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 Il malessere sociale.

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Sven Hassel
Generale
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: Il malessere sociale.   Il malessere sociale. EmptyLun 12 Dic - 15:53:02

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Il malessere sociale.

… il degrado umano sta dilagando a macchia d’olio attraverso l’osservazione che chiunque può capire ogni giorno da fatti gravi e comportamenti fuori controllo specie sulla rete mediatica InterDET “appunto un organo che ha permesso” l’accesso a chiunque dietro una tastiera che dice quello che pensa e questo interessante fenomeno ha permesso di “selezionare” automaticamente le caratteristiche caratteriali di soggetti compromessi da qualche problemino fin troppo evidente come la sociopatica di massa in effetto domino, già, perché l’aberrazione per chi lo ignora è un’infezione contagiosa. Scherzo? Nient’affatto, come il ridere diventa contagioso, anche il pianto lo è, per due esempi semplici. La rabbia e la collera sono elementi di contagio umano e sono alla base di un possibile conflitto impedito solo dal controllo di una delle parti contendenti.
Non voglio addentrarmi in profondità sulla macchina umana, però un paio di cosette interessanti si possono mettere in chiaro per chi ne è incuriosito, e sono il modo in cui il soggetto osservando da dentro “vista/udito” riceve elaborando i dati in arrivo che deposita nel cervello noto scatolone magazzino. Il cervello non è un elaboratore dati e conserva quanto un soggetto ha deciso di considerare a modo suo utile. Quel che è messo dentro resta tale.
Nel passaggio udito/vista esiste un canale (duplicazione) dove se non sono alterate, cambiate o aggiunte condizioni fuori realtà il passaggio porta le informazioni come sono state ricevute. Al contrario modificando la realtà in questo delicato filtro il deposito nel magazzino non sarà depositata una copia fedele ricevuta dall’esterno, ma una copia alterata con modifiche ed aggiunte a suo carico.
L’esempio dell’elefante bianco che diventa un cancello e l’innamoramento un calesse, sono i motivi che portano aberrazioni visibilmente pesanti in soggetti “apparentemente” veritieri. Discutere con un soggetto alterato sul dispositivo (duplicazione) non solo è difficile se non impossibile, i suoi dati immagazzinati non saranno mai i dati reali da discutere. Si parla un linguaggio diverso, comprensibile solo a tratti, meglio evitare addirittura d’incominciare.
Come si identifica un soggetto incapace di duplicazioni “leggi azioni o condizioni in chiaro senza manomissioni mentali” a prima vista o ascolto? Dall’aspetto, è la prima diagnosi che un medico esegue sul paziente incominciando dal fisico al tono vocale e dal contenuto verbale, bastano questi tre elementi con almeno uno come indicatore infallibile per rivelare un soggetto veritiero in ottima salute con uno menzognero in male arnese. Non sono un dottore, però ho studiato i comportamenti umani abbastanza da identificare un bugiardo cronico dal suo stato esistenziale senza possibilità d’errore e come faccio? Con la duplicazione. Uso soltanto quello che mi fornisce l’altro come materia prima, semplicemente l’autore della diagnosi è esattamente il profilo che fornisce. Un altro aspetto curioso è che non serve neppure la condizione fisica dell’interlocutore che può benissimo diventare trasparente solo se ascoltato al telefono o meglio ancora dall’esame crittografico, l’incauto non sa che lascia la sua firma in quel che scrive. Il bugiardo è una contraddizione evidente per altri e non per lui. Lo sforzo se messo a confronto con la realtà lo spinge a gonfiare i dati bugiardi alterando senza mezzi termini i dati precedenti con altri simili ma non uguali sovrapposti, questo porta uno sforzo celebrale dove il pubblico assiste in un susseguirsi di parti recitati aumentando a dismisura la deformazione della recita. Un attore di successo duplica il copione recitando solo la parte assegnata. Un attore da due soldi si perde improvvisando l’arrampicata sui vetri. I bugiardi catturano solo chi inseguono gli asini che volano e sono i fantasmi di loro stessi, non esistono nel mondo reale vivendo nella loro distorta dimensione fasulla. Questi individui sono contagiosi solo per chi è già un portatore d’aberrazioni, si cercano trovandosi in simbiosi rafforzando la convinzione reciproca d’essere persona normali. I paranoici come i matti, non sanno riconoscere la loro condizione menomata.
