carrirc.attivoforum.com

Se il MEZZO MILITARE è il tuo INTERESSE, sei nel posto giusto...e il nostro Club è TUTTO GRATIS!
 
IndicePortaleGalleriaCercaRegistratiAccedi
Accedi
Nome utente:
Password:
Connessione automatica: 
:: Ho dimenticato la password
Cerca
 
 

Risultati per:
 
Rechercher Ricerca avanzata
Statistiche
Abbiamo 84 membri registrati
L'ultimo utente registrato è Teo640

I nostri utenti hanno pubblicato un totale di 21310 messaggi in 1449 argomenti

Condividi
 

 Grumello story.

Andare in basso 
AutoreMessaggio
Sven Hassel
Generale
Generale
Sven Hassel

Località (indirizzo completo) : Canzo
Età : 76
Messaggi : 5713
Data d'iscrizione : 09.02.11

Grumello story. Empty
MessaggioTitolo: Grumello story.   Grumello story. EmptyLun 5 Set - 9:17:50

La calata degli Unni.



… Il soldato Bernard Shultze precipita l’ordine di partenza ignorando il fonogramma inviato dallo Sven, buttando nel caos l’ordinata colonna pronta sulla marcia verso Grumello al Piano nella bergamasca … lo Sven con naturale calma spella vivo il buon Bernard incurante come sempre del mefistofelico autuatorismo sveniano, che se non dice la sua mettendo il becco ovunque non trova pace. Borbottando e litigando per chilometri, ovviamente sbagliando le direzioni rapide per quelle decisamente tortuose i due raggiungono il compromesso di non cannoneggiarsi a vicenda per non attirare l’attenzione nemica.

L’obiettivo è la piazza di Grumello da anni la meta settembrina sotto l’egida responsabile del maggiore Lavelling sicuro riferimento a prova di assoluta fedeltà contro la causa del Fùhrer di Berlino, noto imbianchino di Monaco, prima di mettersi in testa di diventare il salvatore della Germania del Kaiser, ma si sa ognuno in politica militare vanta sempre la pelle dell’orso ancora prima di prenderlo, così lui come tanti altri nell’occasione grumelliana si leccheranno le ferite inferte da soli. Lo Sven dice sempre che senza i fessi il mondo in mano ai furbi si potrebbe cambiare in un buon ambiente sano, però sarebbe come togliere l’acqua dagli oceani.

Il buon Bernard ascolta dalla radio di bordo gli sproloqui dello Sven senza capire una parola rispondendo solo; javol commandant, sbattendosi sull’attenti regolamentare, che in un panzer si conclude con una testata micidiale seguita da una sfilza di sorde bestemmie udibili all’esterno da un crocchio di pie donne dirette in fila indiana verso un bordello organizzato da Ida la Cicciona con la complicità dello Sven che in affari hanno come materia prima le donzelle allegre, con del buon servizio d’oppio e lo spaccio d’armi rubate. I tre elementi millenari che trastullano l’umanità sotto ogni straccio di bandiera.



