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 Impatti terrestri .......

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Sven Hassel
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: Impatti terrestri .......   Impatti terrestri ....... EmptyLun 27 Giu - 14:43:40

.Personale.





Impatti terrestri





… le posizioni registrate sul pianeta sulle cadute di meteoriti negli ultimi 7000 anni.







… questi impatti sono la prova sulla nascita di leggendarie catastrofi lette su antichi testi sparsi in tutto il mondo, usate nella maggiore dei casi come giudizi divini dovuta alla credenza popolare che l’umanità fosse dominata da dei residenti negli spazi celesti.

Il deismo troppo spesso è stato ed è tuttora usato, come suggestione collettiva per soggiogare le masse indifese di fronte a qualsiasi fenomeno di natura sconosciuta e come è successo nell’antichità i poteri sul sapere sono stati riservati a caste sacerdotali in grado di “guidare” l’uomo verso scopi talvolta per la sua sopravvivenza e altre volte verso la sua distruzione.

Monumenti curiosi come la macchina di Uriel (l’orologio solare) descritta con cura da Enoch sul “libro della luce” che troviamo a Newgrange sul fiume Boyne datato nel 3200 a.c. con Maes Howe e il sito di Brogard sempre nella valle del Boyne, sono precedenti a Stonehenge e Avebury, mentre nelle Orcadi a Skara Brae le posizioni favorevoli per l’osservazione stellare e sui moti dei movimenti terrestri si potevano calcolare con una precisione eccezionale a detta di quei tempi che la scolastica chiama spesso preistorici solo per dare un credito ad un punto zero sull’umanità del tutto assurdo come cita la storia del popolo ebreo nella sua bibbia.

Lo stesso Enoch precede il Noè di mille anni e questo personaggio medio orientale è portato nelle Orcadi da angeli per essere istruito da Uriel sui misteri della terra.

La comune e diffusa pratica sullo studio delle stelle la si trova in ogni parte del pianeta ed una ragione di doveva pur essere, non di certo si diffuse per hobby ma per una ragione esatta che ora sappiamo, il pianeta subiva costanti cataclismi più o meno devastanti a causa di corpi celesti provenienti dallo spazio … la macchina di Uriel ne poteva prevedere la caduta e provvedere affinché i sopravvissuti potessero continuare la sapienza sui segreti dell’agricoltura, già per strano che possa essere compreso oggi abituati al pronto, nei secoli scorsi il cibo era la fonte più preziosa quanto indispensabile per l’umanità. Questa non era come immaginiamo i miliardi di abitanti del pianeta, nelle Orcadi nel 4000 a.c. si contavano meno di 2000 individui che commerciavano, costruivano i monumenti megalitici abbattendo foreste per consentire il passaggio di colossi di pietra ricavati da cave distanti 700 chilometri trasportati con navi quindi sapevano navigare e costruire navigli, lavorare la pietra, conoscere le nozioni astronomiche, dotate di un orologio, in grado di conoscere la circonferenza del pianeta e la distanza della Luna … prima che Giza incontrasse i faraoni.











… questi pali apparentemente rozzi e semplici possono anticipare le eclissi lunari, stabilire gli equinozi, l’oscillazione terrestre, le ore, lo spostamento della volta stellata, indicare le semine, i tempi di procreazione, ed è solo una parte della scienza racchiusa in un cerchio di pali che un solo uomo poteva originare da solo conoscendo esattamente quello che doveva fare. Per una macchina di Uriel ci vogliono 366 giorni di meticolosa osservazione sul preciso istante in cui nasce il sole sull’orizzonte e sulla esatta posizione in cui tramonta.

