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 Karlsruhe vista dal Giornale.

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Sven Hassel
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: Karlsruhe vista dal Giornale.   Karlsruhe vista dal Giornale. EmptySab 24 Mar - 15:11:39

Karlsruhe vista dal Giornale.

Grazie alla disponibilità di Anton vero navigatore automobilista e grande consumatore di tabacchi vari, con il Gottardo chiuso di notte il viaggio ha richiesto più chilometri dei previsti grazie alle disposizioni svizzere sulla loro contorta viabilità.
Partiti alle 3 e giunti sul posto alle 8e 30 la fiera si è concessa di venerdì con una lieve presenza di pubblico neanche tanto aumentato nel pomeriggio. Grandi spazzi, ampi parcheggi, ingressi immensi, ristorante sopra la sala congressi, biglietterie rapidissime tutto quanto alla tedesca e questa popolazione … non è bella! Minkia, che cerberi alla “celti” dalle dimensioni preoccupanti, il buon dutur le lag magiur parlava con un tipo che lo superava di 60 cm … sarà il mio senso critico sull’arte, ma certe facce le ritrovo sui disegni di Leonardo da Vinci, quelli che ritraeva nelle peggiori bettole malfamate.
A detta di Anton ad ogni visita calano sempre di più gli spazi occupati dai gruppi modellistici e noi siamo presenti solo per gli MMT ed i tank (questi ultimi solo in 1.6) niente e nessuna presenza sulla scala minore e spariti completamente gli 1.24 dai tavoli da gioco.
Temperatura sui 20/22 gradi e l’Anton si ciuccia il salamelo insenapato all’aperto come d’obbligo costumanza italica di avvelenarsi con grassi di porco. Lo Sven in viaggio è un santo in paradiso, si nutre di soli spettacoli femminili ….. crepando di fame in quanto non ho visto una tedesca degna di appartenere alla specie umana femminile … forse le donne tedesche del modellismo maschile sono talmente evolute da lasciare ai loro brutti maschietti lo spazio per godere in solitari sogni pindarici visti ed osservati su estasiati fenomeni che appiccicati a mascelle spalancate si ammutolivano sbavando sull’oggetto dei loro desideri. Il capannone interessato a misura d’uomo, senza chilometri inutili da percorrere e con le aree ridotte, si visitava comodamente senza nessuna ressa, anzi, ben poche persone persino attorno agli stand più mirati.
Wedico e ScaleArt e già tra i due rappresentanti del buon metallo amato dai tedeschi le differenze sono notevoli, tanto da non poterli neppure confrontarli se non separatamente in livelli differenti. Presentazioni, strette di mani, l’ascolto inutile di una lingua straniera, osservo dal vivo in quest’occasione unica le ultime novità in offerta pubblica e due kit sul tema degli scarrabili entrambi interessanti la solita esecuzione perfetta di ScaleArt batte Wedico e non di poco, mi perdoni il buon Snag l’osservazione, ma l’obiettività pende a favore.
Le aree … mi hanno impressionato le gru, praticamente assenti in Italia … Gente modellistica datevi da fare, l’originalità non è sulla paletta ormai comune e sulle serie infinite di camion … il futuro che stupisce sarà basato sulle gru … e sulle molteplici combinazioni create con una fantasia da rasentare l’opera d’arte come le … gustose scenette della riasfaltatura di un pezzo di strada … un canale di scolo … la pesa pubblica … le piccole aree di sosta (vedere i piccoli diamanti costruiti da Giò per Novegro e completamente ignorati dal grossolano senso d’indifferenza italico) … il veicolo fermo in manutenzione ordinaria … i frantoi dai funzionamenti ineccepibili … l’intero percorso in una moltitudine di saliscendi a misura di viabilità, senza rampe assurde o improvvisazioni senza realismo, ma solo un’area completamente ricoperta di terra con “sezioni” assegnate da un programma prestabilito dove ognuno o più presenti lavorano i cantieri separati, delimitati e chiari da capire le intenzioni che ne definiscono lo scopo.
Le rampe sul ponte in costruzione con i bulldozer da entrambi i lati, la fila di camion che scaricano la terra scavata da altre parti, i camion con le sezioni del ponte, le gru che lavorano scaricando … il tizio comodamente seduto sulla sedia con i “braccioli” la bottiglia d’acqua a portata di mano, la radio sulle ginocchia pare voglia godersi la tre giorni come un nababbo in vacanza.
Le scale, come ho osservato dalle foto precedenti … i sassoni se ne fregano, come degli aspetti qualitativamente scarsi per esempio le verniciature del tutto “ruttate” sulle superfici indifese di cabine e cassoni vergognosamente mostrati allo Sven inorridito. Neppure da guardare le cabine in vendita in resine stampate. Lasciamo perdere la verniciatura di Wedico rispetto alle cabine immacolate di ScaleArt … la vernice come la intendo io è un abito di lusso e non un sacco di merda da spalmare sul soggetto.
Anton mi fa notare che l’area è meno della metà della scorsa edizione, gli spazi sono davvero diminuiti …. Italiani, imparate dai tedeschi, le crisi non passano senza risparmiare le risorse pubbliche e questi sassoni i fondi non li assegnano perduti, evitano di spenderli.
La crisi c’è da loro come peggio da noi e fingere che va tutto come prima è prendersi per il culo da soli, io la vedo molto grigia in un prossimo futuro se andiamo a braccetto di regioni che assegnano dei fondi perduti per reggere un’opinione pubblica imbevuta di segature nei cervelli.