L’arrivo sulla meta ha lasciato alle spalle qualche insignificante traccia dovuta alla noncurante pazienza mai avuta come capocolonna in prossimità di piccoli ingorghi. Lo Sven in testa è una garanzia in grado d’aprire qualsiasi via ingombra e lo sa anche il maggiore Hinka da quando stufo di farsi tamponare dallo Sven tentò di voltare la torre del panzer per un colpo ravvicinato reso impossibile solo dall’intervento del puntatore che ingaggiò un furioso duello con le canne dei cannoni danneggiando i sistemi di puntamento di Hinka pronto a deferire sull’immeditato lo Sven al consiglio di guerra dopo averlo fucilato, pestato a sangue e mozzato gli attributi ma non prima di scolare una cassa intera di Slilovitz con un chilo di caviale nero del Volga annegato in carne di maialino arrostito con cura lubrificato con un intingolo d’olio di oliva speziata con peperoncino rosso, paprica macinata in salsa di prezzemolo, aglio e acciughe. Senza trascurare un contorno di patatine fritte in strutto con uova sode da intingere nella senape come stuzzichini tra un sorso e l’altro di nettare sovietico. Il fattaccio capitò in Polonia durante una ritirata strategica, vale a dire uno dei tanti tentativi di eclissare la potente armata di Hitler in un’area completamente dimenticata per trascorrere settimane di forzata pace in terra … il maggiore Hinka detto il guercio, eroe di guerra pluridecorato e riconosciuto dal Fùhrer in persona come uno dei macellai d’importanza capitale bloccò di colpo il suo carro e lo Sven placidamente addormentato sul posto di guida mandò le 60 tonnellate a schiantarsi sul panzer fermo. Hinka con lo Sven alle spalle sa di avere una forza distruttiva istantanea come un perfetto cretino pericoloso per la cretineria insita da generazioni ad un finlandese venduto al Fùhrer solo per salvare la pelle, un criminale come questo non lo metti di certo in coda alla colonna dove sparisce in un batter d’occhio e neppure al centro perché il furbastro approfittando della polvere al primo bivio devia l’armata del Fùhrer corazzata dirigendosi a motori imballati oltre le linee di IVA in cerca di ottimi affari. Con un Panther nuovo di zecca appena scaricato a Kief si precipitò da Gusjtiloiva noto trafficante dei mercati neri per ricomparire con sei scassati T34-86 più agili secondo il suo giudizio di guerriero e migliori come armamento, e se lo dice lo Sven gli si dovette credere in quanto i Panther giunti dalla Germania si rivelarono incompleti nelle parti più vitali.

Oggi non è successo nulla di straordinario, giunto sull’ingorgo come sempre assunse l’aria da beota fingendo il solito guasto ai freni così un centinaio di metri diventò un ammasso tra camion e carichi schiacciati sotto l’acciaio della più potente armata tedesca in circolazione turistica che soltanto degli idioti da impiccare sul posto potevano immaginare di fermare anche un solo attimo.

Un pavone dorato a tre galloni sputando sul carro di Sven imprecò da turco una sfilza di condanne da infliggere all’idiota che comandava la colonna corazzata, al che il vecchio, aperta la botola perse un misero e distratto minuto nel guardare un fesso imbellettato destinato a morire per una pallottola vagante. Il vecchio capocarro non aveva poteri sulla guida dissennata del suo pilota, la sua spregiudicata abilità li avevano portati in giro per l’Europa in cento scontri senza perdere un uomo d’equipaggio e questo bastava in casi d’incidenti come un banale guasto ai freni, liquidato il fesso vociante rosso di rabbia lo vide ammutolire nell’istante in cui il cervello violentato da una pallottola dum dum prese a schizzare attorno al berretto volato in aria. Una merda del pazzo di Berlino in meno, niente da dire. Colonna avanti, e lo Sven diede un calcio sul pedale accelerando il motore Majbach fino ad imballarlo nell’azione travolgente di procedere maciullando i restanti veicoli sulla strada. Un’armata gloriosa come quella di Adolf ha precedenza assoluta ed ogni conducente dovrebbe inchinarsi nella polvere al suo passaggio e non diventare dei traditori della patria colpevoli d’ostruzionismo, un reato punibile con la morte dal tribunale di guerra. Inutile aggiungere che il piccolo incidente finì con l’eliminazione della scorta di un panzer che credendo un attacco nemico arrivo giusto in tempo per prendersi un colpo da 88mm in pieno sparendo in una palla di fuoco, inopportuno come intervento che diede l’inizio alla sindrome di panico conosciuta dagli equipaggi veterani come lo sterminio totale …. Ogni carro vomitò il suo carico esplosivo sui supestiti già sbigottiti dall’accaduto ma completamente impreparati da una normale reazione di repulisti necessaria per non avere testimonianze scomode, i vantaggi in guerra sono che diventi un assassino autorizzato e meno lasci tracce sul tuo passaggio e meno storielle girano sul tuo conto, lo Sven ha una scorta infinita di false identità personali da rifilare sui controlli e la rapidità di spedire al creatore il feldgendarm troppo sospettoso. Detto questo e raggiunta la grumellina destinazione bergamasca il fatto si perse alle spalle.



