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 La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptySab 14 Set - 11:16:06

Mi permetto di scrivere su questo topic in merito alla non diffusione (anzi alla contrazione) odierna di questa branca modellistica …
Ieri pomeriggio mi ha chiamato Dominique Slembrouck (RcTank.DE) chiedendomi se potessi aiutare un suo cliente italiano (che ha difficoltà con l'inglese) … in seguito entro in contatto con la persona in questione … modellista autodidatta che pensando di fare bene ha acquistato uno scafo in metallo Leopard 2 DKLM completo di riduttori per migliorare il Leo HL in plastica, ovviamente ha pensato di utilizzare l'elettronica originale HL che non riesce ad erogare sufficiente potenza, dopo un po' di fritture elettroniche si è trovato senza soluzioni e si è rivolto al gruppo modellistico vicino a lui per un aiuto.
La risposta è stata la seguente : il tuo modello è una schifezza, noi usiamo ed accettiamo solo Tamiya … va da se che se questi "eletti" si pongono in questo modo verso chi chiede un aiuto il modellismo muore … rimangono solo degli avvita-bulloni.

(editato per errore tipografico)


Ultima modifica di scooter il Sab 14 Set - 13:01:51, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptySab 14 Set - 12:51:12

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... noi, coloro, che hanno diversificato il rapporto interpersonale usando i forum come informazione e divulgazione non solo modellistica a 360 gradi, ma anche sociale "da leggere nell'ambito di una mentalità ristretta" dove gruppetti anchilosati, rattappiti, obsoleti, e direi del tutto anti sociali, negano affermando l'assoluta incapacità di capire che non sono i colori o le bandiere spiegate che fanno la differenza, ma la semplice umiltà di scendere dagli illusivi piedistalli dove si arrocca la presunzione coattata ignorante ...

Le denunce in chiaro affermano l'esistenza di un cancro divoratore incistato nel corpo modellistico (non montatevi la testa, perchè non lo siete) relegati al semplice ruolo di mere comparse evanescenti come improvvise meteore in corsa niente più.

... più volte sono stato additato come arrogante per avere riportato verità oggettive su fatti reali! Ebbene quanto ha riportato Ivano non può essere smentito ...

Grazie Ivano.

ciaoooooo
yeahhh
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptySab 14 Set - 13:03:10

E non sto a dire il luogo dove sono avvenuti i fatti …
Anche se la divulgazione confermerebbe l'arroganza dell'ignoranza.
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptySab 14 Set - 13:11:36

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Ciao eminenza grigia se devo continuare ad imparare mi serve un aiutino, mi pare di avere afferrato ma non vorrei toppare, grazie Sven.

... è stato fin troppo facile dove basta pigiare i bottoni giusti ...


... te cerchi la conferma dal momenti che hai capito il senso del messaggio ...

Prendiamo i recenti fatti politici sotto dove un ministro degli Interni sotto il solleone ha ragionato di pancia ignorando la testa. Il risultato è stato catastrofico sotto fin troppi punti di vista.

... in ogni individuo si nasconde un sistema reattivo (che reagisce) a certe pressioni e non si trova nella testa ma in basso dove l'unico calcolo possibile da la costante d'errore agendo su soli due punti a disposizione; la difesa e l'attacco, entrambi prevedibili e scontati facilmente individuabili su soggetti limitati culturalmente o per anomalie conseguite ...

Nulla possono contro il fattore d'anticipo.

... chiaro?

La persona intelligente chiede, l'ottuso pensa.

Buon fine settimana cunpà.

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 867508

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptySab 14 Set - 13:16:29

scooter ha scritto:
E non sto a dire il luogo dove sono avvenuti i fatti …
Anche se la divulgazione confermerebbe l'arroganza dell'ignoranza.

... non è necessario vista l'auto denuncia ...

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyDom 15 Set - 14:22:03

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Il Venerdì 13 Settembre 2019, 22:50 Dario Molteni ha scritto:

Buona sera signor Dante vista la sua predisposizione loquace che molti trovano logorroica, ma per me molto interessante, vorrei chiederle che ne pensa dell’attuale situazione carrista in cui se posso, non si muove una foglia nell’aria rarefatta? Ho avuto un paio di tank e seguendola mi ha fatto capire che non ne servono più di tanto per divertirsi, però è stato l’impatto con i carristi  …….. e in seguito con lo sciagurato ……. a farmi desistere trovando assurda la stupida competizione condotta come una guerra personale per affermare il più forte.  A me hanno fatto l’impressione e qui rubo la sua frase, adulti immaturi, per non scrivere peggio, portati al pessimo esempio su quella base dove trarne piacere e insegnamenti, come nel mio caso, leggendo i suoi post. E’ stato un suo fedele seguace ad avvisarmi che stava scrivendo gli ultimi vent’anni dove ha trionfato fin che ha retto la diffusione dei tank finita direttamente nell’aperta crisi economica che ha eliminato di colpo l’entusiasmo e portata la chiusura di negozi e la scomparsa d’iscrizioni sui forum. Mi spiegherebbe che cosa l’ha portato a continuare quando altri hanno praticamente silenziato e abbandonato i portali? Ho letto che lei è uscito di scena da anni e lo ricordo, però continua a mantenere banco autorevolmente da grande comunicatore con questo post storico in cui ho ravvisato non pochi danni dalle parti avverse a capire la differenza tra un melo e un pero, per essere leggero. Se non posta la mia email non importa, vorrei solo una risposta privata se preferisce, su di una frase che non ho capito ed è questa. Mai tornare indietro. Che significa scritta da lei?


