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 << Operazione "Franca" >>

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Sven Hassel
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: << Operazione "Franca" >>   << Operazione "Franca" >> EmptySab 27 Ago - 21:21:45

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Operazione “Franca”





… destinazione ovest urop … missione licenza premio, lo Sven si adopera al meglio studiando con cura le mappe dei territori da attraversare senza intoppi calcolando la Feldgendamerie come primo pericolo senza dimenticare neppure per un attimo Foltopelo come passeggera imprevedibile.

La pesante Schwers Kraftrad Selerwagen presa in prestito “rubata per l’occasione” a due mitraglieri pivelli dei reparti mobili (la perdita del veicolo porta al tribunale di guerra per incuria del materiale in assegnazione) è la scelta ideale per lunghe percorrenze con tutti i confort appresso a portata di mano, la capacità di carico e l’affidabilità proverbiale l’ha resa indispensabile su ogni fronte e la logica dello Sven sull’indipendenza d’evitare tradotte controllate e sottoposte a continui bombardamenti da parte di IVAN senza perdere di vista il suo innato senso d’avventura, come l’incontro verso sconfinati spazi liberi, è incominciato con l’accurata vestizione e dotazioni di viaggio tipicamente militarizzate … la bussola, oggetto direzionale curioso più pratico del sestante … pesanti stivali germanici chiodati … un paio di pastrani cerati da motociclisti … “Foltopelo infagottata con occhialini/elmetto d’acciaio/maschera antigas/bombe a manico nel cinturone … incazzata come un istrice” … serve rendere l’idea di una coppia demenziale in viaggio verso ovest destinazione Alpi Occidentali … prima tappa la località di Roccabruna sopra Dronero.

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… viaggiare in eventi bellici dove ogni chilometro riserva una sorpresa, incomincia sul primo tornante dove la bussola indica una direzione circolare senza senso rimediata con l’osservazione solare di cui lo Sven è un esperto piccione viaggiatore … i traffici sulle arterie sono particolarmente impegnati di truppe verso il fronte e di deficienti disertori in fuga dall’ordinaria follia perpetrata dal Fùhrer di Berlino in vacanza sul suo rifugio (Il nido delle Aquile) per lasciare lo Sven nel torpore idilliaco senza farsi spazio a ragion veduta con qualche sfoltimento necessario … Foltopelo apre gli intoppi sgranando rosari mortali con la MG di bordo (cadenza 870 colpi al minuto) contro il minimo ostacolo direzione ovest … il caldo è mortale e sotto i pesanti cappottoni impermeabili si suda dannatamente … Foltopelo ha sfilato gli stivaloni chiodati e le grosse calze d’ordinanza appendendo il tutto all’esterno sfoggiando i piedini di fata tutta indaffarata nel laccare le unghie con estrema eleganza … lo Sven a manetta raggiunge la tappa rancio in quel forno di Grano ed Orzo dove per antichi legami sa di poter contare sul ristoro Gavioli noto per l’agnello alla Nutria (una sciccheria per soli intenditori) la calura è d’inferno dantesco, la Kaiser ronfa sorniona derapando elegantemente sull’area rancio infuocata nella bassa novarese … i Gavioli schierati in bell’ordine, sull’attenti e di ottimo aspetto, strappano le lacrime di commozione al vecchio soldato ordinario ormai sull’orlo del collasso per fame arretrata, la magra colazione ingoiata in viaggio fornita dalla dama di cortesia addetta al sostentamento del pilota con un coscia di tacchino, un paio di uova sode, pomodorini sott’olio, tocchetti di grana innaffiati di un bianco verace con una tazza di caffè nero hanno impedito una folle razzia sulla prima “isba” incontrata affamando i poveri IVAN già disgraziati loro stessi d’appartenere a Stalin.



… il Gavioli parte con un assaggino di Sangria annacquata tanto per placare l’arsura sveniana e preparare sui due piedi lo spiedo casalingo per due bocconi di carne saporita scegliendo da dietro l’angolo un agnello a coda lunga finemente all’uopo e per l’occasione da cuocere in allegra compagnia … il problema è nascondere le origini della Nutria a chi potrebbe incontrare dei pregiudizi sulla nobile razziatrice delle rogge che alimentano le risaie del vercellese … ma si sa che lo Sven mangia ogni cosa in movimento senza distinzione di razza badando solo alla finezza degustata se chi ne fornisce il rancio è maestro di banco ……… l’agnello/Nutria sapientemente spezzettato è stato annegato in parte in una crosta di pane cotta al forno con patate e pisellini verdi da ingoiare solo con dell’olio pepato e del vino fresco … una ciotola gigante di pomodori in insalata fa sprofondare l’acida fanciulla sospettosa che osserva la candida carne rosolata di un agnello che non la convince e da donna medita un tradimento culinario senza spiegarne il motivo fin lì.

Lo Sven provato più dal sobrio cenacolo che dal viaggio assaggia una grappetta dopo l’altra da fine intenditore “il Gavioli è un noto distillatore abusivo in grado d’avvelenare chiunque non sappia ingoiare un nettare sotto i 90 gradi” ed una simile gradazione con una temperatura sui 40° porta sul violaceo la tiepida abbronzatura di Foltopelo al colore incendio non appena realizza d’avere assaggiato golosamente una carne da topo gigante …… la “guerriera” Foltopelo tolta la MG dal supporto consuma un nastro intero radendo al suolo con metodica precisione il posto di ristoro completando l’operazione bellica con lanci di bombe a manico e minando l’intera Grano ed Orzo radendola al suolo secondo la logica tedesca che se fai una cosa, la devi fare per bene e se la fai come dev’essere fatta la polvere deve ritornare in polvere … Lo Sven abituato alle coccole veraci di Foltopelo si fa un pisolino tranquillamente stravaccato in una buca soddisfatto d’avere avuto tutta per sé la marmitta di macedonia al rum in barba alle proteste dei presenti, la sua generosità diventa proverbiale solamente se il piccolo languorino allo stomaco una volta soddisfatto gli impedisce un verace cannibalismo … e poi con Foltopelo in preda all’incazzatura neppure un battaglione di cosacchi di Oscar Dirlewanger potrebbero domare la sua delicata furia ( la sua “intellighenzia” non ammette inganni e questo ne fa una vittima di se stessa) in un mondo basato sulla falsità dove l’espressione anche minima di una verità innocente provoca una scontro incredibile tra il pensare una cosa scoprendone un’altra. Lo Sven sa che tutto è solo apparenza e che il pensiero si manifesta solo in tempo presente e che l’attimo successivo ha già lasciato alla storia il precedente … uomo d’arte e di saggezze assapora il suo nirvana cullato dal frastuono apocalittico giostrato dalla pacifica compagna di viaggio indaffarata a livellare con la sega di Adolf gli onesti locandieri …



Foltopelo è una donna fatta senza essere tra l’altro finita e non credo lo sappia o le interessi saperlo, è un’istintiva dotata, anzi molto dotata. Anche se presente abita il suo mondo e se viene appena disturbata nel suo candore ogni suo riccio “foltopelo” si trasforma in aculei pericolosissimi (neppure IDA La Cicciona placida essenza sui 168 chili le tiene il confronto) … ed ecco la viaggiatrice ideale per un timido uomo in licenza premio, quale migliore compagnia se non l’inerme e soave fanciulla ridente e gioiosa pronta in ogni genere di improvvisi sfoghi ilari sull’indirizzo di sorpresi viandanti colti da fischi, urla gaie e sbracciati saluti? La sanità mentale dell’individuo si misura nella capacità d’espellere ogni improvvisa sensazione esplosiva. Comunque sia, non importa di che ordine.