Imboscata la colonna lo Sven incontra Josep Rudolf della Compagnia Vigevano capo trasporti ruotati, i pesanti camion delle artiglierie che fanno la spola sul territorio italico e la sua fiera conduttrice d’automezzi Alekia detta “forte abbraccio” per i calorosi abbracci. Due tipi tosti con grinta da vendere, Josep trasporta munizioni con casse di ottimi vini italiani e mantiene un mercato florido da serio professionista molto attento e scrupoloso nelle sue attività concesse e meglio ancora sulle clandestine. Saluti ad uno ad uno i presenti della Compagnia Rho, simpatici mattacchioni abilissimi sui loro personali veicoli e pronti a sportellarsi senza pietà pur di arrivare primi sul fronte nemico. Il piccolo Fabio, mascotte da anni della Compagnia Bergamo ormai cresciuto come un piccolo ometto, mi alluppa sornione una bottiglia di vero distillato di vite nostrana in grado d’incendiare chiunque decida l’avventato sorseggio, la generosità lavelliana è proverbiale come la fermezza sugli obbiettivi da concludere. L’herr Lavelling non ipotizza nessuna mezza misura, ma agisce solamente raggiungendo una meta per incominciare l’altra.

Incontrare Otto Carius è da sempre un sottile piacere con una persona immacolata in un mondo fatto di precisioni creative di notevoli spessori, schivo ed umilissimo ha sfornato una vena modellistica da brividi realistici impressionanti degni di menzioni per una medaglia di ferro o meglio una croce al valore.

Un corto aviatore con un paio di aereo mobili di tutto riguardo si dimostra un kameraden aperto e simpatico per uno scambio di relazioni informative interessanti. Un saluto doveroso al buon pastore di anime lo fa Bernard per me che recalcitro i cappellani in odore di fumose candele e preferisco l’occhiaia da esperto conoscitore di belle forme femminee in circolazione coatta senza maschi padroni attorno, ecco una creazione che se non esistesse andrebbe supplicata al signore degli ebrei, uno che in sette giorni fece una porcata immonda per dimenticarsene lasciando l’intera operazione nella più completa demenza. Tipi del genere se li incontri si appendono per le palle con dei pesi legati ai polsi ed alle caviglie.

L’ispezione alle cucine rancio incontrano le difficoltà di una quintalata di donna che mi sbarra il passo dicendo che l’ingresso è proibito agli estranei. E’ l’invito per lo Sven d’inventare sul posto la qualifica d’ispettore sull’Igiene alimentare in veste solo di pura curiosità dovuta all’eccellente profumino che scaturisce dalle pentole … la bonazza fuori peso ammicca un dubbio e sposta le mastodontiche natiche lasciando il passo allo Sven che con molto sussiego decanta sull’olfatto finissimo gli ingredienti usati e chiede di vedere il manzo usato come piatto forte? La matrona impettita sbotta che di piatti principali ne ha ben altri e sfoggia un assaggio di pesce con verdure cotte sulla piastra, salsiccette magre con costine da bufalo con un chilo di carne attaccata, costate giganti, spiedini assortiti, sugo di lepre, salsa di pomodoro, pasticcio di zola, fagiolini in salsa verde con tocchetti di olive macinate, acciughe sottolio con sottaceti, cetrioli, cipolle bianche e peperoni arrostiti, salami da affettare con coppa e prosciutto a volontà, fritto di mare e pesce di lago, insomma la mongolfiera si sbrodola in una carrellata di delizie per un rustico palato come quello dello Sven abituato a sobri assaggi di pane raffermo inumidito con un dito d’acqua semplice. Lo Sven decide sui due piedi che non può deludere l’herr Lavelling dopo avere organizzato uno scempio orgiastico così condannabile e che un sacrificio in più per la sua anima candida, può certamente chiudere un occhio per una sola svista. Con un cortese saluto lascia il pallone da campo sui fornelli per un controllino sui vini raggiunto subito dal conoscitore Josep che ne sceglie uno mosso (lo Sven da ignorante annacquato) s’informa sul fatto immediatamente spiegato dall’esperto Josep spacciatore dei migliori intrugli pestati con i piedi. Intanto si cimentano i mezzi sul campo senza risparmiare le prestazioni esuberanti condotte da mani abilissime sotto un tramonto nero come la pece “saccentemente“ assicurato dallo Sven come il più asciutto dall’anno. Niente pioggia e se lo afferma un mago ce da credere sulla parola.