… tornare sui propri passi, o in quanto fatto a suo tempo, sono due meccaniche esistenziali da evitare, entrambe nascondono la trappola che porta lontano dal tempo presente, chi si ripesca dov’è stato non può altro che ripetersi irrimediabilmente condannato a rivivere le stesse cose, e se si tratta di errori, rifarli è il risultato scontato facilmente prevedibile. Se lei afferra interamente la meccanica spazio tempo, regredire dalla posizione (tempo presente reale) diventa la fuga letale da una posizione ritenuta insopportabile, cioè negata come esistenza e rifugiarsi retrospettivamente rende un sollievo fugace e provvisorio per coloro che soffrono condizioni difficili, dovute a ripetuti fallimenti personali da non essere in grado di superarli ammettendoli. La persistenza fallimentare impedisce la conversione, cioè, l’ammettere errori ritenuti validi. Da un fico non nasce un melo. L’esistenza umana va in una sola direzione, in AVANTI, e chi tentano di rallentarne la direzione, oppure demenzialmente decidere di rifugiarsi in un passato torbido, remano immancabilmente contro corrente consumando enormi quantità di energie sprecate, esattamente come si sono sprecati in precedenza. L’antidoto si trova visceralmente nel rimanere tenacemente ancorati sul presente, è l’unica condizione per aprire un capitolo nuovo sulla propria esistenza, mancare questo scopo significa sprofondare. Per avermi capito e seguito è sveglio, soprattutto per farmi questa domanda, i miei complimenti ...

Sulla condizione di stallo sulla branca tank ha citato le stesse considerazioni mie. Crisi economica e altre spiacevoli cause hanno falcidiato il poco interesse culturale assente in Italia sui carri da combattimento visti più con occhio critico malevole che un’apertura modellistica nuova, anzi decaduta in una fiammata durata pochissimo. Siti evaporati, portali vuoti, fughe da responsabilità anti sociali assunte su falsi scopi, hanno deluso buona parte di coloro ingannati dove se la sono filata alla chetichella, a nessuno piace confessare d’essere stati presi per il culo preferendo un mesto silenzio tombale. Siti copia incolla privi di originalità e responsabilità sono trappole per faciloni perditempo plagiati da altrettanti incompetenti sbandieratori d’aria fritta.

… sulla domanda dove ho continuato e continuo la “missione” sui tank basta osservare le decine di migliaia di pagine regalate a chiunque hanno seguito e continuano a seguire (come lei) con interesse non solo il modello descritto, ma anche il dialogo costante sulla reale situazione rappresentata da portali “promozionali” aperti sull’argomento tank – panzer WW2,  cronache, racconti brevi, reportage, attualità, presentazioni di novità, disamine e critiche, non che denunce su modelli spacciati per ottimi dove, si rivelano fin troppo mediocrità inaccettabili. Dove un portale serio si isola e si astiene dall’informazione retta dichiarando part condition pregi e difetti, perde la credibilità venduto al miglior offerente. Amministrare doverosamente i forum significa esporsi in prima persona e nascosti dietro un dito i millantatori faccendieri, manipolatori e bugiardi nati, si etichettano a vita dietro il marchio dell’inaffidabilità. Come può leggere non lesino a nessuno le proprie azioni sciagurate spese pubblicamente, in quanto realtà, ampiamente conosciute dove ha avuto prove sufficienti per allontanarsi e buon per lei che ha preso le distanze senza esserne contagiato …

Il cancro idiota uccide divorando il corpo uccidendolo. Rendo l’idea chiara sulle azioni sconsiderate, alcune tuttora in corso, perpetrate intenzionalmente con lo scopo di dividere e non di unire lo sforzo congiunto di pochissimi superstiti dentro una unica seria pianificazione nazionale (esempi esteri ce ne sono) senza se a senza ma affidata a un direttivo autorevole con lo scopo culturale di proteggere il VERO modellismo, creare la piattaforma per battagliare, evitare i circuiti fieristici (non siamo compagnie teatrali, ma sostenitori di un nobile hobby) applicare regole già scritte inosservate, bandire la mela marcia nel vassoio per evitare il contatto con altre sane e gustose. Le fiere furono un obiettivo di presentazione e divulgazione modellistica per i tank e non lo scopo di farne un commercio speculativo. Non chiederei mai un rimborso per spostare altrove i miei personali modelli e chi si ricorda, organizzavo eventi senza un panzer nelle mani. Mere illusioni utopie irrealizzabili? Obiettivi impossibili da conseguire? Dopo anni e anni dove ho proposto unioni e non divisioni la presenza di mele marce non hanno fatto altro che frammentare le esigue riserve disponibili isolando piccole vittime inconsapevoli di avere a che fare con falsi leader troppo occupati a brillare di luce egoisticamente personale.

… voleva essere una risposta privata, rileggendola la pubblico ammirando un certo acume sulle domande alle quali ho risposto, lo spero, esaustive …

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyDom 15 Set - 14:26:15

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Hola capitano Sven,bella questa letta sul forum.La risposta è stata la seguente : il tuo modello è una schifezza, noi usiamo ed accettiamo solo Tamiya … va da se che se questi "eletti" si pongono in questo modo verso chi chiede un aiuto il modellismo muore …
rimangono solo degli avvita-bulloni.Veri coglioni si nasce e si resta.


… nella risposta precedente ho parlato del cancro che divora il corpo ospite, mi pare sufficiente per dare un volto sulla condizione precaria italiota nelle mani di incapaci rincoglioniti …

BIRRA

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyDom 15 Set - 14:30:38

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Capitano anch’io mi chiedevo che cosa volesse dire la tua frase e mai sarei arrivato alla spiegazione. Non saprò mai da che cultura deriva la tua conoscenza sappi che sono sempre debitore per quanto ho imparato da te. Mi sono ostiato per anni nel capire che cosa volevi dire con (vince chi perde) poi nel tracollo ho afferrato il senso prezioso del messaggio. E leggendo questa risposta ho capito la distanza fra la punta del naso e la luna.

(tornare sui propri passi, o in quanto fatto a suo tempo, sono due meccaniche esistenziali da evitare, entrambe nascondono la trappola che porta lontano dal tempo presente, chi si ripesca dov’è stato non può altro che ripetersi irrimediabilmente condannato a rivivere le stesse cose, e se si tratta di errori, rifarli è il risultato scontato facilmente prevedibile. Se lei afferra interamente la meccanica spazio tempo, regredire dalla posizione (tempo presente reale) diventa la fuga letale da una posizione ritenuta insopportabile, cioè negata come esistenza e rifugiarsi retrospettivamente rende un sollievo fugace e provvisorio per coloro che soffrono condizioni difficili, dovute a ripetuti fallimenti personali da non essere in grado di superarli ammettendoli. La persistenza fallimentare impedisce la conversione, cioè, l’ammettere errori ritenuti validi. Da un fico non nasce un melo. L’esistenza umana va in una sola direzione, in AVANTI, e chi tentano di rallentarne la direzione, oppure demenzialmente decidere di rifugiarsi in un passato torbido, remano immancabilmente contro corrente consumando enormi quantità di energie sprecate, esattamente come si sono sprecati in precedenza. L’antidoto si trova visceralmente nel rimanere tenacemente ancorati sul presente, è l’unica condizione per aprire un capitolo nuovo sulla propria esistenza, mancare questo scopo significa sprofondare.)