Salutati i Gavioli sempre con le lacrime agli occhi (non senza la copiosa fornitura di bottiglie di grappette al seguito) la Kaiser riprende la pista verso ovest divorando lo sterrato polveroso sotto una cappa di piombo dal colore rovente … i pesanti pastrani impolverati si coprono di grosse gocce calde trasformando la Selerwagen in una mostruosa macchina da guerra sinistra e terrificante … La “seconda” dorme sotto la morchia polvere inumidita dando la spontanea camo in un ambiente molto simile alle steppe soviet …

La morfologia piemontese è ricca di colori stupendi e lo Sven anche se li osserva dietro gli occhialoni d’ordinanza ne sa apprezzare ogni minima sfumatura tra i verdi alberati e le secche gialle mietiture a perdita d’occhio tra filari d’alberi a tunnel in ombre minacciose di un temporale improbabile … solo l’afa soffocante e l’obbligato abbigliamento sono il conforto portato sulla leggera libagione che seguita dalla sana abituale saggezza romana (antica) una sauna benefica sotto l’inospitale tenuta di viaggio, assicura la dispersione tossica su di una immonda sovra alimentazione sproporzionata dalla pessima abitualità d’ingerire alcol …… tutto dipende dalla sovrana esperienza che il vecchio Sven ha accumulato girovagando in Europa per anni, il santo uomo aiutato dalla bussola/sestante, Sole o stelle non conosce orizzonti o mete irraggiungibili se sotto di sé brontola un qualsiasi oggetto in movimento ... a patto che ti trovi in buona compagnia, o vittima sacrificabile, contro obiettivi che se non raggiunti entusiasticamente, loro stessi non vengono da te.





<< Operazione "Franca" >> Noyclf


]… l’altopiano cuneense dopo la Morra e lasciata alle spalle Alba presidiata dalle SS di Peiper comandante sulle province piemontesi, detto anche il Boia delle Langhe, per la sua misurata o spietata esecuzione degli ordini ricevuti … porta all’inevitabile controllo delle teste di Morto con la mezzaluna lucente … la temuta Feldgendarm piantata a gambe larghe sulle vie di maggior controllo … lo Sven occhio di falco tasta la falsa raccolta di documenti nel tascapane e lancia a Foltopelo la mezzaluna d’acciaio lucido da mettere in mostra … i documenti provano i due in transito con missione riservata sotto la firma del maggiore Hinka il Guercio eroe di guerra al servizio del Fùhrer di Berlino in barba su ogni contro ordine fatto da chi sta sotto Adolf in arte Hitler … il massiccio Gendarm dalla faccia da criminale incallito spaletta gesticolando l’alt e lo Sven di proposito frena di misurata abilità ricoprendo di polvere bollente l’incauto che l’ha fermato a suo rischio ... uno sguardo rapido sull’MG gli mostra Foltopelo all’erta con la canna puntata sul colosso impietrito con l’aria da mastino che azzanna la preda …

<< Operazione "Franca" >> 35hmu1l

… pezzo d’imbecille rincretinito, volevi farmi la pelle a me che sono la colonna del Fùhrer, incalza soffiando la polvere dal muso arcigno il Gendarm inferocito … no, risponde serafico lo Sven, se dovevo ammazzarti ora saresti stecchito scemo tedesco, passare sopra ad un bip è il mio passatempo idiota perditempo e se mi sono fermato è solo per cortesia verso uno stupido collega grosso come un bue dal cervello di gallina in cerca di una pallottola che gli raffeddi il cervello bacato … senti, senti, che poeta raffinato mi tocca ascoltare in questo giorno fortunato dove appendere i disertori al più vicino albero con voi due mi darà l’immenso piacere di spedire al creatore un paio di sospetti banditi in marcia verso l’opposta direzione del fronte … lo Sven sputa con precisione centrando in pieno la mezzaluna del mastino di Hitler … ascolta cretino tutto intero, il fronte è a migliaia di chilometri ad est e tu saresti quello che non conosce il fronte ovest? Da dove esci citrullo rivestito a festa in tenuta estiva … che blocchi gli ordini provenienti dall’est dove i tuoi simili si cagono sotto non appena sentono un IVAN in circolazione, fesso levati di torno o ordino il fuoco … il mitragliere non aspetta un solo istante e se fai un piccolo movimento tu con quell’altro scemo sotto l’albero raggiungete il Vahalla in un soffio mortale … l’altro Feldgendarm salta dalla kubelwagen bellicoso sfilando l’Mg a tracolla e si impietrisce dalla raffica che lo falcia a dieci cm dagli stivali lucidi … fermo beota, togli la zampa dalla fondina o il mio secondo ti sforacchia per benino, è un vero specialista in lavoretti chirurgici quindi mettete la testa a posto e facciamo i bravi soldatini educati …

Ma quel cretino sparafacile è una donna … e quel che fate è da criminali da deferire al consiglio di guerra come alto tradimento ….. questo è da vedere e non credo lo voglia dimostrare proprio a te e poi Adolf non fa distinzione alcuna sul personale, basta che sappia ammazzare come si deve …