Enoch è un mesopotamico e non conosceva nessuna scienza degli dei, infatti, al loro cospetto crolla in ginocchio prostrato di fronte alla grandezza di Uriel dopo essere entrato nella casa di cristallo ... Newgrange è rivestito di quarzo brillante descritto come una fonte luminosa … Enoch nel suo viaggio con gli angeli racconta con le sue parole l’incontro con un’altra gente a lui sconosciuta e descritta con somma riverenza per ritrovarsi in un’altra terra (le Orcadi appunto) dove una profonda cultura si era sviluppata millenni prima della millantata Sumera in cui si vantano le conoscenze agricole come le prime conosciute nella culla dell’Eden ebraico. In Irlanda come in Scozia e per tutta la britannia si trovano siti megalitici diffusi su tutti i territori costieri a prova che civiltà antiche sopravvissute a catastrofi piovute dal cielo si riorganizzarono studiando gli astri in modo di prevenire o almeno contenere altre possibili distruzioni preservando e distribuendo ad altre popolazioni i loro saperi trasmessi oralmente, come l’istruzione data a Enoch per mezzo di Uriel (lo stesso nome El indica divinità angeliche) sempre secondo i racconti biblici e questi si annunciano per una cultura tipicamente ebrea … è come parlare di una popolazione per sentito dire e mai conosciuta personalmente. Certi artisti del 400 dipingevano animali senza averli visti e questi ai giorni nostri non assomigliano affatto per quello che dovrebbero essere. Per secoli hanno attribuito a questi dipinti la vericidità su mostri inesistenti solo perché dettati dalla fantasia degli artisti.

La tradizione orale muta inevitabilmente la forma impossibile sulla duplicazione specie se si pretende di farsi passare come i primi in tutto, com’è stato il piano ebreo di ritenersi addirittura al centro della creazione ed oggi nel pieno delle possibilità sul sapere, sono milioni di milioni i credenti soggiogati da una favola scadente.

I sopravvissuti degli immani disastri temevano la minaccia dei corpi celesti e se oggi possiamo vantare certe conoscenze dovute o accreditate alle moderne tecnologie sono smentite da prove archeologiche di gran lunghi stupefacenti come la ceramica a solco di Skara Brae datata di millenni possibile solo con temperature d’alto forno … ed attorno a Skara Brae non c’erano foreste, però si sono ritrovate nei focolai tracce di legname bruciato, anche qui i commerci interdipendenti indicano gli scambi tra nuclei sociali stanziati lontani tra di loro pur mantenendo variegati rapporti di comunicazione. La costruzione stessa di un grande complesso come quello di Newgrange merita una particolare attenzione, in primis come convincere un numero elevato di persone altamente qualificate tra di loro in un progetto durato molti anni per non dire almeno due generazioni e qui si chiede subito chi provvedeva il cibo a questi lavoratori se non un numero di agricoltori e cacciatori, e si sono trovati nei siti resti di lische di pesci, quindi dei pescatori contribuivano sulla dieta. Il numero di specialisti andavano dai taglialegna, e la legna arrivava da selve lontane o via mare. Di tagliapietre occupati a cavare il fabbisogno sul posto con altri a lavorarne le parti in costruzione, ed in mezzo chi li trasportava sempre via terra o via mare. Sono stati calcolati i metri cubi giornalieri che un singolo uomo poteva cavare e un altro calcolo per un altro uomo che con l’ipotetica carriola scaricava il metro cubo poco lontano, la quantità di cibo per un uomo da moltiplicare per un numero X più salgono i numeri e maggiore diventa l’impegno di mantenimento su organici superiori e più diventa importante un sociale impegnato più possiamo chiederci la motivazione capace di costringere tante persone per tanti anni in simili opere megalitiche. L’innalzamento delle pietre di Stonehenge alte 9 metri e dal peso di 12 tonnellate lascia il suo dire come il cavare i materiali necessari lontani centinaia di chilometri. Si spiega che i siti megalitici furono innalzati dopo la distruzione di siti a palo, dovuto sempre a disastri ambientali e sostituiti in seguito con grosse pietre si pensasse in grado di resistere a terribili onde dove i sopravvissuti potessero in breve riorganizzarsi e ricominciare a vivere.



Asteroide- Comete- Meteorite.



Che cosa succede se un solido di una certa dimensione colpisse il pianeta provenendo dallo spazio?