Se ti fa piacere saperlo è stato quando ho ammesso a me stesso ogni errore che ho risalito la china dov’ero sprofondato. Grazie Capo Sven sugli attenti in posizione marziale saluto il maestro del modellismo e non SOLO come scrivevi una volta.


... non credo ci sia il bisogno di una risposta ciaoooooo

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyDom 15 Set - 14:35:01

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Te sentimi un poco, da un lato sostieni che tornare indietro è da scemi e dall’altro provochi sciacalli affamati a caccia di carogne? E’ una contraddizione sfuggita o una tattica precisa? Sai capirti mica facile paisaà! Assabenerica tataranni a vossia servu di voscenza benerica.


… se dici a un sciocco che propende nelle cretinate, farà di tutto per dimostrare il contrario senza riuscirci. Si chiama azione-reazione, non ci vuole un genio per ottenere i risultati scontati o conosci qualcuno che si è miracolato passando da idiota all’intelligenza? Questa regalata a chiunque ma pochi sanno usarla …

Di benedizioni ne sto alla larga cunpà, baciamo o mani.

lol!

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyLun 16 Set - 17:07:29

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Mi sono fatto una girata sulla domenica piemontese tanto per curiosare e vedo il Panther F e uno Jiagtiger con un ciabotto americano del 1969 che spara a un T34 dentro un’area con piastrelle da giardino, tre casette e due ponti, dov’era il giochiamo solo Tamiya? Ho visto il fumo e non l’arrosto, ti mando i link di youtube, ciao Sven.

… grazie marinaro, ma se il TMT desidera visibilità su CARRIRC Colombo ha reso disponibile il topic riservato ai biellesi, se vogliono pubblicare i filmati o altro, lo facciano sulla sezione assegnata ...

yeahhh

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyMar 17 Set - 14:29:38

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Di recente è entrato in pieno diritto sulla Storia della diffusione di carri armati in scala 1.16 Stefano alias Gulliver artigiano modellista di professione già conosciuto per la mirabile realizzazione del motore Maybach "Tiger" apprezzato soprattutto all'estero dagli acquirenti Armortek stupito da si tanta bravura italiana, che non ha nulla da rimproverarsi se non ultima come sempre nel manifestare il meglio.

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Dscn3510

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Dscn3713

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La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Dscn3716


... Gulliver ha deciso di impressionare costruendo l' M40/75-18 carro di indubbia fama e valore africano, opposto decisamente e valorosamente contro gli inglesi, si mostrò un avversario di rispetto ...

Un soggetto unico auto costruito e privato

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... si persero le tracce restando l'unica fotografia reperita in rete

Auguro pieno successo a Gulliver e che l'entusiasmo dei tankisti non si lascino sfuggire una primizia del genere.

ciaoooooo

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyMar 17 Set - 14:59:57

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Te Sven questo intelligentone dove l’hanno pescato?Novello scopritore dell’acqua calda.La tamiya sarà grande ma migliorare un vietnam che non dice niente e trascurare fior di modelli mi sa che pensano in piccolo piccolo.Ciao Sven

La nuova DMD TAMIYA dello Sheridan rappresenta un salto generazionale elevato del HW e SW e le funzioni sono state implementate e tutte controllabili facilmente tramite LCD con cursori su un unico dispositivo .
Dato il probabile elevato investimento del gruppo nella realizzazione di questo nuovo concetto di elettronica digitale di controllo , mi aspetto che a breve usciranno altri modelli di carri ( WW2 o cold war ) che utilizzeranno la stessa elettronica.
Altrimenti non avrebbe senso per un'azienda grande come Tamiya investire così tanto per un solo modello...


... vai curiosare in in un ghetto con tre antenati che la pensano in un solo modo e che cosa pretendi, un QI sopra le scarpe?

BIRRA

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyMer 18 Set - 22:11:04

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foto

La fotografia ha accompagnato i tank fin dalla loro comparsa sui forum aiutando la comprensione in tanti casi alla pari della parola, e poiché l’immagine entra precedendo la parola nella testa, una foto chiarisce tanti dubbi e malcomprensioni.

… nel campo modellistico la fotografia ha un notevole ruolo d’importanza per diversi motivi, uno in particolare se usato correttamente può migliorare notevolmente il soggetto presentato o al contrario peggiorarne l’immagine impostando la ripresa casuale e non eseguita correttamente, specie se ravvicinata senza un supporto stabile che ne assicuri la limpidezza sul particolare. Un buon metodo di controllo fotografico consente di visualizzare l’immagine scoprendo difetti e pecche sottovalutate dall’occhio, mentre, si lavora sul modello. Evitare quanto comunemente si vede ovunque, di riprendere il soggetto direttamente sul banco di lavoro tra la confusione o peggio nell’ambiente abitativo, dove si mostrano ciabatte, lettiere per gatti, rifiuti e disordine che non fa certo piacere a chi l’osserva denunciando l’autore come un accattone. Costruite un angolo ripresa oppure ponete i modelli all’aperto naturale, un davanzale di finestra va bene a patto che lo sfondo sia completamente libero. Ho esaminato fior di soggetti sviliti fotograficamente perdendo metà del loro valore. Da attento osservatore ho imparato da altri l’arte di riprendere il soggetto in campo neutro, senza orpelli di disturbo in modo che l’attenzione si concentra soltanto sul modello presentato. Chi di voi si farebbe un primo piano tra la pattumiera, nessuno credo?
Non ha molta importanza usare la fotocamera o il cellulare oggi d’uso comune, importano poche considerazioni per valorizzare al massimo qualsiasi lavoro lanciato in rete, dove mille occhi indagano scoprendo il 50% di quanto si ignora personalmente e se non ci credete posso assicurare di avere scoperto errori madornali anni dopo aver considerato finito totalmente un modello. In verità nessuna creazione è mai finita, se lo fosse entreremo nell’assoluto e il nostro universo non lo consente essendo dualistico, quindi con almeno una doppia alternativa niente diventa perfetto ...

