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 Joachim Peiper Story

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Sven Hassel
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Sven Hassel

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Joachim Peiper Story Empty
MessaggioTitolo: Joachim Peiper Story   Joachim Peiper Story EmptyMer 3 Ago - 10:33:55

Joachim Peiper (Berlino, 30 gennaio 1915Traves, 13 luglio 1976) è stato un militare e ufficiale tedesco, comandante delle Waffen-SS durante la seconda guerra mondiale.

Nato a Berlino nel 1915, a 18 anni si arruola nelle SS, divenendo a 25 ufficiale di collegamento delle Waffen-SS come aiutante nello stato maggiore di Himmler. Promosso a capitano partecipa alle campagne di Polonia, Francia e Russia, ottenendo la Croce di ferro di I e II classe.

Promosso maggiore, nel settembre del 1943 alla guida del III Battaglione del 2º Reggimento Granatieri Corazzati della Divisione "Leibstandarte-SS Adolf Hitler" presiede all'occupazione del Cuneese e all'eccidio e alla distruzione per rappresaglia dei paesi di Boves e Castellar.


Nel corso della guerra combatterà nuovamente sul fronte russo e nelle Ardenne, dove il 12 dicembre del 1944 la sua unità si renderà responsabile dell'assassinio di un numero imprecisato tra 72 e 84 prigionieri di guerra americani Massacro di Malmedy. Condannato all'impiccagione, la sentenza fu in seguito commutata in carcere a vita, ma venne liberato sulla parola nel dicembre del 1956.

Dopo essere stato liberato, Peiper si trasferì a Traves, in Francia dove si dedicò alla carriera di traduttore con lo pseudonimo di Rainer Buschmann. Riconosciuto da un militante comunista e denunciato sui giornali Peiper ricevette numerose minacce di morte finché morì il 13 luglio 1976 nell'incendio della sua casa, colpita da bombe Molotov. Gli autori dell'attentato non furono mai identificati ma si sospettò si trattasse di ex-partigiani francesi o comunisti.

………………

Quando Hitler assunse la carica di Cancelliere, il 30 gennaio 1933, era consapevole di non poter far completo affidamento sugli elementi tradizionali della Reichswehr e della polizia per proteggerlo. Di conseguenza emanò assai presto istruzioni per la formazione di una nuova unità armata delle SS in servizio a tempo pieno, la cui unica funzione doveva essere quella di scortarlo in ogni occasione. L'incarico di formare questa unità fu affidato a "Sepp" Dietrich.



rassegna da parte dell'ufficiale di servizio

Al 17 marzo 1933 Dietrich aveva selezionato uno per uno 120 fedeli volontati delle SS perché divenissero il nucleo di una nuova guardia, chiamata SS Stabswache Berlin. In maggio la Stabswache venne ampliata e riformata, prendendo il nome di SS Sonderkommando Zossen, con compiti di sorveglianza e di polizia armata. Il mese successivo vennero reclutate tre nuove compagnie, denominate SS Sonderkommando Jüterbog, e in occasione del congresso del Partito nazista del settembre 1933 entrambe le unità vennero fuse in una singola formazione ricevendo la nuova denominazione di Adolf Hitler Standarte. Il 9 novembre, nel decimo anniversario del fallito Putsch di Monaco, la Standarte prestò giuramento di fedeltà al Führer ed ebbe il nuovo nome di Leibstandarte-SS Adolf Hitler o LAH (Guardia del corpo Adolf Hitler).

Il 30 giugno 1934, la Leibstandarte, e l'unità del Landespolizeigruppe "General Göring", presero parte alla prima attività degna di nota, contribuendo al fallimento del tentativo di putsch di Ernst Röhm, leader delle SA, e partecipando all'assassinio di molti nemici di Hitler nella cosiddetta "Notte dei lunghi coltelli". Il 2 luglio le fucilazioni terminarono, e il primo compito della Leibstandarte ebbe fine: gli ordini di Hitler erano stati eseguiti alla lettera e questo valse un innalzamento di grado a tutti i membri della Leibstandarte che avevano giocato un ruolo attivo nell'affare Röhm.

All'inizio di ottobre del 1934 fu deciso che la Leibstandarte dovesse essere motorizzata: un privilegio raro in un'epoca in cui la maggior parte delle divisioni della Reichswehr si spostavano ancora a cavallo. All'inizio del 1935 il numero di effettivi della LAH aveva raggiunto i 2.551 uomini, divenendo un vero reggimento, e trasformandosi così in un corpo militare a tutti gli effetti. Il 1º marzo 1935 la 5. Compagnia, comandata dall'SS-Hauptsturmführer Wilhelm Mohnke, invase Saarbrücken per ottenere la restituzione alla Germania della regione della Saar. Tre anni dopo, nel 1938, la Leibstandarte ebbe un ruolo di primo piano nell'annessione dell'Austria: dopo aver occupato Linz, raggiunse Vienna dove prese parte alle celebrazioni della riunione dei due paesi. In ottobre prese parte anche all'occupazione dei Sudeti.

La Leibstandarte in guerra


L'invasione della Polonia e l'apertura del fronte occidentale


In seguito all'invasione della Polonia, nel settembre 1939, la Leibstandarte prese parte alla presa di Varsavia ed alla battaglia del fiume Bzura, subendo tuttavia gravi perdite che vennero duramente criticate dall'esercito. Quando nel maggio del 1940 ebbe inizio la Campagna di Francia, la Leibstandarte non ebbe difficoltà ad attraversare l'Olanda e ad assicurarsi nell'avanzata il controllo di molti importanti ponti, fino a Rotterdam. In Francia la Leibstandarte fu duramente impegnata nei pressi di Wormhoudt, e dopo il fulmineo attraversamento della Senna, terminò la guerra all'altezza di Vichy. Al termine della campagna francese, la LAH rimase in Francia per preparare l'imminente invasione dell'Inghilterra, raggiungendo lo status di brigata.

L'invasione di Jugoslavia e della Grecia


Nella primavera del 1941 la Leibstandarte venne trasferita in Romania per prendere parte all'invasione di Jugoslavia e Grecia. Aggregata al 40. Corpo d'Armata, la brigata venne duramente impegnata, non soltanto contro le truppe greche, ma anche contro quelle britanniche e neozelandesi. Dopo aver subito pesanti perdite al passo di Klivi, il battaglione ricognitori delle LAH, comandato dall'SS-Sturmbannführer Kurt Meyer, prese il passo di Klisura, di cruciale importanza strategica facendo circa 11.000 prigionieri. Il 20 aprile il generale Tsolakoglou si arrese a "Sepp" Dietrich, e una settimana dopo Atene cadde in mano tedesca. Alla fine del mese la campagna dei Balcani era terminata. L'operazione Barbarossa





Raggiunto il rango di divisione, la LAH venne aggregata al 54. Corpo d'Armata del Gruppo d'armate Sud nella successiva Operazione Barbarossa. Impegnata nell'avanzata verso la Crimea, venne successivamente dispiegata nell'area di Kiev, raggiungendo in seguito la linea del Dnepr e del Mius e prendendo parte agli scontri nell'area di Rostov. Nel maggio del 1942 la Leibstandarte venne ritirata dal fronte e trasferita in Francia per essere riorganizzata e trasformata in divisione Panzergrenadier, sebbene l'equipaggiamento fosse uguale, se non addirittura superiore a quello di vere e proprie divisioni corazzate dell'esercito. Sempre in Francia prese parte, in novembre all'occupazione della Francia di Vichy e alla presa di Tolone.

Nel 1943 fece ritorno sul fronte orientale partecipando, insieme alle divisioni "Das Reich" e "Totenkopf" alla riconquista di Kharkov e alla difesa della linea sul fiume Donetz. A luglio, sempre con le altre due divisioni scelte delle Waffen-SS, prese parte alle operazioni contro il saliente di Kursk, salvo alla fine del mese essere trasferita in Italia, in ferrovia e senza i propri mezzi corazzati, per fronteggiare la crisi generata dallo sbarco degli Alleati in Sicilia e dalla caduta di Mussolini.

In Italia


Qui, dopo un riequipaggiamento con altri meno avanzati mezzi corazzati e un iniziale dispiegamento nell'area Trento-Verona, l'Oberfuehrer Theodor Wisch pose il comando generale a Salsomaggiore. Divulgata via radio la notizia dell'armistizio fra Italia e Alleati, dopo la mezzanotte dell'8 settembre il I battaglione del 1. reggimento Grenadieren, un gruppo del reggimento corazzato e un reparto del battaglione cacciacarri mossero all'occupazione di Parma partendo dagli acquartieramenti di Felino e della Val Taro. Dopo cruenti combattimenti durati quasi otto ore in numerosi punti della città, la Leibstandarte ebbe ragione della resistenza dei militari italiani. Sempre alle prime ore del 9 settembre trecento effettivi del 1. reggimento Grenadieren, del battaglione cacciacarri e del reggimento d'artiglieria furono incaricati di occupare Cremona, riuscendovi dopo ripetuti sanguinosi scontri a fuoco con reparti italiani (che causarono 31 morti tra militari e civili, e 7 tra le SS), e la conseguente resa del comando di presidio. Nel pomeriggio del medesimo giorno un altro suo contingente completò la conquista di Piacenza, condotta fino ad allora con duri combattimenti da unità della Wehrmacht; nel contempo altre sue unità da Modena si diressero verso Vicenza, dove assaltarono caserme, presidi e aeroporto e li costrinsero alla resa. Contemporaneamente il III battaglione del 2. reggimento Grenadieren, al comando del maggiore Joachim Peiper, mosse lungo il tratto settentrionale della via Emilia, entrò nell'Oltrepò pavese occupando Voghera e si posizionò in Piemonte. Qui il 19 dello stesso mese, a Boves (Cuneo), operò la prima rappresaglia anti-partigiana in Italia, facendo 24 vittime civili e dando alle fiamme 350 case. Fra il 14 e il 24 settembre il I battaglione dello stesso reggimento, comandato pro tempore dal capitano Hans Roehwer, installatosi in località della sponda piemontese del Lago Maggiore tra cui Meina e Baveno, attuò il primo eccidio in Italia di 16 cittadini di religione ebraica. Tra il settembre e l'ottobre del 1943 la divisione fu impegnata in Istria in operazioni anti-partigiane.

Di nuovo sul fronte orientale


Riequipaggiata e riorganizzata a Milano il 22 ottobre 1943 in una vera e propria divisione corazzata, ridenominata 1. SS Panzer Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler" , venne trasferita nuovamente sul Fronte orientale nel novembre 1943 combattendo nelle zone di Kiev e Krasnopol, per prendere poi parte alla liberazione della sacca di Korsun. Alla fine di queste operazioni, nel marzo 1944, la divisione dovette essere nuovamente trasferita dal fronte per essere inviata in Olanda, dove venne nuovamente riorganizzata.

] Lo sbarco in Normandia


Dopo lo sbarco degli Alleati in Normandia, la divisione venne inviata al fronte l'8 giugno, e dopo durissimi combattimenti nell'area di Caen e di Mortain (Operazione Lüttich), venne quasi totalmente distrutta nella sacca di Falaise; i resti si ritirarono in Germania, partecipando alla battaglia di Aachen. Nel dicembre 1944, come parte del I. SS-Panzerkorps prese parte all'offensiva delle Ardenne; dopo i primi successi, gli elementi avanzati della divisione, raggruppati nel Kampfgruppe Peiper, raggiunsero le rive del Meus, ma dovette fermarsi in seguito alla mancanza di carburante.

In Ungheria


Il 18 gennaio 1945 la LAH venne trasferita sul lago Balaton in Ungheria, per tentare di liberare le forze rimaste intrappolate a Budapest, (Operazione Frühlingserwachen). In seguito al fallimento dell'offensiva, la divisione si ritirò verso l'Austria, dove a maggio si arrese in parte agli americani, e in parte ai sovietici.


L'eccidio di Boves avvenne il 19 settembre del 1943. All'epoca, a capo della Panzer-Division Leibstandarte SS "Adolf Hitler" non era Wilhelm Mohnke, bensì Theodor Wisch.
Esecutore materiale della strage fu un luogotenente di Wisch,
Joachim Peiper.
Durante la guerra Peiper si distinse in efferatezza: oltre al massacro di Boves nel 1943, durante la battaglia delle Ardenne nel 1944 le unità al comando di Peiper avevano l'abitudine di uccidere i prigionieri di guerra. Infatti, terminato il conflitto, Peiper fu processato e condannato all'impiccagione. Poi la pena fu commutata in ergastolo. Poi - come le maggior parte dei criminali di guerra nazisti - fu liberato, nel 1956.
Ma il bip ebbe la cattiva idea di stabilirsi in Francia, a Traves nella Haute-Saône, e qui il 13 luglio del 1976 trovò la morte che meritava nell'incendio della sua abitazione appiccato da antifascisti francesi.




Boves è il simbolo della prima strage tedesca in Italia dopo l'armistizio: il 19 settembre sono 24 i morti lasciati sul terreno dalla rappresaglia della divisione SS tedesca Leibstandarte "Adolf Hitler" e 350 le case bruciate. Un secondo eccidio avviene durante il rastrellamento per debellare gli attivissimi partigiani "colpisti" della zona tra il 31 dicembre 1943 e il 3 gennaio 1944: un'altra volta il paese bruciato e 59 vittime tra civili e partigiani.
La Resistenza sarà poi condotta - a partire dall'estate 1944 - da una brigata garibaldina (la 177a) e da una gielle, la Brigata "Bisalta" portando Boves ad una elevatissima partecipazione della sua popolazione alla guerra di liberazione e, naturalmente, ad altri lutti. Per i non invidiabili primati nel numero delle vittime e nelle distruzioni la cittadina sarà insignita prima della medaglia d'oro al valor civile (consegnata nel 1961) e, poi, della medaglia d'oro al valor militare (consegnata nel 1963).

Oggi queste memorie sono conservate sul territorio bovesano e della sua valle Colla, sparsi di lapidi e di monumenti, nonché sotto il porticato del municipio (ricostruito di bel nuovo dopo l'incendio) ove sono custoditi lunghi elenchi di morti nelle "due guerre" (quella fascista e quella di liberazione), le motivazioni delle medaglie d'oro assegnate al paese, la topografia delle morti e delle distruzioni durante le due rappresaglie.
A tutto questo va aggiunta una istituzione di cui Boves ha voluto dotarsi nel 1984 per conservare il ricordo del recente passato, ripudiando per sempre la guerra: una scuola di pace che ha sede nei locali del vecchio municipio, ove, assieme a tanti cimeli è conservata una straordinaria testimonianza - unica nel suo genere - una mostra dei dipinti e dei disegni della maestra di allora di San Giacomo di Boves, Adriana Filippi, che visse tra i partigiani durante i "venti mesi". Tra le 150 opere (oli, pastelli, disegni) si trovano i ritratti di tutti - si può dure - gli uomini più significativi della guerra di liberazione in valle Colla e interessantissime scene di vita guerrigliera.

Boves è diventata in questi cinquant'anni meta di molte visite per questo suo passato.




... il boia delle Lange come altri ufficiali tedeschi forse non meritano delle assunzioni sui nick presi alla leggera e senza conoscere a fondo chi della guerra ne lasciò delle tracce indegne come uomini solo per il fatto d'obbedire a degli ordini ... ma questo è solo il mio personale pensiero.





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