) è fondamentalmente occupato a far persistere i propri interessi e non quelli di una comunità. Si chiama dittatura, e non produce nulla. Chi pensa in piccolo si riconosce a prima vista, se lo osservi per anni è restato quello di un tempo.
Oggi abbiamo i mezzi per delle espansioni mirate. Si possono progettare ponti lanciati verso un futuro, i tempi sono predisposti a cambiamenti rapidissimi a vantaggi o di chi gioca d’anticipo e non ci sono spazi per trascinare superstiti naufragati nei loro brodini di potere.
L’arrivato, o chi si crede tale, è lo sciocco che si è immobilizzato tutto da solo. Il suo modesto sforzo è stato teso verso un obiettivo raggiunto, ed è da stupidi indicare la Luna guardando il dito.
Personalmente sto con gente capace, dove ho potuto osservare le loro capacità individuali messe al comune profitto, di me in molti hanno detto peste e corna con ragioni del tutto personali e lecite, intanto decidevo per merito loro da che parte stare. Io sto con i creativi, non con chi finge o si crede un creativo. Che poi sono facili da distinguere tra loro, i veri fanno, mentre, i sognatori dicono.
Ci sono delle metodologie per fare meglio di altri e le regole sono estremamente semplici: non fare il peggio fatto da altri. Negli ultimi anni ho militato e dato molto su modellismo, non è il mio massimo piacere e neppure la branca preferita, però tra i miei difetti ho di fare scrupolosamente il meglio su tutto. Quando metto la faccia non me la gioco per squallide intenzioni e se trovo il torbido lo combatto per chiarezza, o da responsabile verso me stesso, saluto gentilmente e lascio ambienti contaminati da intrallazzatori in odore di offesa per la causa modellistica. Dire, significa farlo senza peli sulla lingua e questa virtù da fastidi ai deboli urlanti, provoca sussurri pieni d’astio e avvelena soprattutto l’opposizione. Chi ti da contro non ti capisce. E’ una sua deficienza, e non una mia colpa. Questo vale per chi s’interroga sulla nostra iniziativa, ricordatelo.
Il non capire, è dovuto a troppe e massicce dosi di sapere.
Sapere è il più basso livello di comunicazione. Sapere non significa nulla e pressoché niente.
Quindi la pretesa di poter capire altri incomincia a diventare assurda. E’ come cercare di non bagnarsi sotto la pioggia.
I perplessi e gli scettici come i dubbiosi o i contrari “la specie ultima sull’evoluzione umana” sono solo in una posizione di attesa. Nessuno chiede sforzi disumani a coloro che tardano una completa comprensione su questo comune progetto, basterebbe da solo e qualitativamente, dimostrare persino a bambini innocenti, di che spessore sono gli invitati che ne fanno parte d’onore.
Più volte mi è stato chiesto di parlare per essere capito facilmente. E’ mia regola di rispetto non ritenere nessuno meno intelligente di me.
Chi l’ha chiesto voleva inconsciamente che l’offendessi, che gli mancassi di rispetto ritenendolo una specie sottosviluppata, un poveretto da aiutare. Non è mia abitudine creare mendicanti, anzi se parlo una lingua difficile da comprendere gli rivelo qualche treno perso di troppo nella sua vita.
Il sapere è di tutti – il capire di pochi, ed il comprendere riservato a pochissimi. Non è difficile da leggere e neppure da ricordare, forse diventa difficile da praticare, ma se lo si usa ogni giorno incontri la differenza con i tuoi simili rimasti al palo.
Tempo fa scrissi sull’anatomia del significato sulla parola “modellismo” usata a vanvera irrispettosamente da troppi neofiti sempliciotti, attirandomi le ovvie critiche indispensabili per difendere una categoria di egoici illusi, forse, messi alla gogna da soli protestando. Eppure sapevo con largo anticipo che i primi non contavano in un argomento dove necessità una cultura sulla comprensione per condividere un concetto chiaro di suo. E sapevo pure che solo nel tempo avrei raccolto i frutti della semina, e già incolti superficialisti permalosi, sull’uso improprio della parola “modellismo” la verità premia attraverso i fatti e penalizza chi protesta, che poi sono chi si spaccia di quel che si voleva vestire di una qualifica nel rimanere nudo come un verme.
E’ mi personale convinzione che chi pratica del modellismo autentico è anche prima di altro un modellatore di se stesso. Uno sbruffone cade nel suo brodino senza scampo. E’ una piccola pozza di fronte all’Oceano, aria nel vento.
Ebbene, vogliamo essere il vento e ci abbiamo provato di comune volontà. Tutto questo non poteva essere fatto da una sola persona e neppure da poche, abbiamo solo immaginato alla grande per un posto al Sole. Lontani da modelli retorici, da scontate piattaforme copie su copie, dal qualunquismo che affonda un’arte dissacrata dalla pubblica ottusità sulla considerazione di un gioco piacevole senza farne dell’inutile competizione.


Il Giornale ringrazia.


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