Vediamo alcune immagini:

... aggiungere un particolare curioso da un senso oltre il soggetto

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 101_8731

... riprendere a bassa luminosità si notano i graffi e l'usura sulla vernice

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 101_8732

... un primo piano senza fissare la fotocamera, reggo bene e ho una vista d'aquila  Curicini

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 101_8733

Questa è la presentazione fotografica ufficiale del Flak 88mm realizzato in 3D di asiatam. Una novità resa discutile e balorda già dall'immagine, e da asitam aspettarsi almeno la decenza non è possibile.

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... l'esempio di una fotografia disturbata con tutto e di più

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Babbo_10

... da sminuire l'attenzione, pure sfuocata però 15 anni fa la digitale non c'era

 foto

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Ultima modifica di Sven Hassel il Gio 19 Set - 9:59:37, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyGio 19 Set - 9:33:22

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foto

... l'immagine si fissa inquadrando il soggetto direttamente dall'obiettivo evitando posizioni deformanti come questa dall'alto al basso. L'ottimo figurino ne soffre come dimensione schiacciata

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 226_zp10

... fotografie semi professionali richiedono abilità

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 25730710

... oltre la norma ottenendo immagini nitide d'effetto

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 26241010

... sfondo naturale

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Img_2060

... sfondo pasticciato, fanno differenza

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Img_7910

... un bel mucchio di gnocche che cosa c'entrano con le riprese fotografiche? C'entrano c'entrano sempre, fidatevi

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Ragazz11

... il figurino ripreso con un' automatica da due lire

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Fig_0210

... perde inevitabilmente il 30% di suo

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Fig_0810

Fotografare scientemente i nostri lavori (trasmessi in rete interDET) visti osservati e criticati o apprezzati significa crescere progressivamente usando abilità collaterali. Molti di voi non postano i rispettivi modelli forse evitando osservazioni spiacevoli e lasciatemelo scrivere, sbagliate di grosso, perchè solo con l'errore evidenziato si migliora. I timidi nascosti si trovano in un punto fermo stabilito da voi stessi.

... compio minimo giornaliero 5 cazzate, 35 di media settimanale consapevole di non rappresentare il meglio umano e non ho nessuna remora ammetterlo. Non giudico nessuno e tanto meno me stesso accettandomi come sono crescendo ancora alla mia età attraverso gli sbagli ...

ps. le modelle gnocche le ho inserite per l'arte tatuata, che cosa credete?

foto

yeahhh

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyGio 19 Set - 10:05:38

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Capo Sven niente sull’apertura del campo fisso dei Piemontesi?Sono andato sul sito dei milanes ma erano in pochi con 7/8 carri roba da niente.Non è vero che usano solo i Tamyia e se questa è la prima com la prossima arrivano i cinesi se vogliono compagnia.Ciao vecchia volpe.


… ma te leggi le postate o ti fermi sull’ultima, da nato stanco? Qui hanno una sezione a disposizione, se non interessa a loro figurati a me …

Tò ciapa un para da ciàp

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyVen 20 Set - 11:05:55

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foto

... l'immagine fotografica stimola l'azione sulla fantasia non che abilità individuale non solo dell'autore ma soprattutto per coloro che ammirando una foto questa da l'avvio a un'idea simile ma non uguale originando un diverso tema

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Img_2213

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La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Img_2215

... certamente un purista di poca esperienza non inficerebbe un soggetto (non ne avrebbe neppure l'ombra di un'idea simile) eppure una catorcio può diventare un magnifico esercizio di bravura lasciando campo libero per numerosi interventi e l'ultimo la presentazione dell'immagine fotografata foto dove da sola nobilita un successo

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Tiger112

... scegliendo e osservando migliaia di fotografie ho imparato a fotografare? Può darsi, ho imparato a scrivere tenendo la memoria brillante, a capire persone senza incontrarle

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 20181221

... guardare e vedere sono due operazioni visive differenti dal saper osservare e quest'ultima è praticata da pochissimi. La maggior parte umanoide vede! I superficiali guardano! Vanno in vacanza con telecamere e in seguito guardano la decima parte che si sono persi sul posto, l'obiettivo restringe il campo e la testa con il contenuto

... bella da guardare, brutto il casino dietro

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Vqjgs712

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 20160910

... la foto avvisa come la neve ferma un panzer

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Images41

... e questa insegna con la data (foto archiviata) come fotografare un modello

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Tiger_21

... vent'anni fa si fotografava così

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La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Trigre11

... e non avevo nessuna vergogna postare le foto La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 115965 belle o brutte hanno segnato la mia crescita con l'intenzione di migliorare un percorso di conoscenza. In questa Storia sulla diffusione dei carri armati la fotografia ha avuto il ruolo di massima importanza guidando e ispirando moltissimi modellisti nel fare di meglio

foto


yeahhh

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyVen 20 Set - 20:15:30

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Bilanci e statistiche con pianificazioni come scopo costruttivo, conducono e chiariscono le dinamiche di successo. Azioni e operazioni casuali sono destinate a fallimenti scontati.

Il 20 maggio Colombo riapre il Giornale di Sven e mi chiede se posso occuparmi di CARRI RC, oltre al portale di Lavelli, languente e carente d’attività.

… sulla data sopra riportata, la conta sulle visite dà la cifra di 7.378 per i nuovi interessati partecipanti su quanto il portale offre gratuitamente riportando informazioni, documentazioni modellistiche, fotografie, corrispondenze, attualità, non che un enorme magazzino dati a disposizione per chiunque si avvicina alla branca modellistica da neofita o da avviato cultore in arme, con oltre 1450 visite su interventi postati da altri foreman. Quasi 9000 attenzioni in meno di 4 mesi non sono passate inosservate …
Negli ultimi anni ho ridotto i portali a soli 2, dopo l’apertura del Lavelli nel 21 settembre 2012 e quest’anno su CARR RC, e totalizzando un conteggio solo sulla metà delle 14 pagine spiegate sul Lavelli, cioè 7 su 14, la bellezza di 108.437 visite d’attenzione sui soli miei topic (escludendo le postate aperte da altri foreman le cui visite appartengono d’interesse personale) che si assommano a poco più di 30.000 sempre per la metà delle pagine. Scusate ma la conta delle sole metà pagine, mi ha fatto crescere la barba annoiandomi. Per un bilancio coretto sia questo e altro, non incomincio nulla se non per finirlo alla meglio.