Tira fuori i documenti di viaggio, libretti personali, di provenienza, ordine di partenza, lascia passare, autenticazioni di controllo, buoni benzina, e tutto quello che ti salva dalla forca, io non mi sbaglio e voi due siete disertori in missione turistica … il mio fiuto da segugio non ha mai sbagliato e poi perché siate bardati con tenute da viaggio invernali con questo caldo … a vedervi siete due pezzenti schifosi ricoperti di fango e polvere incredibili da incontrare … lo Sven sorride a modo suo meditando un tiro mancino ai due fetenti sputando questa volta sullo stivale fuori ordinanza del motociclista ……………… con noi viaggiano tutte le scartoffie possibili da prendere per il culo un reggimento di sfottuta Feldgendarmerie al completo di esperti sulle contraffazioni, e tu cane mastino vuoi farti fregare da un tuo collega per dimostrare la tua efficienza ridotta ai soli controlli stradali e proprio con due come noi arrivati dal fronte di IVAN tutti interi dopo miglia di chilometri a rotta di collo per un’importantissima consegna agli ordini del maggiore Hinka e sai che dico? Non ti faccio vedere un bel niente … avvio la Selerwagen ed il mio secondo ha l’ordine da questo istante di chiudere la partita … Foltopelo ha un paio di bombe a manico sul pavimento pronte per la sicura e le graziose manine sulla MG smaniosa di lacerare il tipico rosario mortale assegnato d’ordinanza … un calcio deciso sul motore pronto all’avvio … velocemente come sa fare lo Sven infila una granata nella camicia aperta del mastino sudato, intanto Foltopelo con cinica benevolenza manda le due bombe a manico addosso all’atro pirla … intanto la Selerwagen schizza a distanza di sicurezza a venti metri girando su se stessa per coprire la ritirata con l’MG … del tutto inutile dopo la carneficina orchestrata a suon di fuochi artificiali … la kubelwagen va in pezzi con i due Gendarm in giornata no per vivere la guerra del Fùhrer in un botto di lamiere e membra insanguinate … i macellai del Fùhrer in fatto d’azioni rapide ed indolori sono degli specialisti e poi interrompere una vacanza senza autorizzazione è un vero crimine punibile con l’aldilà … naturalmente Foltopelo non è d’accordo sull’utilità brutale di azioni in cui l’uso della gentilezza evita lo spreco di munizioni e conforta gli spiriti di fratellanza tra commilitoni amanti delle buone intenzioni … lo Sven sostiene la poesia del piombo come comunicazione solida dove le parole non possono godere di altrettanta efficacia … la donzella inerme replica che l’uomo è un animale sanguinario e lo Sven gli risponde che l’assassina dell’umanità è la stessa femmina che mette alla luce l’uomo per lasciarlo alla mercè di idealisti come Stalin, il Duce e lo stesso pazzo di Berlino … balle, questa è la solita retorica che cerchi di appiopparmi senza riuscirci perché ormai non m’incanti … incominciando a picchiarmi con l’attrezzo leggero sul casco d’acciaio … cosi gli butto una granata a tempo addosso senza sicura che svelta come un lampo butta altrove con una seconda tra le gambe (con sicura) che non trovandola la manda in bestia …. Porco depravato figlio di una madre finlandese, pezzo di merda arrogante, fottuto presuntuoso senza limiti e naturale sadico assassino di brava gente, sbotta velenosa la mite donzella, mentre, sfila dal bagagliaio della Selerwagen una mina anticarro che trascina sulla scena per simulare un incidente casuale capitato a due onesti assassini autorizzati … bestemmiando come il peggior scaricatore di porto senza paga. Foltopelo sa fare bene il suo mestiere e non lascia nulla al caso e chi troverà i resti polverizzati scriverà sul rapporto l’inspiegabile presenza di una mina anticarro dove non dovrebbero esserci.

Lo Sven succhia un pezzo di salsiccia pepata avuta dal Gavioli e scola d’un fiato un quarto di grappa seguito da un rutto bestiale che offende la sensibilità femminea di Foltopelo, che immediatamente lo inveisce dandogli del maiale … lo Sven da signore gli tira un potente calcio sul culo rotondo mandando l’incauta valchiria nella polvere dove prontamente estrae la corta Nagan russa tirando all’impazzata addosso al riparo dove s’è tuffato lo Sven prevedendo la mortale reazione … tutto finisce in una bevuta collettiva e si deve dire che una dolce fanciulla in preda ai fumi alcolici diventa un’allegra compagna di viaggio cantando a squarciagola le più oscene canzoni irripetibili da cosciente responsabile donna finche non crolla in un sonoro russare ... da navigato anfitrione il vecchio Sven sa sempre scegliere il secondo ideale per i suo viaggi d’avventura e poi a chi importa la guerra privata del Fùhrer di Berlino, solo gli scemi che la prendono sul serio sono in giro per l’Europa a sparare a degli altri scemi solo perché portano altre divise … sinceramente, a chi importerebbe la guerra di un altro? A me, da pacifista democratico, se l’Adolfo in persona mi chiedesse l’opinione spassionata su di lui, con il suo completo permesso e libertà d’azione, lo aprirei incominciando dal basso sviscerandolo adagio per aprirlo completamente fino al collo … gli sputerei in bocca rompendo il naso giudeo dell’imbianchino di Monaco con una potente testata, questa azione democratica se applicata ancora prima dei piani d’invasione e prevenendo le dichiarazioni di guerra, lascerebbe intatte le robuste braccia contadine per seminare l’oro della terra, mungere intere mandrie di vacche trovando il tempo indispensabile d’ingravidare torme assatanate di fanciulle vogliose pronte a dare nidiate di virgulti pargoli alla Patria, senza i soliti scontati stereotipi con milioni di cazzuti maschi fottuti da cretini idealisti che ne hanno fatto del concime sanguinolento … la guerra, nessuna guerra ha portato qualcosa di positivo, ogni conflitto ne ha chiamato un altro senza nessuna speranza che l’uomo capisca che vivere non significa morire … questo pensa il vecchio Sven lanciato a spron battuto sulla pista piemontese diretto a Roccabruna.



… il prudente menefreghismo forza spudoratamente un paio di logorroici controlli animati dalla presenza massiccia delle SS di Joachim Peiper in presidio sul Piemonte evitati con fredda determinazione dall’andatura folle dello Sven che guida il pesante veicolo come un ariete da sfondamento … la seconda incomincia ad essere stanca e da poco socievole, a mietitrice mortale il passo è davvero breve, specie se inquisita durante un viaggio premio … le vie di Dronero sono praticamente deserte salvo un cane spelacchiato che abbaia debolmente, con i reparti tedeschi in circolazione la vita è una scacchiera insicura da queste parti … un calcione sul muso del pulcioso animale asmatico lo manda uggiolando contro un palo … disciplina urla Sven, disciplina figlio di una cagna quando passa il III Reich in missione vacanze … bussola alla mano all’ingresso della Val Maira lo Sven calcola le coordinate per salire di quota verso S’Anna di Roccabruna in cerca di una zona franca per passare la notte come un perfetto gentiluomo in compagnia di una dama rispettabile desiderosi di un tetto, un giaciglio con un pasto frugale … poca roba se giustamente meritata e fornita con grazia … la salita rivela un meraviglioso sottobosco da fiaba tra alberi secolari e selva ricca di colori spettacolari che solo chi sa apprezzare la vita interamente può dedicare un’osservazione poetica e particolare verso una natura gratuita e mai avara di generosità in grado di stupire la sensibilità di nobili osservatori … Foltopelo come sempre critica ed allerta scruta tra gli alberi le possibili insidie partigiane accarezzando con destrezza la sega di Hitler spianata come una scure contro inermi alberi … la Kaiser ronfa sorniona sentendo la meta avvicinarsi pregustando un meritato riposo notturno non appena un ampio spazio rivela una costruzione alpina dall’apparenza confortevole lontana dalle faide umane giù in pianura.