Tunguska, Siberia, 1908, un meteorite del peso di 800 chili esplode attraversando l’atmosfera disintegrandosi a circa 2500 metri d’altezza devastando 2000 chilometri quadrati di foresta. Questo evento è successo su di un’area del pianeta emersa dall’acqua quasi al confine del circolo polare artico, se l’area interessata fosse stata la più estesa del pianeta e cioè per tre terzi acqua, il disastro planetario avrebbe avuto conseguenze alquanto diverse sulla sopravvivenza umana, sull’ambiente e sull’eco sistema del pianeta. Forse, avremmo avuto l’inizio di una nuova glaciazione.

Un solido penetrando l’atmosfera brucia una gran quantità di ossigeno – azoto, trasformando, esplodendo, grandi quantità di acido nitrico.

L’urto con l’acqua marina sprigiona acido cloridrico e solforico aggiunto a grandi quantità d'acido nitrico per il passaggio attraverso l’atmosfera dovuto alla combustione dell’aria.

Dal fatto che le terre emerse sono una minoranza rispetto agli oceani la probabilità che un corpo solido colpisca acqua sono maggiori, la profondità marina nel punto colpito sarà pari in profondità all’altezza del pennacchio d’acqua sollevato, più il risucchio provocato dall’attenuazione di pressione dovuto al passaggio in discesa del corpo solido.

Lo spruzzo raggiungerebbe il limite dell’atmosfera facilmente portando in quota enormi quantità d’acqua vaporizzata dando inizio ad un lungo effetto serra.

Un meteorite che colpisse l’oceano in un punto profondo 5000 metri, solleverebbe uno spruzzo d’acqua fino a 25.000 metri d’altezza e spingerebbe in fuori alla velocità di 640 chilometri ora una potentissima onda. Un secondo effetto è la profonda fossa vaporizzata sull’oceano capace di formare una parete circolare alta 5000 metri con una pressione base all’incirca di 5000 tonnellate seguita da una seconda onda anomala avente la potenza pari al 60% circa della prima.

La devastante potenza dell’urto raggiungendo la costa potrebbe penetrare la terra ferma per centinaia di chilometri sommergendo furiosamente pianure, valli, città e monti.



Sono state 18 le comete che hanno colpito il pianeta dal 8000 A.C.



7910

7810

7640

7500

7240

7090

6230

6060

5470

4400

3150

2690

1390

1120

260

210





Asteroidi e meteoriti colpiscono in continuazione la terra nell’ordine di migliaia l’anno, nel 1994, 21 frammenti viaggiando alla velocità di mezzo milione di chilometri diretti verso la terra, vennero intercettate dall’orbita di Giove dove si schiantarono, dando le conseguenze di che cosa sarebbe successo sulla terra dopo un impatto. Il diametro medio dei corpi era di 2,5 chilometri.

Ampiamente sufficienti per un disastro totale sulla Terra di proporzioni eccezionali.

Ne sarebbe nato un effetto serra per il super riscaldamento dovuto agli incendi, l’ossigeno esplodendo darebbe inizio ad una reazione a catena nell’atmosfera, mentre, l’acqua vaporizzata provocherebbe reazioni chimiche, combinando enormi quantità di gas in acidi solforosi, cloridrici e nitrati, il fumo degli incendi salirebbe in quota oscurando i raggi del sole, dando inizio ad un costante raffreddamento della temperatura base del pianeta, avremmo un inizio di una nuova epoca glaciale destinata a durare migliaia di anni.





Osservazioni personali. Nota d’archivio n ° 22. Proprietà privata. 14-1-004 D.G.





Segue: le forze endogene sono le dinamiche che hanno origine al di sotto la crosta terrestre. Infatti, secondo le ipotesi più correnti, il globo terrestre sarebbe costituito da tre zone distinte:

A. Una sfera interna chiamata BARISFERA o NIFE avente il raggio di circa 1000 Km. formata da metalli pesanti, Nichel, Ferro allo stato solido, nonostante l’elevata temperatura, a causa delle forti pressioni generate dalle cortecce sovrastanti.

B. Un mantello avvolge tutta la Barisfera con uno spessore stimato di 1000 Km. chiamato PIROSFERA o SIMA a causa della presenza di Silicio e Magnesio allo stato pastoso sempre a causa dell’alta temperatura con corrispondente minore pressione superficiale che le impedirebbe di restare allo stato solido.