Arriva il vecchio Bobo con consorte, una piacevole sorpresa dopo tanto tempo, con il suo Sherman da collezione. A proposito di collezioni, l’herr Lavelling dispone di uno Sherman prima versione con frizioni e cingoli di lamiera con un Leopard A1 fuori produzione da vent’anni, due autentiche chicche d’amatori degli storici. Diversi prototipati in fase di sviluppo si allineano in bella vista su decine di metri posati sui banconi disposti attorno alla vasta area di prove, fornita come d’uso del bancone per gli interventi e l’assistenza batterie, nonche computer con un diffusore di musiche appropriate. La Compagnia Grumello in fatto di organizzazione non lascia nulla sul caso e con un tipo come Lavelling lo Sven la guerra di Hitler la terminerebbe in un sol botto.

Intanto fa un caldo bestia e la cappa di catrame fa presagire un diluvio imminente che lo Sven smentisce come improbabile …….. lo Sven usa la tecnica dei contrari tanto amata dal da Vinci Leonardo che però è intesa da pochi accorti conoscitori. Anni di studi approfonditi hanno dato al sapere dello Sven delle armi micidiali difficilissime da interpretare e che lo sciocco di turno ingoia da affamato pesce per diventare la vittima prescelta dei suoi giochi di parole. Chi non sa è fin troppo vulnerabile per chi conosce le arti della comunicazione … tempo fa un pesce abboccato scrisse a riguardo sullo Sven; …. Se lo incontri lo eviti ….. mentre lo stesso pesce stava ingoiando l’esca, la matassa di filo e l’intera canna. Lo Sven rischiò di pisciarsi sotto dalle risate, di fronte ad un pesce in trappola.



Scatta l’adunata rancio sotto il tendone dove prendono posto un centinaio di belve affamate in ordine sparso. Arriva il MarkoB di soppiatto e s’aggrega con lo Sven, Alekia con il compagno Josep occupano con la truppa invitata un intero bancone tutto riservato per l’occasione. Il kameraden Bobo si occupa delle ordinazioni e da furiere sbaglia ovviamente le commende scatenando la rissa sedata solo dall’intervento pietoso del cappellano che pretende una preghiera riparatrice per il bene delle anime, lo Sven non è assolutamente d’accordo perché anche se asceticamente pratica lunghi digiuni le anime attorno ad un tavolo imbandito non sono ammesse. La diatriba porta i due cultori d’anime in una spessa discussione esistenziale dove ben presto l’infelice cappellano privato dai piaceri della carne soccombe in un lago di lacrime versate da penitente. Lo Sven ha il dono della chiaroveggenza e deve avere fatto intuire al buon pastore qualche peccatuccio sepolto e dove sta potrebbe essere risvegliato gridando vendetta.

Intanto l’afa bollente è sferzata da poderosi rovesci d’acque turbinose e la sala rancio minaccia d’essere travolta dall’uragano in arrivo, mentre, sfidando la tempesta i temerari portano al sicuro i loro preziosi mezzi al coperto ormai definitivamente compromessi dalla pioggia … tanto l’aveva pronosticato con la solita precisione sveniana l’arrivo della pioggia e lo Sven non sbaglia mai sulle proiezioni atmosferiche (sempre per chi sa interpretare le leggi dei contrari lionardesche s’intende). Lionardo da Vinci sposò la tesi della Sibilla Cumana capendone per intero le forme divinatorie e lo Sven novello vinciniano dallo codesto saper lo dire nello predir futuri accadimenti alli grulli oh che non lo batte niussun mortal.