Mimetizzata la Selerwagen da osservazioni indiscrete la barbara coppia coperta di polvere e fango rinsecchito si presenta alla giovane locandiera che li scruta con occhio infido e sospettoso accarezzando sotto il bancone il mitragliatore senza sicura … i partigiani non portano divise e la fragile donzella ha già capito con chi ha a che fare, i due bulli criminali sono certamente degli sbandati se non addirittura disertori ricercati anche se portano la mezzaluna lucente delle Feldgendarmerie l’ostessa fiuta a distanza uno spiccato uso della prudenza quando si hanno tra i piedi criminali senza scrupoli … con malagrazia confronta a vista i documenti che il comando tedesco non rimborsa mai e si rassegna a dare vitto con un letto per dormire una sola notte, l’indomani la strana coppia pesantemente addobbata fortunatamente se ne ripartirà. I due sporchi in maniera indecente, carichi di armi e bombe a mano infilate nei cinturoni … la donna si è caricata sulla spalla la pesante MG con due casse di cartucce sottobraccio, l’Mp di traverso incrocia il tascapane rigonfio, la mano sulla fondina aperta sembra decisa a sparare al minimo imprevisto, di sicuro è una pazza isterica con un numero di assassinati sulla nera coscienza. Il vecchio è enigmatico, con una barba lurida e la faccia cerchiata dagli occhialoni sembra un orco bavoso in cerca di giovani prede da scanificare ancora calde … l’ostessa si consola immaginando la possibile partenza l’indomani sospirando disgustata …



… gentile fanciulla vorremmo una tinozza d’acqua fredda per lavarci e rilassare le stanche membra dopo una lunga giornata di viaggio se possibile, uggiula lo Sven … tinozza fredda un accidenti, sibila da sotto l’elmo d’acciaio la vipera Foltopelo, voglio dell’acqua calda e starmene stesa per almeno un’ora senza nessuno attorno o faccio immediatamente una strage incominciando da te, megalomane presuntuoso senza nessun rispetto verso l’inerme femminea presenza che hai trascinato in questo tugurio isolato … mia dolce compagna dubito che questa graziosa dimora possa disporre di confort degni della tua regale presenza e chiedere una tinozza tutta per te è addirittura impensabile, una tinozza in due basta ed avanza e ti concedo dell’acqua tiepida se fai la brava sin …… vecchio porco, sporcaccione incallito, ti piacerebbe la tinozza a due vero? Niente da fare, voglio la tinozza calda tutta per me o ti rovino l’elmetto sforacchiandolo a revolverate … l’ostessa e sotto il bancone con il mitragliatore pronta al peggio, i due fessi sono completamente partiti in una rissa tra calci e pugni senza risparmiare le sedie usate come legname offensivo … tempi duri quelli del 1944 in piemunt.

L’ostessa, benche giovane fanciulla appena, salva la situazione prima di rimetterci l’intera abitazione, sa come vanno queste cose e trovarsi in fumo la residenza per via di due cretini in lotta per la sola tinozza da bagno manda in lavanderia l’arcigna pelosa con tutta l’acqua bollente che trova in cucine indicando al pedante vecchiaccio il ruscello a poca distanza dove avrà tutta l’acqua fredda necessaria per smaltire le paturnie avanzate per sciocchi diritti d’anzianità … la fiera guerriera soddisfatta pedala con grazia verso la lavanderia scaricando tutto quanto l’armamentario addosso allo Sven con il compito di portarlo in camerata, pulirlo ed ordinarlo se vuole dormire senza essere strangolato con un laccio d’acciaio attorno al collo … lo Sven prende a calci il mucchio di armi bestemmiando contro la specie più immonda dell’umanità con propositi omicidi da rimandare non appena se ne presenta l’occasione … la donna è un animale spietato e se catturata le si toglie la pelle incominciando dalle palpebre, scuoiandola adagio spalmando del sale sulla pelle viva per mantenere intatta la forma e conservandone l’ardore per urlare intere giornate … oppure infilarla in una grossa pentola di cucine e scaldarla molto adagio finche l’acqua bollente non stacca la carne dalle ossa … aah, meravigliosa immaginazione, quanto plachi la furia omicida verso il peggior nemico dell’uomo.

… placidamente sdraiato in una pozza del ruscelletto di montagna tra i gorgoglii melodici di vergini acque salubri, dopo un’ora la stanchezza sparisce d’incanto dando allo Sven un pensierino insistente sulla cena ormai prossima … paludato ed altero gronda l’ingresso semivestito come un nobile romano uscito dalle terme dirigendo a passo sicuro verso la camerata dove Foltopelo nel possesso ha già piazzato la MG sull’uscita del bosco, allineato le cassette di munizioni, disposte una dozzina di bombe a manico ed una sacca di granate a portata di mano in perfetto ordine d’ispezione, la guerriera non perde di vista la logistica e sa disporre l’occasionale ricovero nel modo più confortevole possibile e poi ….. e qui la mascella dello Sven sfiora il pavimento si è cambiata per la serata indossando il più femminile dei suoi abiti preferiti, uno schianto da togliere il respiro e nel contempo la voglia irrefrenabile di svestire la pulzella per un’accurata ispezione interna …. Aaaah le donne, essenza del maschio piacer di libido gioir di sana goduria d’infinito oblio tra molle carne di profun soave … dov’ero rimasto? A si, allo Sven in asciugamano da bagno … una poco piacevole visione se non altro pulito e rivestito potrebbe anche passare per un padre benevolo tanto pio da essere scambiato per un uomo monastico lontano dai pruriti della carne e dedito completamente alla cultura spirituale come un santo in cammino verso la sua ultima meta … una coppia agli antipodi direi veramente perfetta tanto potrebbe essere male assortita insieme, eppure tra i due l’uno darebbe la vita per l’altra … meravigliosa incoerenza che porta i misteriosi incontri non del tutto casuali tra due sconosciuti che pure nella tolleranza reciproca si amano odiandosi intensamente … nulla capita per caso e tutto è causato per essere scoperto dagli stessi attori, questa è la vita che regala ogni istante le sue pagine scritte da leggere.



… il cenacolo è sobrio, tipico montano, si cucina nell’ampio camino senza luci alle pareti, una candela sulla tavola e pesanti tendoni impediscono che filtri la minima luce dalle finestre … le incursioni aeree sono frequenti sul cuneese … un profumino delicato arriccia i baffi dello Sven che ammira i riflessi di fuoco sul ramato riccio capello spazzolato che incornicia il musetto imbronciato di Foltopelo che annusa l’anticipo di una serie interminabile di critiche praticamente su tutto … l’amabile donna va capita nel suo peggio “pardon migliore carattere” e poi che te ne fai di una succube dove le va bene tutto? Evviva, una femmina scarlatta perennemente incazzata vale un tesoro per un cerbero indurito che insegue l’impossibile amando l’incredibile e poi la vita va scoperta per quello che ti da senza rifiutare neppure i bocconi amari ed una cena al lume di candela fa tanto amanti in calore tra pareti di ghiaccio e che importa se due elementi contrari in natura si confrontano … la fantesca propone pasta e fagioli oppure polenta nera con selvaggina fresca … niente fagioli, non amo i bombardamenti notturni sibila in uno splendido sorriso … e neppure lui ne mangia, già russa come un T34 imballato, figuriamoci se ingoia un quintale di zuppa. Vediamo questa polenta, mi accontenterò di un minuscolo assaggio tanto per gradire, la sera non mi va di riempirmi lo stomaco, porta dell’acqua e del vino rosso per il depravato e fila veloce che ho fame sorellina, march … minkia, ringhia lo Sven, una vera signora a tavola … zitto cocco bello e prendi il meglio quando capita, forse mi darò al vino questa sera, potrei anche stupirti con arti seduttive … dipende … dipende …… la serata è ricca di promesse, chi lo sa.



… la polenta nera sparì in un batter d’occhio con l’intera cacciagione tra la rabbia dell’ostessa che tentando invano di sottrarre almeno la metà, si prese due potenti sberle da Foltopelo prima che potesse nascondere la riserva di cibo utile il giorno dopo … detto e fatto sparì anche la minestra di pasta e fagioli e le bottiglie arrivarono a tre … un salame intero si sacrificò con fette di pane abbrustolito sul fuoco appena inumidito di olio d’oliva con origano profumato da intingere in una salsa d’acciughe tanto salate da rendere necessaria la quarta bottiglia svuotata tra l’ilarità sguaiata della dolce signora in preda all’irrefrenabile condizione dove la caduta totale delle inibizioni ne fanno la preda preferita del Lupo che rincorre Cappuccetto rosso nel bosco … prospettiva allettante se nonche i due raggiunto il giaciglio e sbarrata la porta si abbatterono disfatti in un sonno mortale interrotto a metà notte da un solo colpo ben assestato contro un gufo rompiballe illuminato da una pallida luna … Foltopelo odia i rumori molesti … ingoiare quantità di cibo alle sera e dormire di conseguenza impacciata, roba da donnette complicate dove lo Sven non mette lingua e da sommo beato si riaddormenta sognando uno stufato di gufo cucinato lento con tante patate arrostite in un bagno di strutto, qualche peperone fritto, un paio di zucchine, mezza dozzina di salsiccette fresche, un’insalata mista abbondante, una pagnotta di farina di castagne con del vinello spumeggiante adatto per la naturale digestione … sogni dorati su misura per l’ascetico perseverante sui digiuni ...sonno cullato in sottofondi orchestrati da profondi brontolii inquietanti manifestati dalla bella addormentata che pure dormendo dimostra la sua perenne ostilità verso qualsiasi cosa tenti di occupare la sua contorna mente ……. Aaah, le donne, che meravigliose creature insicure.



L’abbandono del maniero montano si formalizza soltanto dopo tre giorni cambiando le sorti programmate con cura sul viaggio turistico, Foltopelo scoprì una stanchezza mortale accumulata dopo mesi di stress e prese a dormire il sonno di una morbida marmotta sollevando le membra provate solo per saccheggiare la dispensa dell’ormai inferocita ostessa che nascoste le ultime galline da uova nel bosco il fiuto, dove nulla può acutizzato da una fame patita sul fronte soviet, ha facilmente condotto lo Sven a requisire la diserzione cucinando personalmente un paio di pollastre dopo averle diligentemente riempite di ogni frattaglia scovata in cucina … la cantina dispensa appariva una desolata conca priva d’interesse … le bottiglie svuotate e le botti risuonavano meste … si decise la partenza soprattutto per mancanza di viveri senza però avere diligentemente requisito tutto quanto il mangiabile da usare in trasferta come stuzzichini allietando i chilometri da percorrere verso il Col di Tenda con meta La Brighe in territorio francese ….. lì lo Sven ha come destinazione la frazione di Morignole con la Notre Dame des Fontaines (le sette sorgenti) con decorazioni del Canavesio di pregiate fatture tutte da interpretare per il dramma che nascondono … uomo di profonde culture, mai si dica che lo Sven spenda l’inutile tempo senza nutrire l’intelletto ……. O piacer di vita che piacer in ella sia d’abbeverarsi di saper colto e se donna rincorro lo stesso fo pel conoscer misteri da svelar ….



L’altopiano cuneese è arroventato da una torrida temperatura ed i due viaggiatori hanno scelto la tenuta estiva della Whermacht e cambiato le targhe, tra le maledizioni dello Sven che trova l’Italia fascista un buco del culo insufficiente per nascondere un ago in un pagliaio, la Santa Madre Russia è talmente vasta che passi un anno intero nel turismo continuo senza rottura di scatole, mentre, qui sul suolo piemontese ad ogni bivio trovi chi controlla ogni granello di polvere in movimento, merde germaniche della peggiore specie se trovi le SS di Peiper tra i piedi. Foltopelo si unge di crema contro le scottature, un ottimo sistema per appiccicare maggior quantità di polvere sul grazioso musetto da mangusta pronta allo scatto non appena scorge un cobra in divisa, con il caldo soffocante e la polvere onnipresente ben presto i due sono costretti dagli occhialini a diventare maschere ingessate dall’aspetto sinistro. Qualcosa in sospensione nell’aria allerta i due soldati abituati nel percepire a distanza i guai in arrivo si scambiano occhiate di sospetto, sta succedendo qualcosa, troppi camion carichi di fanterie delle SS ci superano sollevando enormi polveroni da togliere il respiro, i due si fasciano con dei fazzoletti bagnati. Sul bivio per Cuneo sono fermi almeno 30 panzer con centinaia di camion allineati con le fanterie a bordo pronti a muovere. Si riconosce la Divisione Granatieri Corazzati della “Lieberstrandart-SS Adolf Hitler”. Il cuneese è sotto la giurisdizione di Joachim Peiper già soprannominato il Boia delle Langhe per la durezza applicata contro la popolazione e le azioni partigiane, in eccidi del tutto sproporzionati che hanno inasprito peggiorando i rapporti di convivenza forzata. Lo Sven prende la biforcazione di destra verso San Dalmazzo sulla ss 21 della valle Vermenagna forzando il controllo con l’espressione ebete di chi da perfetto idiota non capisce l’intimazione di alt … il secondo riavvita la sicura a tempo della bomba a manico dopo avere obbedito all’impulso automatico del pericolo, Foltopelo funziona sopravvivendo di puro istinto e trova l’associazione per identità dopo anni di scontri corpo a corpo dove ha imparato che il primo che uccide l’altro vive … lo Sven sogghigna sotto il fazzoletto impastato di fango rinsecchito, un secondo di viaggio come lei dove la poteva trovare? Due scemi vivi per miracolo se uno ha della fede oppure solamente sopravvissuti per averne assassinati altri e questo non fa differenza se respiri. Superata Cervasca la solita prudenza consiglia i tratturi di campagna cercando di aggirare San Damazzo di sicuro presidiato dalle SS. Un abbeveratoio invitante sotto un Sole rovente disseta entrambi lavando la polvere dalla pelle dopo una sbattuta d’abiti polverosi … rimetti gli stivali, che razza di soldato del Fùhrer sei a piedi nudi con le unghie laccate di rosso, sembri una gambera nana coperta di peli arricciati … ma ti sei visto ippopotamo svaccato, dove in eleganza potresti assomigliare ad un pagliaccio da circo, lascia in pace i miei deliziosi piedini di fata e lavati anche il collo che è nero peggio del carbone … ehi, arriva un carretto … buona lascia stare l’artiglieria è un povero vecchio contadino. Contadino tua nonna con i partigiani in circolazione e poi sotto il fieno potrebbero nascondersi in mezza dozzina imbecille rincoglionito.