C. Una superficie esterna con sezione inferiore di 1000 Km. e temperature modeste nelle cui conche stanno le acque oceaniche, occupata da tutti gli esseri viventi, costituita sopratutto da Silicati di Alluminio e per questo chiamata SIAL o LIITOSFERA.



Enoch era stato condotto in una visita guidata degli osservatori astronomici perchè una cometa era in rotta di collisione con la terra e si prospettava una catastrofe simile a quella avvenuta nel 7640 a.c. , di cui si era tramandata la memoria. Attraverso uno studio magnetostratigrafico del pianeta si è accertato che verso il 3150 a.c. la cometa descritta da Enoch colpì in effetti la terra.

Una cometa di ipotizzata grandezza precipitando nel Mediterraneo non poteva non provocare ingentissimi danni agli abitanti delle regioni. L’indizio che ne prova il fatto rilevante si trova sul principio delle dinastie dell’antico Egitto. Nel suo Chronicle of the Pharaohs, l’egittologo Peter Clayton fissa l’inizio della più antica dinastia egizia al 3150 a.c. e si chiede: ma come mai la civiltà egizia dovrebbe essere comparsa tutta d’un tratto, come un fiore di loto sorto dalle acque primigenie, secondo un’antica leggenda della creazione?

La risposta, potrebbe essere che tutto quel che esisteva prima, qualunque cosa fosse, venne distrutto o deperì talmente che si dovette ricominciare da zero. Abbiamo una comune abitudine di immaginare l’Egitto come un riferimento sull’antichità a noi noto ignorando altre regioni del pianeta sulle quali i nostri interessi ci portano nell’ignorare epoche remote dense di antiche civiltà ben più interessanti rispetto all’antico Egitto. Se la teoria che l’area egiziana subì un’immane catastrofe e dopo il ritiro delle inondazioni dovute al corpo celeste precipitato, i superstiti dovettero ricostruire quello che restava del loro precedente sociale nell’alto Nilo a Nabta, in questo sito si trovano sull’anello una serie di costruzioni piatte in pietra e cinque file di megaliti, in parte eretti, parte abbattuti. Il sito ha la singolare proprietà di ottenere la luce solare perpendicolare sul terreno ed un palo piantato con il Sole allo zenit non ha ombra, una posizione favorevole per una macchina di Uriel per funzioni d’astronomia in grado d’assicurare i tempi propizi per le necessità sociali dei sopravvissuti.

Quello che non si vuole dire e far conoscere al sociale dei nostri giorni è la fatalità in cui il pianeta potrebbe essere nuovamente colpito da frammenti vaganti nella profondità dello spazio con l’effetto catastrofico tramandato e conosciuto attraverso testi antichi facilmente decifrabili, tali da non nascondere i misteri di note società improvvisamente scomparse. Che cosa accadde nel Mediterraneo colpito da una cometa? La descrizione data in precedenza parla di un fondale X e di uno spruzzo X per 5 volte in altezza, con un’onda X capace di una velocità di 640 chilometri ora, ora chiediamoci che cosa è successo nell’intero bacino Mediterraneo con onde sulle coste alte chilometri?

L’epoca in cui si narra il diluvio universale è appunto attorno al 3150 a.c. e si parla di acque capaci di sommergere catene montagnose, la tremenda inondazione ha per forza invaso tutto il medio oriente ritirando in seguito le acque fin giù nel golfo Persico. L’intero disegno costiero perse per sempre i contorni e nulla fu più come prima. La topografia satellitare ha rivelato numerosi alvei di fiumi sul Sahara, un tempo questi fiumi portavano acqua dove ora un deserto di sabbia impera da secoli, queste foreste erano abitate da animali e viverci per un sociale significava avere sia un’agricoltura come una cacciagione e dai fiumi la pesca. L’Egitto come lo conosciamo ora, un tempo era molto diverso, e con lui la mesopotamia intera che le leggende ebree dipingono come l’Eden che ospitò la prima donna con il primo uomo. Da qui si possono capire le metafore usate per tramandare oralmente un’antica regione coperta di selve e foreste verdeggianti con fiumi e città con delle culture socializzate comprendenti gli scambi commerciali, l’allevamento, le pastorizie, l’agricoltura, la navigazione e la conoscenza con altri insediamenti umani in tutta l’Eurasia continentale. Basterebbe accostare un’imbarcazione normanna o vichinga a doppio fasciame per vederne la similitudine con la barca egizia e la stessa barca egizia di canne la troviamo sulle Ande identica alle barche sul lago Titicaca.