Il Lavelling padrone di casa si prodiga affinché ognuno degli ospiti abbia il suo pasto generoso trafficando e correndo tra la calca con il rancio che in verità risulta eccellente, abbondante e degno della bergamasca abitudine del buon vivere con poche parole ma di fatti sempre ben fatti. Alekia nutre il suo piccolo lupetto ben spazzolato, vecchio animale di compagnia con una costata ai ferri sminuzzata come soltanto l’amorevole padrona sa fare per l’inseparabile mucchio di pulci che uggiola disperato sul profumo di si tanta abbondanza in procinto d’essere ingoiata alla faccia dello Sven che in preda al martirio del lungo digiuno tira smadonnamenti contro le tentazioni del Francesco d’Assisi che a confronto dell’aspetto succulento della splendida costata devono essere state una logorroica passeggiata. Una fantasia superdotata come enorme visione d’insieme permette allo Sven d’immaginare la costata appena giunta nello stomaco del famelico lupetto in odore di fermentazione con questo infilato sullo spiedo pronto per essere rosolato a dovere dopo, essere stato imbottito e ripieno di leccornie amalgamate … un pasticcio di mostarda piccante, patate dolci tagliate a tocchetti con carni tritate impastate con amaretti, del pollo annaffiato di vino verace con cipolle rosse di Troppa, carote sminuzzate, un impasto di farine ed uova con molte uvette e spicchi di limone da annegare in salsa di asparagi con molto prezzemolo fresco, il tutto infilato nel pancione del lupetto e debitamente arrotolato e cucito con passione per diventare uno stuzzico messo attorno alla costatina ingoiata in precedenza, l’ultimo pasto come premio per una vita da cane. La bontà dello Sven è cosa nota a chiunque tanto che se Alekia ne sospettasse la depravata immaginazione sulla pelle dell’amato lupetto giustizierebbe sul posto la sfrenata immaginazione bastarda nascosta nello sguardo apparentemente assente e distaccato dello Sven seduto accanto in attesa del sospirato companatico che si presenta con delle verdurine alla piastra deliziosamente annaffiate di Bonaria appena mosso, una delizia per una palato assetato come il deserto africano.

Nel frattempo l’urlo dell’uragano è diventato cupo come una battaglia sul fronte est, il diluvio minaccia l’integrità del robusto tendone della sala rancio in preda di orgasmi forsennati sull’ingoio di tutto quanto come ben di dio entra sotto le ganasce delle truppe riunite a discapito dell’asciutta serata tanto sperata dall’herr Lavelling ancora preoccupato che a nessuno manchi assolutamente neppure l’ombra del desiderato rancio. Il Gianka si lancia in libere espressioni poetiche segno che la botte l’ha degnamente riempita in barba ai propositi assunti per bilanciare un disastroso peso “informe” fermamente imposto dalla gentile consorte Julien che lo crede ospite dal solito ritiro spirituale del Don Guanella (una balla sconcia se fatta valere dalla presenza dello Sven noto e spassionato devoto solo a se stesso) sottile studioso di culture arcaiche inventate tutte a danno di un’umanità credulone e resa succube da una moltitudine di strane persone che vanno in giro intonacate, i maschi in sottane allo Sven non hanno mai ispirato fiducie.

Trascuro le fitte e personali discussioni che una buona tavola sviscera amorevolmente aiutate da copiose bevute inzuppate tra carni di lepre e manzo in salsa verde, olive con fagiolini e pomodori novelli annegati nel tonno …. Tali aperture su argomenti tosti diventano un ulteriore companatico riservato per le doti mentali dei presenti coinvolti in tentativi disperati di scoprire i numerosi aspetti misteriosi della vita che continua imperterrita a premere i bottoni spiacevolmente portati appresso. I lunghi studi sul comportamento umano portati avanti da decenni pone da appassionato cultore della psiche lo Sven al centro di vicende ritenute morte ben vive e vegete in qualcuno che da stoico portatore di pesi piombati si contorce in motivazioni non del tutto semplice e neppure risolvibili se non alla maniera dello Sven che spiccio certi casi disperati consiglia la cura del colpo alla tempia e la causa finisce definitivamente. Sembra drastica la chiusura di un caso, ma pensandoci bene è rapida e meno dolorosa del previsto se s isommano degli anni di torturate oppressioni e rinunce masticate per amore del prossimo. Per gli ebrei il detto ama il prossimo tuo come te stesso allo Sven suona meglio se invertito; infatti, lui ha talmente amato se stesso per capire l’enorme vantaggio sull’amore che riserva al prossimo. Di fronte alle sofferenze altrui non sa resistere e come le belle donne l’attirano come api sul miele, per lui terminare un’esistenza infelice diventa un doveroso atto di pietà. Se l’ami e lei non ti corrisponde o l’ammazzi, oppure la lasci al suo destino tirandoti un colpo in testa e finisci la sceneggiata, semplice e fattibile con un poco di buona volontà.

