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 Le motivazioni che spingono la diffamazione.

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AutoreMessaggio
Sven Hassel
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Sven Hassel

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Le motivazioni che spingono la diffamazione. Empty
MessaggioTitolo: Le motivazioni che spingono la diffamazione.   Le motivazioni che spingono la diffamazione. EmptyLun 5 Dic - 20:54:57

Le motivazioni che spingono la diffamazione.


… si devono possedere delle caratteristiche caratteriali disturbate facilmente identificabili come l’invidia, motivata esclusivamente da limitati contenuti esistenziali appena sufficienti per non sparire definitivamente dalla circolazione. Il portatore d’ignoranza “leggi intesa come valori e principi esistenziali” che sono stati persi per vari motivi facilmente anche questi da rintracciare sull’individuo colpito, ha il suo tallone d’Achille nei processi d’identificazione che vado a spiegare. Incontra e predilige persone di cultura superiore solo per identificare la sua non sapienza con le conoscenze d’altri con l’errore d’essere incapace di “duplicare” il soggetto imitato. L’interessante sindrome si evidenzia nell’incollaggio (matrice) sulla quale proietta se stesso usando l’immagine di un’altra persona. Se diffama e lo fa in continuazione, deformando quantità di realtà alterate a suo beneficio, in associazione e questa pratica inconsapevolmente diffama anche se stesso nel mostrare i suoi peggiori lati.

Diffamazione;

“ Secondo la Corte di Cassazione la diffamazione è un reato istantaneo che riguarda la diffusione e comunicazione, a più persone, di notizie lesive della reputazione di qualcuno. Ciò che dunque si è voluto tutelare, istituendo questa fattispecie delittuosa, è stato l'interesse dello stato all'integrità morale della persona ed alla sua reputazione, intesa come stima diffusa nell'ambiente sociale ed altrui opinione sul suo onore e decoro.”

… chiaro come la diffusione continuata espone il delatore alla berlina e poco importa se indirizzata verso terzi, anzi più l’insistenza è continuata e maggiori sono le prove raccolte a carico dell’autore.

L’incapacità conseguita da disturbi sulla personalità si replica su terzi come un effetto specchio dove l’immagine si rovescia, vale dire il perseguitato soffre di turbe maniacali in cui si sente perseguitato da una o più presenze esterne che lo tormentano e si fissa in modi particolare su di un soggetto tipo per capovolgerne le caratteristiche. Non usa soggetti scadenti sapendo che è fortemente provato o fisicamente o anche psicologicamente e non potrebbe essere diversamente senza danni irreversibili, altrimenti un sano di mente/fisico non cerca nessuna identificazione oltre la sua individualità. Sono in pochi a sapere che l’identificazione con altri significa perdere sistematicamente parti perenni di sé. L’incauto che assume specie se ossessivo, l’identità che intende contrastare e di conseguenza diffamare da così l’inizio sulla propria diffamazione. Lo "sbroccato" si riconosce immediatamente, idem per il falso spacciatore di bufale o del buonista con ostilità nascoste.
Il delatore è una figura sporca, ambigua che non da affidabilità e poiché basta poco sul dubitare per indagare in quel che dice per mantenere una distanza di sicurezza. Gli spacciatori d’infamia sono sempre molto ben informati e dipendono per convincere i semplici creduloni da fonti autorevoli, povera gente sotto la soglia del sentito dire che usano citazioni “sempre in prestito” per avvalorare e rinforzare il basso proselitismo raccolto. Consumano enormi quantità di tempo e di preziose energie fisiche e mentali da restare spossati tra alti e bassi adrenalinici/catatonici impressionanti. L’estremizzazione di stati alternativi e si può dire anche “alterativi” li convincono d’essere vere forze della natura dotati di proprietà soprannaturali (l’egoico/maniaco) ne è la prova visibile nel mettersi sempre in primi piani per dettare le sue leggi che differenziano chi si da in positivo rispettando chiunque rispetto a chi usa aggressioni e delazioni lanciate dal pulpito. Il profilo non può essere confutato. Chi è sano di mente non ha remore con nessuno. Il delatore senza diventare un bugiardo fuori controllo deve avere nemici immaginari.
In molti si chiedono se la delazione non teme l’intervento giudiziario? Certo che lo temono i meno colpiti da disturbi sulla personalità “leggi sociopatica” con il beneficio d’essere una minoranza ancora in grado di contenere i danni verso terzi. Il delatore ossessivo sa di essere immune grazie al suo stato mentale dichiarato (da supporti medici) come inabilitato permanente e di conseguenza secondo i suoi bacati parametri, come un “intoccabile”,in effetti, lo diventa attraverso il pietismo che lui stesso usa in situazioni limite dov’è condotto per cattiva condotta. Di fronte al richiamo sulle sue responsabilità precipita in stati collaudati d’assenza locale, lui è altrove. Forte se protetto dalla sua inabilità.


Nota presa dal testo “Il sociopatico”.


Alcuni tratti comuni del sociopatico includono:

*Egocentrismo
*Insensibilità
*Impulsività
*Carenza di coscienza
*Sessualità esagerata
*Vanagloria eccessiva
*Assunzione di rischi
*Incapacità di resistere alle tentazioni
*Antagonismo
*Attitudine di deprecazione nei confronti del sesso opposto
*Carenza di interesse a legarsi a un compagno


L’assunzione di rischi insieme all’incapacità di resistere alle tentazioni, per esempio la manipolazione, sono identificate nel soggetto. La delazione senza l’antagonismo non esiste. E’ un impulsivo incapace di analisi dettagliate e pianifica solo complotti alterati e modificati a suo favore, ovviamente falsi. L’egocentrismo, per dei fessi, è scambiato per carisma se chi lo usa lo fa negativamente. Negare significa sostenere con grande sforzo una verità. La sensibilità è un’oscura proprietà completamente sconosciuta, sputerebbero in faccia a chiunque la pensino diversamente e se avvicinano altri è solo per calcoli d’alleanze, perchè come animale ferito anche l’ultimo del branco non si isola dal resto della comune per il terrore d’essere escluso. Il delatore è un menomato, vale a dire, con il massimo rispetto per la sua condizione; Che non è fisicamente o psichicamente integro nelle sue funzioni.


.Archivio n° 355. 6 - 3 - 2009.

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