Che cosa ha il potere d’inficiare un fisico umano tanto potente da arrecare disturbi anche mentali? Sempre ed unicamente la deformazione della realtà. Il sapersi accettare come si è non è semplice come potrebbe essere, e qui iniziano le prime non accettazioni sostituendo l’immagine che non piace di se stessi, come l’ascolto, da modificare per immettere nel magazzino contenitore solo quelle parti accettabili, in poche parole una serie interminabile di realtà completamente alterate. Questo lungo procedimento richiede sforzi fisici e mentali enormi “con sforzi metabolici” di conseguenze visibili sull’individuo in evidente disagio psicologico esistenziale.
InterDET (credo fornisca i profili individuali di chiunque lo usa) da quello che scrivo un semplice analista ne fa il mio ritratto da collocare senza errore in un modello standard, nessuno è escluso dall’indagine, nessuno può fregare se stesso e chi controlla l’umanità lo sa da sempre.
A breve l’identificazione individuale attraverso l’elaborazione dei dati incrociati potrà selezionare l’umanità a piacimento senza il minimo errore, o ci sei o ci fai ti inserisce in un archivio e da lì non esci se non marchiato. Il bianco ed il nero sono già evidenti e sotto gli occhi di tutti e la scelta fatta li divide socialmente. I bugiardi mentono sul loro aspetto e questa operazione li deformano. L’obesità aumenta in Italia di pari passo con il degrado sociale, più si aumentano i sistemi di coercizzazione sull’individuo indebolendo le sue capacità d’analisi e meglio funzionano i piani di controllo sulle masse inconsapevoli …. Di che cosa? E per quale piano di sottomissione? Bella domanda.
Maggiore diventa la pratica sull’uso menzognero e più sale l’indice sul dissesto sociale con il crescente fenomeno del bullismo sui siti e ancora più visibile sui numerosi blog dove individui privi di scrupoli e dignità vomitano ogni forma di pensiero aberrante incontrollato, la diffusione porta in associazioni di gruppi fortunatamente esposti nell’identificazione di chiunque intende evitare questa forma di malessere socialmente diseducativo, privo di valori, immorale e lesivo contro gli stessi praticanti. Chi si crede immune da ripercussioni sbaglia di grosso ed è facilmente comprensibile che la continua immissione di dati alterati nel contenitore/cervello come magazzino dati è tale da usare per necessità crescente materiale adulterato, modificato e non più duplicato sulla realtà. L’uso di dati alterati conduce in errori visibili, porta a calcoli sbagliati, porta in incidenti in quanto l’analisi è compromessa (calcolo sulle distanze … letture di colori … valore sulle possibilità) come in discussioni senza né capo o coda, azioni condotte sempre con aggressività “un incidente automobilistico nelle perfetta calma non avverrebbe) così le discussioni sono sempre aggressive, cariche d’astio e d’odio represso, la repressione è un lento veleno che distrugge il portatore in alti e bassi paurosi, in crisi di abbandono totale di forze estremizzate con riprese improvvise sempre più brevi. Alla fine l’individuo si arrende senza neppure ricordare quello che è stato un tempo. La vera individualità originale si disgrega lentamente in progressivo e senza ritorno mostrando l’inevitabile risultato di una corrosione dovuta alla serie infinita di “duplicazioni” falsate. Chi mai avrebbe detto che essere bugiardi è la causa dei nostri mali peggiori?

Il Giornale ringrazia.

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