… la sola Storia sulla divulgazione dei carri armati aperta il 30 giugno 2019, mesi estivi dove chi seguono il modellismo pensano a ben altro, ha collezionato oltre 4000 attenzioni, direi oltre la metà sul resto assegnato come interesse vero e proprio sul portale rinnovato “CARRI RC” altrimenti immobile per mancate frequentazioni. Qui dovrei spendere due paroline per coloro che godevano come ricci con CARRI RC fermo per il disastro sulla serra, che ha praticamente bloccato ogni iniziativa di gruppo in quel di Miradolo e si sa che l’invidia, soprattutto madre dell’ignoranza pura, si adagia sempre sul peggio e mai sul meglio per chi sbavano rodendosi il fegato gioiosi dei guai altrui dandosi alla fuga …

Quando dissi, nel 2012 che mi ritiravo dalle piazze e fiere, le orecchie mi fischiarono fin che scrissi di stare buoni e calmi, perché avrei continuato sui forum con il Giornale, organo d’informazione temuto e odiato da chi scambiando il modellismo per un campo di giochi personali si sono trovati come attori emarginati. In questi anni ho raccolto e seguito quanto avevo iniziato, cioè quella parte del modellismo a me più cara dove lasciare informazioni per chiunque avvicinando la branca tankista e non solo, trovano qualunque indicazione necessaria senza doversi sbattere per trovare l’uovo di colombo. Il portale di Lavelli, aperto da Colombo, non ha mai cessato di seguire in tutti questi anni, sia l’evoluzione sul modellismo, non che l’involuzione e l’implosione coattata di portali evaporati non certo dovuti per la crisi sopraggiunta, ma per maneggi interni privati del tutto fuori contesto con l’attività modellistica, dove costa molto e non si riduce sul commerciare se stessa.
Ma questa voce riguarda uno stile di vita individuale sentito e accettato da molti. Il subumano non lo recepisce e non lo capisce.

… il bilancio sulle visite così numerose infastidisce parecchio chi non ne hanno, come attenzioni? Le meste e puerili proteste da leggere inviate da pochissimi “la percentuale neppure si conta” punzecchiando qua e là con acrimonia malcelata il disappunto, trovandosi in un qualche modo secondo loro, indicati come pecore nere o solo esautorati come nullità avverse in contro tendenza, specie sul topic dove la Storia non li soddisfa, e mi chiedo piccoli piccoli Signori; dove date un non trascurabile contributo sul numero di visite, stando appiccicati come cicche americane sui portali, chi ve lo fa fare?
Ammalati di protagonismo vivete nell’ombra del successo altrui?
Vi rodete dentro incapaci di ammettere che avete scelto un’altra via e questa non soddisfa le ambizioni?
Seguite come sanguisughe le idee altrui solo per non trovarvi d’accordo, allora siete maniaci masochisti?
Preferite soffrire dentro, dolorosamente silenziosi e muti per urlare irritati casualmente?
Certo nessuno è obbligato a pensarla come altri, alcuni se non sono protagonisti assoluti (di stampo asociale e l’asociale lo trovate sempre centralizzato con il ruolo di leader) con la sua solita maschera per benino indossata, non regge il ruolo scalpitando sempre in cerca di realizzarsi diversamente, mai pago di quello che per scelta ha abbandonato più e più volte, annaspa nell’oceano senza salvagente …

Possono impressionare la conta sulle visite “mi sono state abbastanza 7 pagine del portale” e se avessi continuato, il conteggio totale avrebbe superato le 200 mila visite collezionate solo sul Lavelli? Con altre decine di migliaia di ore spese (per passione VERA) altrove, ho superato abbondantemente le 500.000 e nessuno credo, proprio nessuno, ha fatto tanto nel bene e nel male per altri appassionati, sinceramente fidelizzati nel seguire lo Sven ovunque continui ad esserci, fin che mi sta bene.

… ultima nota sul bilancio; trovare argomentazioni valide ultimamente e lo avete capito, diventa difficile in quanto la tendenza temporale ha portato sui social la dinamica sintetica e staticizzata, ridotta a messaggini insufficienti per un minimo dialogo e peggio escludendo la stessa comunicazione (ripulisco quasi ogni giorno i social dal cell.) con alcune foto d’interesse evaporate con un click. Una perdita ingente d’informazioni sui forum, dove a soffrirne rimane la comunicazione e sapete che significa?
Che non si parla comprendendo, ma soltanto “capendo” il sentito dire, perchè l’ascolto corretto lo sanno usare pochissimi. Ho trascorso migliaia di ore leggendo postate dove chi scrivevano neppure sapevano quel che intendevano dire. Persino Zimmerit, il portale nazionale più importante per il modellismo 1.35 è atrofizzato, essendo migrato su facebook e senza i forum specializzati gestiti con pazienza, passione e indipendenza senza padroni, chi terranno alto il VERO modellismo a oltranza?
Ci sarà pure un altro Sven a venire …

Indietro non si torna, anni veramente dorati si sono consumati in un soffio d’entusiasmo in bolle di sapone e fuochi di paglia per chi non hanno saputo cogliere il momento propizio dove fondare la tradizione tankista tanto evidente all’estero culturalmente portato sulla storia del personale Paese a differenza italica, dove scolasticamente tolgono mettono il crocifisso in ambienti cadenti e mal sicuri. Chi non conosce la storia la ripete incapace di cambiarla. I forum spariranno con i loro contenuti raccolti, altri zappa terre dovranno ricominciare, quanto altri hanno già fatto prima meglio di loro, l’ennesimo faticoso percorso dimenticato e trascurato dall’ignorare “leggi non conoscenza” un passato neppure lontano, ma ancora recente d’essere salvato.

Da storico posso assicurare che i cicli umani si sono ripetuti in condizioni simili ma non uguali (nel tempo) in cui l’umanità non ha fatto altro che adattarsi e se sai adattarti sopravvivi, l’esistenza è ridotta nel passare il tempo dormendo ad occhi chiusi.