Il vecchio li scruta di malavoglia e tenta di tirare oltre, ma lo Sven lo ferma invitandolo a bere dell’acqua, il contadino è sudato, ma tranquillo e non ha niente da nascondere, mentre, la gaia fanciulla presa la forca a tre denti incomincia a punzecchiare il carico tenendo il mitragliatore pronto … il vecchio la osserva scuotendo la testa mesto. Che vuoi kameraden da me e dal mio fieno e perché il kameraden fraulein prende a forcate il fieno caricato, se voleva farlo rendendosi utile ne avevo un campo pieno se arrivavate prima. La fraulein è sospettosa ed è viva per la sua prudenza, vecchio italico, sei un fascista? Tu kameraden non sei uno scemo ed io non sono fascista, ti basta?



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Ascolta buon vecchio piemuntes, cerchiamo una via agreste per evitare il centro di Dalmazzo, ci puoi aiutare? Se è solo questo che volete ci state sopra, seguite lo sterrato senza deviare nè a sinistra e neppure verso le valli a destra, andando sempre dritti arrivate a monte di Roccavione dove trovate i pascoli e da lì più avanti troverete Vermante e Limone e siete fortunati, perché il Boia ha sfollato tutti i pavoni dorati che se la spassavano in valle per ritornare immediatamente ai reparti, il macellaio sta certamente ordendo uno dei suoi massacri, Dio fulmini l’inviato di Satana, sputando si fa il segno della croce come un bravo giudeo. Tu camerata sei della Whermacht e lei è tua moglie? Chiede il vecchio senza togliere gli occhi dalle unghie dipinte dalla fraulein in calzoni rimboccati con un cespuglio di ricci che il casco d’acciaio non riesce a contenere. Non è mia moglie è un’arma segreta del pazzo di Berlino, li fanno in serie in Germania e le spediscono al fronte come spasso per i maschi … la risposta arriva con il lancio della pala prontamente schivata dallo Sven che con uno sgambetto atterra l’inferocita tenendola sulla polvere con tutto il suo peso senza smettere di scagliare e tentando di estrarre la sua Nagan … calma, calma, niente sinfonia, siamo troppo vicini ai movimenti di truppe per richiamare su di noi indiscrezioni. Tanto me la paghi prima di sera, questo è sicuro. Grazie vecchio sei stato gentile, non sono delle SS di Peiper il Boia delle tua terra di Piemonte, lo Sven gli porge la mezza bottiglia di vino rimasta in segno di pace, il contadino ne tira una lunga sorsata e la rende … Foltopelo rapida la strappa dalle mani e s’ingolla d’un fiato il resto tirando la bottiglia vuota che sfiora la zucca dell’attento compagno. I due si confrontano per un secondo e con un radioso sorriso seguito da un rutto formidabile, la dama s’è presa a modo sua la rivincita … Foltopelo ha il grande pregio di non serbare rancore ai morti e con i vivi di chiudere le partite aperte immediatamente. È un amore di donna, se si ricordasse d’appartenere alla sua specie.


Superato l’abitato di Limone presentando basi di transito false corredate da un documento dell’alto comando firmato dal maggiore Hinka i sospettosi mastini della mezzaluna d’acciaio informano che il colle è libero da ogni controllo salvo la presenza accertata di gruppi partigiani in movimento da settimane. Siete pazzi entrambi se credete di superare il colle senza una scorta numerosa. Hanno attaccato un compagnia di SS bloccata la settimana scorsa e si è salvata solo per l’intervento aereo, fate come volete ma siate gia cadaveri. Foltopelo sì taglie le unghie con l’affilato coltello da trincea e lancia un’occhiata di sfida al mastino della mezzaluna carica di disprezzo. Sven da accorto diplomatico si mette tra i due ringraziando gli aguzzini deciso ad obbedire agli ordini ricevuti costasse di lasciare la pelle sul maledetto colle di Tenda. Detto fatto imballa il motore della Kaiser Selerwagen e parte al trotto verso la salita, non vuole il valico al buio e neppure rogne con banditi italiani che non lasciano vivi chi attaccano. Un’ora dopo l’astuta donna indica sulla sinistra una lunga fila di uomini armati che scendono nella valletta, li ha rintracciati con il binocolo da una buona mezzora tenendoli sotto tiro, lo Sven se ne è accorto dagli spostamenti della MG fissi sulla stessa angolazione, la gattona sì autostima da sola riconoscendosi come un’abile cacciatrice e temendo la posizione migliore per falciare la colonna solitaria ferma il veicolo tra le frasche fuori vista da occhi indiscreti. La belva umana scatta togliendo la MG dal supporto e parte di corsa sul bordo della strada bestemmiando di non avere scelto una posizione migliore … maledetta bestia rincretinita, chi ti ha detto di fermarti qui, li posso inchiodare solo di sorpresa e non certo facendo del tiro a segno … schifoso svedese rammollito ancora 300 metri e me li sarei lavorati con un nastro ben piantato nelle palle dei montanari del colle, sei un fesso guastafeste. Calma ammazzasette, l’ho fatto per toglierci dai guai, guarda sulla tua destra, li ho visti da venti minuti e non sono pochi. Ci hanno visti senza deviare, come se avessero un obbiettivo preciso senza nemmeno un minimo cenno verso di noi. Porca miseria li abbiamo su entrambi i fianchi e sono almeno una trentina sbotta Foltopelo bestemmiando … potevi dirlo sapientone, il solito gasato vanitoso, merda di uomo. Zitta e lasciami pensare, stanno lasciando i monti e sull’ultimo controllo dicevano che le SS hanno abbandonato le postazioni sul valico e se mi torna il conto neppure i partigiani le hanno volute occupare. Qualcosa mi dice che giù nella piana le SS stanno preparando qualcosa di spiacevole a danno dei civili, in basso si mette brutta ed ecco il motivo dei traffici partigiani. Da quel che vedo hanno armi leggere e mitragliatrici, munizioni e sacchi di bombe, sono troppo carichi e ben armati per una semplice passeggiata nei boschi. Non scervellarti grande condottiero o ti scoppia la zucca … dal binocolo ho capito che ci hanno visto, un paio hanno addirittura fatto un saluto osceno … direi di filare alla svelta se volgiamo salvare le chiappe. No. Mancano due ore al tramonto e se altri stanno scendendo a valle restiamo fermi ad aspettare. Lasciamo il resto e prendi l’artiglieria, saliamo lì sopra, è la posizione ideale per dominare la vallata, chi passa lo vediamo. Ehi mi spieghi perché l’MG la devo portare tutta da sola? Forse perché non te ne separi un minuto, e non dimenticare un paio di casse con i nastri. Ma prima metti gli scarponi d’ordinanza se non vuoi rovinare la delicata lacca rossa sulle unghiette nude ….. porco maiale, me lo dici adesso dopo essermi scorticata i piedi sulla ghiaia, maledetto imbecille non potevi avvisarmi prima? Sbattendo tutto a terra in un fracasso infernale la fanciulla ritorna incazzata sui suoi passi per raccattare gli stivali regolamentari veri strumenti idioti pensati certamente da un cretino che di calzature da campo non ne capiva assolutamente nulla … lo stivale tedesco con la suola di legno ricoperta di spesso cuoio per aumentare la durata, sono chiodati con un risultato sconcertante … non si piegano e se lo fanno è perché si è rotta la parte di legno …le incisioni dei chiodi alla lunga lasciano filtrare l’acqua e nel gelo, il piede non riesce a mantenere un minimo di calore … lo stivale tedesco ha decimato le armate del pazzo di Berlino per tutta la durata del conflitto, questo è sicuro.