I tank, l’unico Tiger I Armortek, fumato da paura … povero Maybach distrutto … razzolava tra i suoi simili misti in epoche incompatibili, con le blindo moderne in preda a frenetiche escursioni veloci sulle dune di terra … si sprecavano i Leopard A1 in diverse versioni … molti soggetti autocostruiti … solito miscuglio di scale, la 1.10 va per la maggiore … le dimensioni per questi giganti; 10 metri X 5 come spazio li penalizzavano parecchio … rispetto alle foto di confronto della edizione passata … nessuna caserma o aree di soste veicoli erano presenti … 15 metri quadrati con 9 carri, una Jeep, 4 blindo ed un cannone da 105 … finisc.
Trenini, presenti. Aerei giganti, presenti. Botteghini per acquisti …. In Italia continuate a sognare … dire cosa mettono in mostra da vendere, ci dovrei scrivere un diario … usate l’immaginazione e fate la nota di quello che non trovate da noi. Qui lo hanno in lungo ed in largo però c’è un però … è esposto in bella vista il ventennale associativo di un Club … e quello di Hannover è stato fondato nel 52.
………….. a Novegro, una voce stonata ha detto che ci trovavamo allo stesso livello estero.
Evidentemente, il sidro della serata precedente ha annacquato un cervello in preda ai fumi alcolici mal digeriti.
Tanti, anzi molti, i prototipi in metallo in costruzione esposti semi lavorati. Lavorazioni ricavate dai pieni, spettacolari differenziali di ogni misura, certosini ingranaggi ricordano gli orologi a cucù e le raffinate meccaniche tedesche seconde a nessuno sono in bella vista per essere ispezionate … cambi marce e differenziali, pistoni idraulici e pompe … si sprecano in complesse rapportature complesse … un conto è un cambio chiuso, un conto è una lamiera verniciata, ma un altro aspetto è vederne la materia grezza lavorata … Asiatam produce un carro in zama presso fusa e te lo consegna così. La zama delle cabine di ScaleArt è rettificata a spazzola e la musica cambia.
Anton, noto italico presente come collezionista di lunga data, conosce gli espositori/costruttori da decenni e loro s’illuminano non appena visto, il figuro viaggiatore saccheggia volentieri il necessario malloppo indispensabile per i suoi numerosi lavori in sospeso, mentre, lo Sven cerca disperatamente le sue scomparse gomme (panther) passando in rassegna gli innumerevoli botteghini senza trovarne traccia, fin che da Fechtner il buon barbetta Frenck lo assicura di averne in shop … lo Sven gli chiede subito se ha una figlia giovane da baciare … il Frenck non capisce l’italica voglia insana ed il dutur del lag si rifiuta di tradurre l’impertinente desiderio malsano, però le gommazze per finire lo Scammell me le faccio prendere da qualche anima buona via interDET.
L’inutile interesse in altri campi conclude la visita e si torna a sud lungo la Foresta Nera attraversando colline e dossi ondulati con villaggi tipici a tetti a punte notando che anche lì di neve ne hanno vista ben poca, soltanto sotto le Alpi “da spettacolo” ammantate a metà di cristalline nevicate l’inverno ha fatto il suo dovere solo in alte quote.
Il Gottardo diurno è aperto e con poca coda c’infiliamo nei 19 chilometri di tunnel arrivando di botto sulla Bellinzona svizzera a pochi chilometri dal confine italico giusto in tempo per le ultime reminiscenze da ricordare; in primis il mancato incontro con i sudisti partiti di buon mattino e mai più avute notizie da Parma … il mancato incontro fraterno con il mega, che da amici per un giorno nemici per sempre … ma questa non la capisce neppure se gli suggerisco la legge dei contrari di Leonardo da Vinci … lo avremmo suggellato con una foto ricordo. Il dottore un poco deluso da una fiera decisamente scarsina … lo Sven al contrario raggiante d’entusiasmo per un bel viaggio/premio in sassonia via elvezia come ai tempi delle sue escursioni nordiche … con un’osservazione di costume incontrata in una sosta ristoro. L’educazione tedesca, senza cartacce e rumenta “spazzatura” d’italica abitudine dappertutto ha però … la COOP, con l’area pic nic, il bar ristorante con i giornali, tabacchi e altro … con annesso Sexi Shop per quel tipo di modellismo in voga tra le speci differenti, con il parco giochi bambini, tutte insieme allegramente.
Che abbiano ragione i francesi dicendo che noi abbiamo il Vaticano con il papen??

Il Giornale ringrazia

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borealis
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MessaggioTitolo: Re: Karlsruhe vista dal Giornale.   Karlsruhe vista dal Giornale. EmptyGio 29 Mar - 10:52:21

Grazie del resoconto e delle sempre interessanti riflessioni a contorno
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Sven Hassel
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MessaggioTitolo: Re: Karlsruhe vista dal Giornale.   Karlsruhe vista dal Giornale. EmptyGio 29 Mar - 11:43:34

borealis ha scritto:
Grazie del resoconto e delle sempre interessanti riflessioni a contorno

Grazie Andrea, foto ne ho fatte ai soli MMT e truck ....... di carri pochi e senza storia ... li cercherò a Fridrichcafen.


ola Bore



evviva i :fourcats:
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MessaggioTitolo: Re: Karlsruhe vista dal Giornale.   Karlsruhe vista dal Giornale. Empty

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