… i personalismi e chi non sanno perdere si condannano da soli …

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyVen 20 Set - 22:00:45

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Eminenza che cosa è il personalismo?E gia che ci sono che significa non sanno perdere?Ciao grande.

… il personalismo segna la centralità della persona come valore assoluto ed è alla base dell’egomaniaco che non vede altro che se stesso. Il personalista non farà mai niente per altri, se ne serve per brillare di luce propria. Fare per altri non rientra minimamente nei suoi piani esistenziali, fingere è il paravento …

Vince chi perde. Un antichissimo dogma spiega dove la vittoria si trova nel saper perdere e mai nella contesa. Milioni di miliardi di uomini sono periti in guerre illusorie senza capire dove si trovavano le vere vittorie umane. Devi imparare a saper perdere se vuoi vincere i tuoi avversari, e adesso che l’ho scritto, in quanti sono nell’aver capito la metà del dogma? Nemmeno uno su 10!

Buon weekend cheers

ciaoooooo

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyDom 22 Set - 20:32:27

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Ci voleva la telefonata per capire le parti inserite sulla postata del bilancio letta con attenzione pià volte da dove esce soprattutto un messaggio di provocazione che mi era sfuggito. Tolta la provocazione che induce la polemica non otterresti i risultati aspettati e qui esce la comunicazione alla Sven, geniale. Sei stato sulle balle di chi non ha capito la parola e tanto meno la prosaicità scritta, e mi dici più scrivo e meno capiscono!? Poi mi hai detto, non capendo immediatamente mi danno contro e il gioco è fatto abboccando come pesci. Quindi sei un maestro sulla comunicazione d’alto livello sapendo che sul livello mediocre stazionano i superficialismi contemporanei abbastanza limitati quanto incapaci. Dopo l lunga chiaccherata sono andato a rileggere l’ultima frase dov’era evidente la provocazione ma senza il chiarimento non ci sarei arrivato. Su un altro Sven a venire, caro amico un mito resta tale e quale e se qualcuno arriverà dovrà impegnarsi di suo arrampicato sul vetro perché la vedo dura piantare l’erba nella sabbia in un deserto. Mollato monstertruck hanno perso la sezione dei tank che andava più di altre sollevando le proteste sull’amministrazione, anche lì il protagonismo da che parte è stato? Tu tenevi banco e qualcuno si è sentito sminuito? Ricordo la stessa cosa sulle ITT, chiuse e rifondate, affondate in pochi mesi senza comunicazione sul forum. Il bilancio mi ha fatto riflettere come l pianificazione ma è stato lo scopo la lampadina accesa, tu metti molta attenzione sui passi e se altri vanno sullo stesso percorso evitano i campi minati (ti rubo la stessa frase di eri sera) fuori dal percorso il rischio del botto può capitare. Scusa se passo da una voce all’altra // Chi non conosce la storia la ripete incapace di cambiarla. I forum spariranno con i loro contenuti raccolti, altri zappa terre dovranno ricominciare, quanto altri hanno già fatto prima meglio di loro, l’ennesimo faticoso percorso dimenticato e trascurato dall’ignorare “leggi non conoscenza” un passato neppure lontano, ma ancora recente d’essere salvato// questo è profetico o una provocazione? Zappa terra mi ha fatto ridere però rende l’idea. Il personalismo l’ho afferrato con Salvini e Renzi due accentratori megalomani e mi salta in mente qualcuno di nostra conoscenza. Tirando alcune conclusioni dove si sono aperti varchi e iniziative lo si deve alle spinte e scossoni scritte in questi anni per ottenere reazioni dalle parti subumane mi è piaciuto, e queste risvegliate non hanno fatto altro che giocare per conto d’altri, senza capire un belino, belle storie. Non so se pubblichi o no, adesso vado a dormire leggero come una piuma, un’ora con te mi fa l’effetto tra la camomilla e l’alcol puro, se non scrivevo mi mettevo troppi pensieri in testa e pensare fa male, non ci credevo ma hai ragione. Sempre sugli attenti Capo Sven dei carr ie non solo.


… bravo, bravo! Adoro chi legge analizzando alcuni punti che potrebbero interessare alcune menti sveglie.
La provocazione, nella sua anatomia, ha potere sulla; sfida – attacco – stimolo – incitamento - pungolo. Ovviamente agisce soltanto se chi la recepisce la legge come; imbarazzo – freno – impedimento – remora - indugio. Una qualsiasi azione è seguita da una reazione, legge fisica. Chi non si sente sfidato è immune dallo sfidante, come ne abbiamo parlato, chi non raccoglie la provocazione non polemizza alcun contesto. Sarcasmo, cattiveria, odio e acrimonia, dettate dall’ignoranza culturale, funzionano soltanto come reazioni automatiche non controllate da …….. che cosa lo sai. Tasti fin troppo facili da schiacciare, se un’idiota è predisposto. Quante volte mi sono sentito chiedere di parlare chiaro, lo faccio da sempre sapendo che è nell’ascolto altrui il difetto sulla comprensione. Parlare chiaro per parecchi significa dire e scrivere quello che vogliono ascoltare e leggere, un limite dato a loro stessi non è affatto il mio. E tu mi conosci da anni, mai cambiato il modo e mai negato una spiegazione. Non è un problema mio se uno capisce quel che vuole, ha solo scelto il suo livello esistenziale. Su monstertruck sapevi bene a chi stavo sulle scatole e la scena la volevano tutta per loro, l’ho lasciata in virtù del “saper perdere” uscendone da vincente. La formula non sbaglia mai. Aspettavano che giustificassi, motivassi, protestassi? Sbagliato, ho messo in piedi le ITT con lo stesso metodo usato quando Colombo mi ha chiesto di risvegliare CARRI RC. Usando la comunicazione, la stessa metodologia che uso per rispondere alla tua mail. Il segreto sulla parola si trova nella conoscenza intrinseca nella parola stessa; la parola usata a sproposito decade il suo potere. Mi hai detto ieri sera che ti ha fatto ridere l’ultima frase? Sono certo che per alcuni ha fatto unicamente pensare e pensare non serve per capirla. Un dogma non si rivela pensando, si deve conoscerlo. Pubblicato cuntent marinero. L'opinione altrui aumenta la conoscenza.

yeahhh

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyLun 23 Set - 23:34:31

in ritardo, ma meglio che mai, mi ricollego alle foto del Tigre delle Nevi che lo Sven ha riportato.
Quelli sono solo scatti d'officina, per testimoniare il WIP.
Poi ci sono gli "scatti di  scena" assieme a Medusa:

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... la presentazione dell'immagine fotografata foto dove da sola nobilita un successo

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La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 P7210012

Come ho già scritto nel gruppo "La vita è troppo breve per accontentarsi di cose mediocri. Fare al massimo, altrimenti è meglio non fare".
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyMar 24 Set - 7:54:37

Appena arriva la neve qualche scatto all'aperto lo farà sembrare vero
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyMar 24 Set - 19:06:54

È l'unico carro che ho venduto. Errore da non ripetere. Se avessi ancora i contatti dell'acquirente mi offrirei per ricomprarglielo.....
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyMar 24 Set - 21:57:23

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... molte volte per commentare il massimo non ci sono parole ...

Fotografie del genere sono uniche.

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 Whoson38

... per un forum d'eccellenze

ciaoooooo

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyMer 25 Set - 10:05:32

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Buon giorno e complimenti lei poteva avere la carriera come scrittore avendo letto i racconti sul cecchino Sven Hassel, la Corriera Grigia miè piaciuto,ma il racconto sui Kònig Tiger è stato da brividi.Dopo l’incontro al molino l’ho scoperta un conoscitore dialettale se si scrive così,con una memoria ferrea sulle date e fatti descritti chiarissimi e appena ho letto il molino Valsecchi ho copiato il capitolo in anteprima sul libro scritto tutto recitato la lingua dialettale che si parlava in famiglia e che ricordo ancora bene.Con un po d’esercizio non ho faticato a seguire il testo scoprendo quanto lei è portato sullo scrivere storie dal contenuto umano.Mi ha risposto che scrive per il piacere di farlo e che non legge neppure i racconti, da non crederci.Seguo giornalmente i forum e su ……… parla di politica da competente e leggerezza ironica, tale quale com’è di persona. Ci sarò di sabato come mi ha consigliato, arrivedrci presto signor Dante o Guglielmo se prefesisce.


… alle elementari ero un patito sui dettati, mi piaceva scrivere con passione scoprendo in seguito la stessa meccanica dove se fai bene una cosa, puoi fare bene qualunque cosa nei limiti delle possibilità. Il segreto sta nel mai fermarti su niente! Credeva d’incontrare il modellista e ha trovato un figurante cicerone, un appassionato di storia e un comunicatore che si diverte a scrivere romanzi brevi (la Scomparsa dei Panther con 28.352 parole 80.040 caratteri non è proprio un racconto breve … contando 50.622 parole e 252.617 caratteri per il Cecchino) l’esercizio “motorio” mentale mi tiene collegato sul tempo presente trovando mille attitudini piacevoli altrove anche se la più interessante rimane la conoscenza sul genere umano e la sua smisurata storia. Il dialetto locale si parlava nella mia famiglia e la scuola tentò di eliminarlo, però mi piace recitare parlando un’altra lingua mai morta …

Un portale non si occupa soltanto di bello bello bene bene se desidera comunicare a 360 gradi, ci vuole ben più del filo per cucire un abito.

lol!

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 10 EmptyMer 25 Set - 14:02:43

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La Storia siamo noi e la pagina scritta resta immutata nel tempo.

... il tempo per chi lo trascorre dormendo con gli occhi aperti, si riavvolge sulla spirale quantistica ripetendosi in cicli ordinati, dove le ripetizioni trascinano dal mondo dei sogni alla soggettiva realtà presente per alcuni insostenibile, presentando loro stessi come novità fuori luogo tentando d'affermare le reminiscenze già scontate e prevedibilmente fallite, evaporando l'inutilità di un sistema creativo che funziona sulla sola innovazione. Però nulla si rinnova se non attraverso la crescita culturale e se ripesco una postata di tanti anni fa (che sollevò proteste a non finire) come non trovarla molto attuale in questo momento "storico" dove fortunatamente solo alcuni sciroccati si crogiolano da leader creativi falsificando nel ridicolo se stessi ...


.Monstertruck 2010 - in precedenza postata su Rctank - su Truckmodel e NOR-ITA. Replicata in seguito sulle ITT e CARRI RC dove replicarla schiarisce un problema d'attualità.

.. meglio comprendere i livelli d'uso in cui si muove in mondo modellistico dove in taluni casi di modellismo vero non ha presso che nulla ...

      ... sono in molti ad equivocare sulla definizione modellismo come uso comune della parola ... faccio l'esempio con l'utente o l'utenza di modelli.

... chi usa un modello non ha a che fare con il modellismo, ma è diventato solo "l'utente" che ne fa uso.

... un regalo ricevuto da un bambino, nel caso RC dinamico, non fa di questo un modellista comunque sia il modello ... chi usa un plastico ferroviario è un modellista ???  Lo diventa se si è occupato del diorama plastico in tal caso, ma non per quello che riguarda le attrezzature, le elettroniche, locomotive e vagoni, scambi binari etc.

Quindi, troviamo il livello del "consumatore" che diventa l'utente e se mantiene il prodotto acquistato allo stato standard non ha nessun approccio modellistico solo perché possiede un modello.

... vediamo il "raccoglitore" che dal modello standard acquistato da costruire diventa di fatto un "montatore" di scatole, che producono mezzi dinamici da montare e questo esercizio dà modo di conoscere e scoprire a fondo l'oggetto prescelto regalando molta soddisfazione sugli esiti finali. Di modellismo neppure qui se ne parla. Come dinamico da portare all'aperto, questi montaggi rivelano delle caratteristiche molto interessanti e richiedono altre doti di ingegneria sulla meccanica corretta e sulle numerose elettroniche di cui sono dotati.

Il passo successivo conduce spesso il montatore di scatole al livello di "trasformatore" raggiungendo così una capacità sulla trasformazione dell'oggetto migliorandone l'aspetto, come per esempio; la colorazione soggettiva ... chi vernicia il proprio soggetto montato automaticamente diventa un trasformatore e nemmeno in questo riesce nel definirsi un modellista, è divenato un abile "trasformatore" nel rendere una superficie priva di colore colorata, nient'altro, che un rivestimento da evitare o da applicare a scelta.

Il "collezionista" ... direi la categoria di massima intelligenza in quanto non si occupa d'altro sul soggetto acquistato... il collezionista evita intorpedimenti mentali e stress maniacali andando direttamente al sodo ... non ne vuole sapere di soggetti da montare, trasformare, verniciare o perderci ore e ore ... il collezionista compra e custodisce uno o più modelli alle volte senza neppure la necessità d'uso ... il collezionista può essere un NON "utente" ... il collezionista incontra il massimo piacere nell'acquisto, la sua totale realizzazione risiede nel possesso di un oggetto lungamente desiderato ... più l'oggetto è bramato, immaginato, valutato tra altri e maggiore diventa il gusto della scelta e del possesso in se. Al collezionista non passa per la testa di pensare d'essere un modellista neanche lontanamente, svilirebbe il suo personale modo d'intendere un oggetto desiderato, perchè lo ha visto come tale e come deve deve rimanere ... guai a manometterne minimamente l'immagine cristallizzata.

... qui incominciano a divertirsi i ........

Modellatori ... il "modellatore" s'intriga sull'oggetto giocando su di esso al massimo delle sue individuali possibilità ... si gioca tutto se stesso in fantasiose modifiche certosine che aumentando nell'azione non solo i costi di base che possono triplicare in men si dica, uscendo addirittura dal buon senso ragionato per condurlo alla porta di quelle soglie in cui si intravedono lontani aspetti modellistici, che adagio adagio, incominciano ad emergere da mani portate a dare segni di saper modellare la materia inerte.
... il modellatore si riconosce dal saper mettere le mani dappertutto ... non incontra limiti e poco importa la perfezione, l'importante è buttarsi a capofitto nell'impresa di stupire se stesso più d'altri ... sa fare di tutto un fascio trafficando in proprio senza dipendere da altri e fin che non lo fa resta per sempre un "modellatore".
... nessuno potrebbe dire: so fare di tutto! Semplice, non esistono gli assoluti e quindi è meglio evitare la cattedra del ridicolo. Per riuscire a guadagnarsi la posizione ambita, di modellista DEVE arrivare a capire la necessità sul dipendere da altri specialisti, o almeno in quelle parti chiaramente in cui non può brillare di luce propria.
Il modellatore lo riconosci dalla staticità dei suoi modelli che non superano mai un certo livello di qualità, dove se pure superiore alla media, lo inchioda inesorabilmente su quello che riesce nel fare, dimostrando nel contempo con estrema chiarezza, quello che meno gli riesce e questo per un fattore di presunzione che lo porta a livellarsi con altri modellatori. In questo errore comune non capirà come potersi migliorare e superare questo livello nel confrontarsi solo con capacità identiche. Si limita a guardarsi in uno specchio e sentirsi solo molto soddisfatto di trovarsi con altri.
... il "modellatore" non è un modellista ...

... ma infine chi è il modellista ???

Il modellista non sa fare tutto, ma solo delle parti molto bene. Ad esempio è un abile progettista. Il vero modellista incomincia la sua opera da un'idea che sa trasformare in immagini ... il modellista non usa la fantasia, ma fa di una sua spiccata realtà i mezzi che lo portano a realizzazioni concrete.
Un modellista non sa neppure di esserlo, è troppo occupato sulle duplicazioni, piccole o grandi non hanno la minima importanza ... plasma o crea a piacere la materia ... ad esempio un ottimo modellista non si cura di quel che NON conosce ... non si perde in approfondimenti ... non spreca un talento per raggiungere il (faccio tutto da me) ... questa sarebbe una grave dispersione di energie andate completamente sprecate, inabissate ... soffocando così il meglio che sa fare ... il modellista vero conosce i suoi limiti ed pronto a chiedere ogni aiuto ad altri specialisti riconoscendo in loro i sui valori mancanti ... insomma non intende sprecare niente di suo. Il modellista, contro l'aspettativa del modellatore molto convinto del suo operato, è un perenne insoddisfatto cronico ... un modellista lo riconosci dall'insufficienza concessa ai suoi lavori ... il vanto lo trovi sul modellatore ... la negazione di un'ottima riuscita è materia prima del modellista.

... l'ultimo di una specie a se è il "prototipatore"...

Del modello come oggetto base, non se ne incarica minimamente. Il suo progetto rientra alla perfezione nella misura delle sue capacità nel senso delle (proporzioni sull'abilità personale) per farne con l'azione una realtà oggettiva ... un prototipo è la massima espressione modellistica in quanto addirittura unico nel suo genere che ne accresce l'interesse ed il preziosismo.
... il "prototipatore" arriva dopo lunghe esperienze in cui ha scalato ogni livello di capacità generali senza curarsi maniacalmente sul perfezionarsi in ogni campo ... il protipatore è anche un istintivo per natura, osa dove altri incontrano i limiti e gratifica solo se stesso ... non dà il minimo d'importanza ad altri per quello che fa.
Il "prototipatore" è un creativo nato, capace di grandi sforzi tesi sulla duplicazione non importi l'opera in discussione. Gli interessa solo l'unicità.

... in conclusione, con questa chiacchierata del tutto personale sull'argomento "ordine e chiarimenti necessari per meglio comprendere" i vari livelli in cui si muovono delle attività dissimili tra loro, ne ho parlato con il solo principio per non confondere sulla banale idiozia generalizzata, definendo il tutto come "modellismo" ...

Così abbiamo l'utenza ... e il consumatore.

Il raccoglitore-montatore di scatole.

Il trasformatore.

Il collezionista.

Il modellatore.

Il modellista.

Il prototipatore.

... se sei arrivato fin qui onestamente il tuo personale bilancio è da rivedere. Ti trovi tra quelli che vogliono imparare nonostante il represso desiderio di polemizzare. Chi non ha superato il titolo della postata ........................ sapendo tutto non saprà mai altro del suo brodino ...

La morale se una ci deve essere; sta tutta in quel che si è!

... tu sei la tua storia, svegliati e cammina ...

yeahhh

.


Ultima modifica di Sven Hassel il Dom 20 Ott - 11:34:31, modificato 1 volta
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