Una buona compagnia si basa sulla fede riposta in essa dove impera un cameratismo inossidabile per trascorrere tra persone per bene poche ore che valgono mesi sprecati tra imbecilli imbevuti di fesserie qualunquiste motivate da scemate personali dozzinali. La massa si disintegra in cause perse per mancanza di veri scopi da conseguire con ferme determinazioni in quest’epoca dove gli sforzi stanchi e lenti di pochi smargiassi del caos riescono a vanificare persino i baluardi innalzati per ospitare dei falliti che si danno le arie di piccoli padreterni, mentre, sono solo parte inerte di un sistema che dei parassiti non sa che farsene, falliti in cerca di alleanze per soddisfare scocchi impegni ovvero il solito opportunismo spiccio da due soldi. Almeno il buon senso di nascondersi per non vergognarsi impera sui colpevoli di personali misfatti, detto ironicamente non è un insulto come verità. Naturalmente la propria opinione vale sulle libere espressioni contrarie e nulla cambia delle realtà ormai scritte nella storia degli autori, dove il tempo ha rivelato ad ognuno le rispettive responsabilità. Il tempo, il grande tiranno che porta ogni nodo al pettine diventa l’unico imparziale giudice silente a giudicate l’imputato, sia colpevole o innocente non importa, è la verità che non può essere seppellita.

Caffè ragazzi, scatta in piedi il rigido Josep …. ? Un amaro tuba la conturbante Alekia. Normale per gli altri assatanati ormai sazi di leccornie gustative ingoiate come golosità irrinunciabili.

La sottile pioggerella ha lasciato un freschetto delizioso tanto da mettere in pista da ballo una ventina di arzilli vecchietti in sfrenate movenze danzanti da temere con dolori il giorno successivo e vederli così composti e carucci (leggi patetici) ti viene da piangere pensando ad una generazione che sta scomparendo per diventare quella successiva un movimento da zombi rimbecilliti da droghe ottenebrati dalla pubblica ottusità che castra le masse per ottenerne dei succubi rimbambiti sottomessi e rassegnati come bestioline da governare. Le prospettive sul futuro sono bagni di sangue represso in cadute libere di pura follia collettiva, evviva l’ideologia repubblicana fondata sul lavoro, ovvero per dirla in chiaro; dai allo schiavo soltanto il pane per sopravvivere e le illusioni di spendere tutto il suo guadagno entro la fine del mese, fallo indebitare così lavora oppresso dagli impegni, litigherà con la moglie odiando i figli spendaccioni, ignoranti e presuntuosi in un falso benessere che non c’è.

Come filosofo lo Sven diventa un libro stampato e da buon tiratore scelto ti pianta un proiettile nel cervello solo se l’ascolti ed è qui il pericolo dell’incauto che ne riflette il contenuto, un imbecille potrebbe avere tutte le ragioni sue? Se ti rispondi onestamente sei tra la verità e se passi la mano alimenti la bugia che permane i tragici eventi che viviamo nell’angoscia di un domani imminente.



Con rinnovata enfasi si sbaraccano i tavoli da esposizione rimettendo in ordine regolamentare la piazza ospite, i saluti di rito seguiti dagli immancabili sinceri ringraziamenti fatto con strette di mani e forti abbracci tra membri veri per l’ideale comune, il trionfo dei fatti dove il saper fare incide una realtà innegabile.

Il Gianka smania la partenza e scalda i motori anzi tempo, è un combattente deciso e scalpita nell’impazienza. Saluto Otto Carius con la promessa di un incontro. Idem per il secco MarkoB, uomo dalla sottile intelligenza composto come un incallito conservatore. La stessa intenzione la rivolgo alla Compagnia Vigevano, i due conduttori di camion pesanti. Una strizzata al piccolo Fabio e l’abbraccio all’herr Lavelling conclude i salamelecchi di rito e lo Sven s’infila contento come un bimbo tra le tette della mamma diretto verso casa, raggiunta dopo non poche peripezie dovute alla scarsa interpretazione delle carte di viaggio consultate troppe volte senza l’ausilio di una bussola e mancando le stelle in una notte buia lo Sven ha ricorso più volte all’istinto da piccione viaggiatore, una pratica che consiste mangiandone il più possibile di usare il cervello di questi deliziosi pennuti come organo direzionale.





Personale. Nota s’archivio n° 734.



5-9-011.



flower
Torna in alto Andare in basso
 
Grumello story.
Torna in alto 
Pagina 1 di 1

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
carrirc.attivoforum.com :: IL GIORNALE DI SVEN-
Vai verso: