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 La linea retta.

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Sven Hassel
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: La linea retta.   La linea retta. EmptySab 16 Lug - 21:16:04

Personale.

La linea retta.

Evidentemente qualcuno pensò in grande e decise di lasciare ai posteri un segno indelebile, per far sì che eventi molto significativi fossero conservati e ricordati per secoli, questi libri di pietra resistenti, non si sono lasciati abbattere dal tempo e neppure dagli eventi che i secoli portarono su di loro. Non c’erano libri a quei tempi e le uniche pubblicazioni erano di dominio della chiesa, gli scrivani, chiusi nei loro monasteri compilavano a mano opere bellissime ma non vere, il loro lavoro era adulterato dal pensiero ecclesiastico capace di controllare e d’incanalare solo quello che veniva deciso dopo attentissime riflessioni perdurate nel tempo.
Così, questo qualcuno decise di produrre un libro che riportasse un evento di grande importanza e che non poteva essere trascurato e nascosto all’umanità.
Un tempo lontano, ma non troppo, il pianeta si rovesciò cambiando la posizione millenaria per assestarsi in un’altra posizione, quella attuale. I poli magnetici della Terra hanno cambiato la loro posizione innumerevoli volte, questo è un dato di fatto reale perché si sono trovate le tracce lasciate dall’impronta magnetica sul posto, naturalmente un’indicazione del genere resa pubblica dovrebbe, secondo le istituzioni di governo, provocare addirittura ondate di panico incontrollabile e per questa ragione per secoli s’è mantenuto il rigoroso silenzio sulle prove di questo straordinario fenomeno.
Di quest' evento, di come capita e quali sono le ripercussioni sull’ambiente terrestre, ho già parlato altrove perciò in questa sede farò notare come individui capaci di pensare in grande decisero la costruzione di simboli adatti a segnalare un punto senza tradire clamorosamente il segreto mantenuto su questo.
Il primo punto, quello di partenza, lo iniziarono nella città di Alessandria d’Egitto. Perché proprio da quella città doveva partire la traccia che avrebbe indicato ai posteri un punto sul pianeta di una certa importanza? Il punto inizia nel XII° e l’Oriente in quel tempo era preda bellica per l’invasione dei crociniani, ordinata dalla Madre chiesa di Roma, spingersi più a sud oltre i confini della sicurezza non avrebbe portato nient’altro che il rischio di non trovare il sostegno adatto per iniziare un’opera che avrebbe iniziato il lungo cammino fin oltre il Mare Mediterraneo. Quindi, si preferì la città di Alessandria per la sua indubbia posizione logistica e per un altro fatto importante, vale a dire, il primo insediamento Cistercense giunto d’oltre mare stava costruendo la sua sede e questa sarà la prima di molte che seguiranno un percorso che nel tempo indicherà, a chi saprà legger i libri di pietra, il messaggio pensato da una mente a dir poco eccezionale.
I Cistercensi, ordine monastico che li ha visti nelle vesti di monaci guerrieri, fondato da Bernard de Clairvaux, in pochi anni costruirà un numero elevatissimo di Abbazie in tutta l’Europa senza distinzione di confini ed il punto d’inizio delle sue Abbazie, dal Mediterraneo orientale, si fermerà nientemeno che sulle coste paludose della Bretannia. I bretoni, padroni delle terre, conoscono un luogo in completa rovina, un antico mastio romano costruito su di uno spuntone roccioso in mezzo ad un mare infido per il suo fenomeno delle maree, in quella zona improvvise e pericolose per la navigazione. L’Ordine dei Cistercensi ottiene l’isola rocciosa e tra mille difficoltà costruirà l’ultima Abbazia per completare il libro di pietra da lasciare ai posteri.
Molte antiche civiltà apparentemente scomparse nel nulla, hanno lasciato misteriosi segnali d’immani catastrofi, mari che si sollevavano fino alle cime dei monti, piogge di meteoriti infuocati dal cielo, il sole immobile per giorni e dall’altra parte del globo un’interminabile notte che pareva non finire mai, un calendario sinistro inciso sopra un disco di pietra, lasciato dai Maya, indica una data spaventosa, quella di una fine di un era. I Maya, non possono essere stati i testimoni diretti ma si deve supporre che da altri abbiano ereditato il testo preciso del calendario con la precisa data dell’ultimo evento e da questo è ripartito il conto alla rovescia per arrivare fino a noi.
Quindi, nessun stupore, se millenni dopo, un manipolo di saccenti conoscitori in disaccordo con la chiesa imperitura, decide di lasciare lo stesso messaggio dall’altra parte del mondo abitato e bisogna notare che nessun europeo era al corrente del continente d’oltre oceano abitato dalla società Maya, nessuno sapeva di un calendario che indicava un evento globale che aveva sconvolto l’intero pianeta e che avrebbe potuto ripetersi alla fine del conto, il calendario Maya è anche un orologio molto preciso, in grado di prevenire eclissi, e teneva in considerazione la precessione cioè l’inclinazione dell’asse terrestre e le oscillazioni rotatorie di questo.
Bisognerà aspettare secoli prima di ritrovare l’enorme calendario di pietra Maya e per poterlo capire nell’interezza del suo inquietante significato, ma quel lontanissimo evento aveva frustrato l’intero pianeta e lasciati tracce anche nel continente eurasiatico, perciò si tramandarono le tracce prima incise sulle mattonelle di terracotta ed in seguito disegnate su pittogrammi egizi, poi su pelle di pecora e poi ancora con la scrittura cuneiforme sumera per essere riprese dalle società accadiche fino ai greci, forse romani, per giungere tra le mani di un monaco più curioso d’altri e capace di vedere nella rivelazione, la gravità di un terribile segreto capace di distruggere l’intera l’umanità. Bernard, a capo dell’Ordine da lui fondato ne era certamente al corrente e fu probabilmente lui l’artefice che ordinò la rotta sulla quale appoggiare la prima pietra di molte che seguirono.
Nell’Europa sfasciata dalla caduta dell’Impero Romano, dopo i ripetuti saccheggi subiti dallo sfaldamento dei confini e da dove da questi arrivarono distruzioni d’ogni tipo, di cultura n' era rimasta ben poca e quel poco era stato ingoiato dai Principi della chiesa che da sola valeva come saccheggi mille volte le orde precipitate dalle alpi, così dall’Oriente infuocato dalle guerre dei crociniani insieme ai bottini arrivarono tutte insieme le stesse culture in uso ai giorni nostri.
Dall’Oriente arrivarono trattati di medicina, d’astronomia, di scienza, letteratura e un immenso patrimonio di cultura orientale che surclassò di colpo i secoli di dominio romano, arrivò l’architettura che insegnò la costruzione delle splendide Abbazie Cistercensi che ammiriamo chiedendoci come furono costruite con così tanta perizia.
Bernard de Clairvaux fu il promotore dell’Ordine Templare, la definizione di templare è discussa tra “l’edificatore di tempi” o “nei tempi”, oppure “costruttore di templi”, quest’ultima sostenuta dall’Ordine massonico/muratore.
Le Abbazie fondate da Bernard, superano i duecento, e furono edificate in un tempo brevissimo, il costo, calcolato in tempi moderno sarebbe stato spropositato mentre per quell’epoca i fatti parlano da soli e l’intera opera iniziata ad Alessandria d’Egitto, percorre una linea retta perfetta per attraversare dall’Italia l’Europa e poi su fino alla baia di Mont Sant Michel in Bretannia.
Le oltre duecento Abbazie Cistercensi, si trovano distribuite lungo la linea dei libri di pietra, fogli intoccabili e Bernard lo sapeva bene, nessuno e forse neppure la chiesa sospettò per secoli perché questo strano francese, cagionevole di salute, caparbio, intrigante ed instancabile, colto quanto bastò per ottenere tutto quello che volle, decise di costruire così tante Abbazie per il suo Ordine. Passò per un presuntuoso, per un folle che voleva lasciare dietro di sé la traccia del suo nome, invece fu solo un grande uomo capace di vedere oltre la miopia della chiesa continuamente assediata, vessata e odiata dal popolo e dalla nobiltà stanca di pagare tributi ingoiati solo per vaccheggiare ricchezze capitoline mentre la folla degli straccioni rincorreva i grossi topi del Tevere romano per mangiare.
Il moderno ricercatore, facilitato da mille indicativi, da archivi di stato, dal semplice turismo che lo porta sui luoghi, dai libri facilmente ottenibili sull’argomento, può verificare personalmente dove si trovano le Abbazie sul suolo italiano e credo pochi si preoccuperanno di sapere se queste sono in un qualche modo collegate tra loro oltre il fatto d’appartenere allo stesso Ordine. La superficialità umana si accontenta di quel che vede e di quel che sente, il turista in visita ascolta una guida istruita a dire “solo” quello che è rigidamente consentito sul luogo visitato e nulla più.
Personalmente, ho visitato oltre 750 chiese in tutta Europa e quelle che ho potuto in Inghilterra, scoprendo con un sorriso la beata ignoranza delle guide in merito a suggerimenti scolastici tanto ingenui quanto assurdi. L’errore ricorrente è quello di partire da dov’è ordinato.
Il cattolicesimo si consolida a fatica verso la fine del XVI° secolo e è in quell’epoca che incomincia la ricostruzione delle sue chiese, infatti la differenza tra le chiese cattoliche e le chiese di San Giovanni Battista, sono visibili solo a coloro che ne notano la differenza e che esistano due chiese ben distinte fra di loro non credo siano in tanti a saperlo. Ma questo è un altro di quei misteri sotto gli occhi degli sciocchi e gli stupidi si ripetono mollemente nel “sentito dire”, lo trovano soporifero e comodo. L’indifferenza è la causa dell’ignoranza.
Una guida, diplomata, per conservare il suo posto di lavoro, ripete la cantilena idiota dell’informazione adulterata ad arte e di lì non si muove, il pubblico ascolta senza alcuna difesa, perché la sua non conoscenza è pressochè totale sull’argomento, però se fosse partito da casa con un minimo d’informazioni come facevano i viaggiatori d’un tempo ed è proprio da questi che ho assimilato il vizio di partire con un programma molto dettagliato per verificare personalmente quelle tracce sapientemente nascoste nelle chiese che però rivelavano inequivocabilmente i precedenti occultati. Che ne sa il turista dei pavimenti a quadri neri e bianchi, della possibile esistenza di una chiesa parallela a quella di Roma, del perché la statua raffigurata della Madonna vesta in maniera diversa, una da contadinella con abiti semplici di color celeste e bianco (decisi dalla chiesa nel 1624) per eliminare qualsiasi pluralismo individuale da parte dei maestri nell’eseguire opere pittoriche nelle chiese e nelle cappelle (chiamati in quell’epoca, pilastri).
Castel di Monte Sant Angelo, nel Gargano, segna la rotta che risale l’Italia.
Castel Sant’Angelo, il mausoleo di Adriano, a Roma la continua.
Sant Angelo Lodigiano è uno dei punti di riferimento, ogni Abbazia dedicata all’Angelo, che significa: “Il Messaggero”è e diventa la continuità di una lunga linea che segna la posizione di altre fino ad arrivare sul Mare della Manica, a Mont Sant Michel.
Bernard, uomo pratico di codici, usò l’angelo per indicare chiaramente il messaggio che intendeva lasciare all’uomo di cultura, questi sarebbe stato il solo privilegiato nel comprendere le pagine dei suoi libri di pietra.
Il mistero della cappella di Roslyn, è meno complicato di quanto si crede, oltre l’opera intrigante e resa famosa proprio per la sua effimera incomprensibilità, la sua esistenza è dovuta per il desiderio di Sinclair nel segnare sul suo possedimento il proseguo della lunga linea cistercense e delle sue Abbazie indicanti una direzione che va oltre il mare d’Inghilterra fino a fermarsi nella Baia di Hudson, lì, per lunghi secoli il ghiaccio eterno dell’ultimo Polo Nord ha lasciato l’inequivocabile traccia del forte magnetismo assorbito in profondità dalla crosta terrestre.
La lunga persistenza del magnetismo, che caratterizza la formazione dei poli estremi del pianeta, lascia in seguito la sua traccia perenne nelle rocce sottostanti il punto di massima carica, ed ormai lo sanno tutti che i poli sono come (il più) e (il meno) della corrente elettrica, da un lato abbiamo un forte ingresso d’energia e dall’altro assistiamo alla fuoruscita della stessa. Il fenomeno è registrato caricando di magnetite la roccia in prossimità della crosta terrestre.
Con gli attuali mezzi di rilevazione, arrivare alle prove del fenomeno è facile e credo sono state rintracciate abbastanza zone e posizioni di precedenti poli sulla Terra, da impensierire parecchia gente, tanto da portarli a pensare che questo pianeta vagante nello spazio, alla bella velocità di 30.000 chilometri al secondo, non è poi così tanto sicuro come si vuol far credere.
Come cambia la posizione dell’asse terrestre e perché succede, è trattato altrove.
Qui ho parlato dei libri di pietra lasciati in bella vista da un monaco guerriero francese, vissuto nel XI°, e del come non bastino gli occhi per vedere, come non siano sufficienti le orecchie per sentire quello che ti fanno ascoltare.
Sono in troppi quelli che “sanno” per sentito dire e più ”hanno” sentito da altri, maggiore è l'arroganza e l’ascolto che pretendono dall’alto della loro “autorità in materia”. In effetti, molti di loro hanno anche ragione di sostenere un filone, peccato incomincino dove fa loro comodo e mai che facciano lo sforzo raccomandato di tornare indietro un poco sull’argomento, perché basta veramente poco per sbriciolare quel che è stato costruito sull’errore e commettere errori sulla storia umana è un crimine che incomincia nel nascondere tutto quel che si sa su di lui.

Osservazioni personali. Proprietà privata. Archivio n° 199. D.G. 15 Settembre 2005.
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