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 L’uso ed il potere della carta stampata.

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AutoreMessaggio
Sven Hassel
Generale
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: L’uso ed il potere della carta stampata.   L’uso ed il potere della carta stampata. EmptyMer 28 Set - 18:46:58

L’uso ed il potere della carta stampata.


Con i fatti che hanno contraddistinto la mia presenza in questa branca modellistica il Giornale di Sven “ironico vezzo sul compito di portare informazioni VERE” decisamente contro i mercanti di caos che spacciano in rete autentiche sparate paranoiche, ha ottenuto un successo tale da imbarazzare coloro che s’immaginavano di dare fiato alle gole liberamente e senza ritegno alcuno, come il rispetto verso altri.
Il profilo del pessimo utente interDET sì evidenzia con estrema facilità, esso stesso si auto denuncia come un allocco preso al laccio. Un esempio classico è che da farneticante pensa senza dire e dice quello che non pensa, è un individuo dalla doppia personalità con problemi di mania persecutoria. Chi si sente perseguitato si rivolta perseguitando altri e la rete gli da il potere di farlo, ma come? In un confronto sa di perdere non essendo in grado di controllare la sua parte reattiva (leggi di razione) il suo cervello da schizzato ha una lieve tolleranza analitica precipitando immancabilmente nello sbottare farneticanti vendette. Perché vendette? Le frustrazioni subite e l’intolleranza verso opinioni differenti lo inalberano immediatamente contro. L’impulsività è la pulsione incontrollata di un soggetto con implant fascisti dichiarandosi democratico … capito il giochino? Parlare bene e razzolare male è nel suo stile e questo lo rende vulnerabile come facilmente identificato. In oltre è stupido (uno che si ripete) e da conservatore cade sui precedenti lasciati come prove inequivocabili.
L’arte di leggere in quello che uno scrive per capire chi è, la pratico da sempre e mi porta delle scoperte simpatiche su come un individuo ben inserito nel sociale rappresenti se stesso come una mina vagante non appena il bottone dell’auto controllo gli resta pigiato saltuariamente, curioso tic che scatta non appena l’egomaniaco si sente “oltraggiato” nei suoi meschini contenuti. Il desiderio di polemica è fortissimo e contro battuto da una folle paura di un possibile confronto, quindi gli rimane solo la delazione, l’anonimato e la rabbia repressa. Pessime emanazioni da considerare come pericolose se si frequenta un tipo così ben equipaggiato. Normalmente un paranoico o semplicemente un asociale trova in un branco la sua sede di preferenza sentendosi “protetto e sostenuto” da altri similari comportamenti condivisi.
Se ingoia un boccone di troppo scende in incandescenze minacciando tuoni e fulmini all’indirizzo di chiunque serva per soddisfare la rabbia ribollente, se non vomita a breve tempo la bile ne risente gravemente e si scopre l’imbecillità del suo agire precipitando in precedenti azioni già fatte in passato e che non sa neppure sostituire come modelli fallimentari. La sanità mentale si costruisce sugli errori e chi li ripete sta perseverando nell’idiozia conclamata.
Esempio tipico che ogni praticante di siti sa riconoscere e che un admin intercetta con facilità e responsabilità d’azione; è l’iscrizione dell’utente! In un caso di “reazione” che sta rispondendo ad una causa, un utente decisamente cretino fornisce i dati fasulli per nascondere la sua identità (paura e vigliaccheria) cercando l’ingresso per vomitare quanto ha macinato nella sua mentalità faziosa farneticando ingiuriose lamentele affermate in modi violenti e dissennati.
Nascondersi dietro il dito è da puerile immaturità e complessi di questo genere portano un altro segno per riconoscerli; usano delle citazioni!
La citazione, secondo loro è il mezzo per comunicare tacciando l’interlocutore, chi ribatterebbe sulla citazione di Eisenhower o di un personaggio mitizzato? Normalmente l’insicuro di sè (con problemi d’accettazione personale) si cerca un nick altisonante che riempia la sua frustrata personalità indebolita e sofferente d’inferiorità, ma chi soddisfatto di se stesso si cercherebbe una maschera per identificarsi in altri, specie se poi si sceglie un Napoleone Bonaparte da strapazzo? Non appena becco un nick pomposo ho individuato un soggetto aperto che non aspetta l’occasione propizia per rivelare le sue turbe represse. Chi ha sicurezza e maturità è in grado di assumere le responsabilità di ogni azione senza nessuna necessità di nascondersi, e neppure d’iscriversi come un rietto (leggi anche un ripudiato sociale) ovviamente un imbecille inconsapevole del tutto che sta dando il peggio nella sua immagine umana, la sicurezza come la certezza dipende da calcoli analitici ed uno sano di mente “comprende l’altrui demenza ignorandola” e non entra in sciocche polemiche sterili. Non può trovare soddisfazione, però il plagiato immaturo con il bottone dell’importanza egoica, che cerca attraverso la penetrazione di un sito di dire la sua folle opinione, mentre la potrebbe dire comunicando DIRETTAMENTE al soggetto interessato in un pubblico confronto. Ma, come ho scritto, un montato vigliacco imbevuto di colleriche tossine non avrebbe nessuna possibilità di “sostenersi” in un confronto diretto. So come incominciano questi individui; si annunciano educati e compiti, formali e da buonisti finiscono con l’intervento reattivo incontenibile nel vomitare il loro velenoso contenuto. Sono prevedibili e sanno benissimo che le loro azioni si concludono in illazioni faziose del tutto improbabili non appena messe in discussione, non sono in grado di reggere che per pochi minuti e si legge persino tra le righe ( in un numero di 100 parole solo il 30% è speso in retoriche formali con il resto 70% in diaboliche contorsioni mentali allucinanti.
A quanti di voi lettori è capitato di non capire certi ragionamenti durante rabbiose discussioni con persone trasformate dall’ira? Cosa succede a queste persone invasate dalla rabbia quasi completamente fuori controllo intanto che sbraitano come forsennati? Sono in balia del sistema reattivo, la parte della mente priva di controllo, la stessa che porta all’omicidio, alla guida spericolata, all’uso smodato di alcol e capace di offendere il prossimo indifeso. Questi individui sono spregevoli, abbietti e socialmente da evitare, e le loro mascherine di servizio sono facilmente identificate soprattutto in quello che lasciano scritto (il potere della carta stampata) appunto come il titolo dell’articolo sul Giornale di Sven che non manca di mettere in VERITA le schizofreniche abitudini bugiarde di qualche millantatore in rete, naviganti in balia di marosi insufficienti per una rotta pacifica e senza rischi.


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