Occhio sulla strada abbiamo compagnia … sibila l’inerme fanciulla armata fino ai denti raccolta dietro la Spandau 38 pronta allo sterminio. Sono solo una famiglia, stanchi per giunta … sono ebrei, i soliti puzzoni senza fissa dimora … e come potrebbero avere un pezzo di terra in pace se tutto il mondo ce l’ha con loro? Questi lasciano la Francia per l’Italia senza sapere che da qui a Mauthausen non appena incontrano la Feldgendarm sono sfottuti per sempre. Sono dei poveracci senza speranza … ci parli tu o li lasciamo passare? Sento cosa mi dicono del colle e tu tieni gli occhi sui due versanti e avvisa se vedi altri movimenti armati … senza sparare ad una mosca, non voglio chiasso, capito? Ma va a vaffanculo merdoso, con chi credi di dare ordini?

I quattro familiari si impietriscono alla vista del soldato spuntato dal boschetto, terrorizzati dai guai si stringono addosso aspettando il peggio. Il milite avanza adagio con il mitragliatore di traverso sul petto, pare senza cattive intenzioni. Salute viandanti e scusate la mia presenza, voglio solo sapere da dove arrivate e se il colle è sgombro da postazioni armate? Signore, siamo profughi in fuga da Menton dove avevamo un negozio di abiti, ci hanno bruciato la casa e siamo scappati senza nient’altro che quanto vedete, da giorni mangiamo quello che troviamo camminando, se ci ammazzate siete un assassino. Questo lo sono da anni ormai, però sparo sulle divise e non sulla povera gente e se non lo facessi mi troverei nella vostra stessa condizione … lo disse Ismaele a Mosè che ….. lascia perdere i tuoi miti patriarcali e se vuoi un consiglio non parlare da ebreo se volete salvare la pelle … l’Italia tedesca deporta la vostra specie come succede in Francia in Germania e le famiglie sono divise, tu hai due figli, pensa a loro e dimentica le tue strane storielle, dammi retta e rispondi? Chi c’è sul colle? Il doganiere con il vecchio padre e nient’altro. Impossibile, dove sono le postazioni tedesche? Sono sul colle, ma senza nessuno attorno. Partigiani ne avete incontrati? Nessuno ci ha dato fastidi salendo e sul colle nemmeno loro, non abbiamo visto anima viva soldato. Siete passati da Le Brighe, com’è la situazione armata? Non ci sono armati e neppure molta gente, ci hanno dato di nascosto un pane e quattro mele dei nostri fratelli e pregato di proseguire senza fermarci, della buona gente. Vecchio, se davvero erano i tuoi fratelli e buona gente ti avrebbero sconsigliato di marciare verso l’Italia, ma di cercare un buco tra i boschi e sparire dalla circolazione. Non sono un montanaro, non so come dare da mangiare ai miei cari, nei boschi moriremo in una settimana, mentre, a Cuneo il ghetto ci ospita dando aiuti ai pellegrini. Illuso, chi ti ha detto una bugia del genere ha mentito, le SS hanno svuotato i vostri centri e caricate migliaia dei tuoi sui treni diretti oltre confine, destinazione sconosciuta. Lo sconforto ingobbisce le speranze dei poveracci dissolvendo quel poco rimasto di un’illusione destinata in tragedia, nello stato in cui sono non appena arrivano sulla piana sono fregati. Ascolta vecchio ebreo, non scendere in pianura e non entrare neppure in Limone che è stato pieno di ufficiali fino all’altro ieri, cerca un aiuto sulle malghe da qualche montanaro che ha nascosto le sue vacche e cerca lavoro da lui, di che sei un onesto disgraziato francese in cerca di lavoro e non dire una parola sulla tua fede o questa ti uccide, capito? Ma Dio veglia su di noi e …. Piantala, nessun dio esistente potrebbe restare indifferente in questi tempi di carneficine, ingiustizie ed assassini, svegliati vecchio e pensa ai tuoi figli, sono loro il tuo seme avvelenato. Sei duro ed ingiusto soldato, sei senza fede e parli così perché Dio ti ha abbandonato, noi non ti diamo ascolto e conosciamo già chi ci ha parlato nel tuo stesso modo, il mio popolo è stato prescelto da migliaia di anni per trionfare sulla giustizia. Da secoli il tuo popolo l’ha preso in quel posto senza che la giustizia si facesse vedere, fa come vuoi, la pelle è la tua e se porti la tua famiglia incontro alla morte ne sei responsabile. Ora andate, sulla sinistra a 300 metri da qui, nel boschetto c’è la nostra motocicletta, sotto la ruota di scorta trovi un sacco con del cibo, prendi solo del pane, del pollo e del vino e lascia stare il resto e non dire a nessuno che hai parlato con un tedesco, capito? Si signore, e grazie del cibo, Dio te ne renderà merito. Cazzate, il tuo dio neppure sa che esisto. Cammina e salva la pelle ai tuoi, schnell … spaziergang, filate.



… ho ascoltato il sermone, buon padre celeste, se non ti metti a fare il sacerdote da uomo superiore alla specie umana il tuo smisurato ego ne soffre, vero? Maestro Sven, patacca svedese vomitato per errore. Ascolta, serpe tentatrice. Sono un finlandese in vacanza e non sono stato così bene da, quando lo scemo di Berlino mi ha costretto a fare il buon samaritano ammazzando ci ha cercato di farlo a mie spese. Se ti tirassi un colpo in testa nessuno s’accorgerebbe della tua mancanza e la finiresti di sputare sentenze … senti chi parla e poi la voglia di tirarti una pallottola in quella zucca marcia mi viene non appena ti guardo e se non fosse per il fatto che mi viene il vomito a distogliere l’intenzione saresti morto da un pezzo. Fiorellino delicato, se ancora questo non è accaduto un motivo ci dev’essere pure, nella tua abissale ignoranza forse lo scoprirai. Ignorante sarai te, specie di bifolco senza rispetto verso una dama gentile e ben educata quale mia pari e se non la pianti ti apro la pancia con la pala affilata e taglio la schifosa lingua che usi per offendere una madre dell’umanità. Senti, senti cosa dice, quale madre, o hai forse figli sparsi in giro? Scemo stafottuto, se avessi un solo figlio lo avrei sgozzato appena nato, questo è un posto senza speranze per crescere la prole, qui è peggio dell’inferno e solo una pazza penserebbe di procreare altra carne da macello. E poi piantala di occuparti dei fatti miei, impiccione maledetto, perché non inghiotti la tua linguaccia fino a strozzarti, porco svedese o finlandese poco importa, smuovi il culone e va giù a prendere la Kaiser, non ho nessuna voglia di trascinare fin la l’artiglieria …su da bravo galoppa e porta il cavallo di ferro che preparo in campo smontato … fila, filare, via, schnell.



Il colle è ,in effetti, deserto e un solo vecchio seduto vede passare tra il polverone due motociclisti delle SS “Leibstandarte” in piena velocità, il vecchio sputa in ritardo, i suoi riflessi si sono assopiti con gli anni e si limita a stramaledire le truppe d’occupazione che gli hanno ammazzato la moglie e due figli. Ricorda appena l’italietta fascista e l’Abissinia di Hailè Sallisiè e le terribili conseguenze delle stragi con l’Iprite (85 tonnellate sganciate dall’aviazione) seguite dall’impiego di Fosgene e di Arsina contro gli etiopi che inferociti eviravano i prigionieri per rappresaglia. Colonialismo, pensa il vecchio doganiere spuntando nella polvere, guerre di potere, il Duce come Hitler e gli stesi alleati tutta una razza uguale, e poi chi attraversa i mari chiede il conto perché nessuno fa niente per nulla.



Sul calare del tramonto i due raggiungono il villaggio di Morignole dopo avere superato Tende ed ignorato le Brighe, la Val Roja sul versante francese impegna i due viandanti uno sulla guida e l’altra sull’attenta ispezione per non fare cattivi incontri. Morignole è un accrocchio medievale adagiato in una valletta silenziosa con pastori di capre e contadini, alpeggi in quota per le mucche e nessuna traccia tedesca, inoltre è fuori mano rispetto alla ss 28 che sale sul colle di Tenda verso il villaggio di Ormea in territorio italiano. Un posto ideale per smaltire anni di sforzi per sopravvivere e dimenticare la guerra, perché questa ti entra dentro e ti trasforma, sei costretto a diventare un altro che ce in te e non sai mai cosa diventi e se puoi ritornare quello che eri un tempo. Un tempo ero un pacifico insegnante finlandese con 10 educati alunni di madia borghesia educati e puliti con genitori rispettosi che mi portavano doni per accattivarsi i meriti sul proprio figlio, gente in gamba che sapevano come comportarsi con gli insegnanti e sulla disciplina la semplice nota portava una bastonatura da infliggere dagli stessi padri, tutto legale e perfettamente avviato in una buona società che mi avrebbe assicurato lo stipendio e la placida vecchiaia. Troppo bello per essere vero, ci voleva l’imbecille di Berlino a rompere le uova nel paniere, maledetto idiota. Foltopelo, con un piccolo commercio familiare di frutta e verdure com’è finita in divisa è un mistero. Il suo passato è ermeticamente sigillato come una remota tomba secolare. Il riccio peloso accarezza tutto quanto di mortale ha sottomano non appena si interroga l’indiscreto trascorso, off limit, e l’insistenza è a rischio e pericolo con imprevedibili reazioni sanguinarie. La sguattera di locanda che le stava dando della poco donna e più vicina ad un maschio l’altra settimana, si è trovata la mano trapassata dal coltello che l’ha inchiodata sul tavolo e tre denti in meno tra lo sbigottimento dei presenti raggelati dal furore scaturito dall’indifesa figliola. Con la pala da trincea affilata come un rasoio stacca la testa in un sol colpo e tronca un braccio in un lampo, nel corpo a corpo è sottovalutata e questo le da un enorme vantaggio, nessuno potrebbe immaginare in un soldato donna il suo spettro mortale.



Il nostro arrivo genera l’inquietudine tra i villici con sguardi allarmati e sospettosi come mi aspettavo, la macchina germanica è temuta da anni in tutta l’Europa ed oltre i suoi confini. La taverna piccola e pulita è di fronte al campanile come si addice alla gente timorosa, niente telegrafo e la posta arriva da Brighe con un giornale settimanale. Vecchi e giovanotti arrossati dal sole si equivalgono con vecchie e giovani mogli, la guerra non li ha decimati e nessuno si è dato alla macchia partigiana almeno sul colle francese, la Resistenza vuole i suoi partigiani nelle operazioni cittadine e chi ne fa parte è lontano da casa, i maquis francesi sono organizzati dal sottobosco massone e sono delle vere e proprie armate fantasma guidate da un centro di comando e non sparuti gruppi di banditi come gli italiani, certo lo spirito dell’insurrezione nazionale conta come contano di più gli interessi individuali dei capi improvvisati e senza scrupoli che in nome delle partigianerie rubano a man bassa affamando la provata popolazione. Banche ripulite con la scusa di evitare che i tedeschi arrivano prima di loro, ville saccheggiate e negozianti ridotti sul lastrico, mucche sequestrate e ovili svuotati, panettieri ed alimentaristi obbligati a fornire cibo assicurato e le colpe da fare ricadere sempre sulle truppe tedesche … ho visto i soviet fare lo stesso ai tovarisck affamandoli dopo gli incendi dei campi di grano bruciare le loro isbe pidocchiose … in Grecia sul ponte di Perati nessuna considerazione per militi e civili e così nei balcani e dappertutto la pietà diventò un lusso sconosciuto. Merdosa guerra.



… lo Sven ritiene inopportuno e fondamentale che il luogo non sia minimamente turbato dalla presenza tedesca e trovata una capanna vuota isolata lungo il torrente ne fa il rispettoso posto di sosta dopo averne chiesto cortesemente al contadino il permesso per dormirci, il camino con il fienile appartato possono essere degli ottimi confort e non manca l’acqua per il bagno e da bere … cosa succede con la breve vacanza di onesti viaggiatori nei pressi della piccola, ma molto interessante cappella di Notre Dame des Fontaines, lo potete sapere leggendo il reporter (Il mistero svelato di Notre-Dame des Fontaines) in rete da anni sui vari Giornali di Sven con i dettagli del caso.







Racconto breve del tutto immaginario con nota d'archivio n° 721. Proprietà privata in visione su CARRIRC.



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Ultima modifica di Sven Hassel il Dom 4 Dic - 19:15:26, modificato 4 volte
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MessaggioTitolo: Re: << Operazione "Franca" >>   << Operazione "Franca" >> EmptyLun 29 Ago - 9:46:24

Adesso pure illustrato, che figata
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... aggiungerò altre illustrazioni man mano ne usciranno le vignette, dipende dal vecchio Sven modellare le immagini che gli passano per la zucca ...





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