Ci troviamo a 3841 metri sul livello marino le sue tipiche imbarcazioni di canne sono copie esatte di quelle egizie, la sua antica cultura parla di dei giunti da lontano via mare che portarono grandi sapienze e guidarono le genti dopo che la terra ribollì per anni fuochi e fiamme con grandi cataclismi di piogge inarrestabili. Sappiamo di cosa succede scaraventando enormi masse d’acqua salmastra vaporizzata a grandi altezze, ne deriva un lungo inverno in cui i raggi solari sono impediti da spessi cumuli di nubi gonfie di piogge monsoniche che per scaricarsi impiegano decenni. Le sue acque sono curiosamente saline nonostante siano alimentate da fiumi che per secoli hanno portato ricambi continui nel grande bacino. Non ha avuto la stessa fortuna il Mar Morto ridotto in una depressione sotto il livello marino di ben 413 metri con acque acide salatissime. Il fiume Giordano non è un emissario sufficiente per alimentare uno dei posti più caldi del pianeta e questa immensa pozza salata è destinata a prosciugarsi quanto prima.

Conosciamo 5000 anni di storia umana documentata con altre prove sul genere umano risalenti a 150000 anni fa … in un solo secolo l’uomo è passato dalla candela all’energia elettrica dove ha lasciato il cavallo per arrivare sulla Luna … e si possono negare civiltà precedenti in cui l’uomo non sia riuscito a toccare le stesse punte d’innovazioni simili e del tutto uguali alle nostre epoche? Non posso immaginare una forma preistorica incapace di essere progredita fino alla previsione di una catastrofe (annunciata) sulla datazione del 7000 a.c. dove 7 meteoriti devastano l’intero pianeta, tra l’altro in era glaciale, senza pensare ad esseri progrediti sulle arti della sopravvivenza. Meno di 4000 anni dopo sono di nuovo alle prese con una cometa che centra i bacino del Mediterraneo (3150 a.c.) ed anche questo cataclisma spazza inesorabilmente migliaia di insediamenti e città abitate, interrompendo di nuovo una crescita sociale progressiva messa in ginocchio.

Se per l’inizio biblico la frase: In principio era il caos. Allora la capisco, le gravi inondazioni avevano spazzato foreste e disegnati contorni costieri mai visti. Questo era lo scenario che l’umanità si trovo di fronte. Decenni di cieli coperti e fitte piogge hanno fatto che le calotte ghiacciate si sciogliessero portando il livello marino a più cento metri … l’intero pianeta subì nuovamente un riassestamento, mentre, i sopravvissuti attraverso le scienze ereditate adagio riscoprivano i tesori perduti. Si spiegano le piramidi completamente diverse come costruzioni rispetto alle successive a gradoni dove un tentativo di emulazione prova un’incapacità architettonica evidente. I successori non equiparano neppure lontanamente le tecnologie precedenti e resta il mistero sulle loro costruzioni. Siamo arrivati a comprendere che l’evoluzione dell’uomo risale ad un’poca assai più lontana di quanto sia accettato dall’opinione pubblica. Esistono le prove concrete del fatto che già 26000 anni fa in Europa esisteva un’economia manifatturiera ed è evidente che le strutture megalitiche europee sino anteriori alle città create dei sumeri e dagli egizi. La civiltà non procede in modo lineare e progressivo, talora si ferma e arretra di dinanzi a immani catastrofi. Dalle documentazioni geologiche si ricavano informazioni che la terra è stata colpita due volte: prima del 7620 a.c. poi nel 3150 a.c.

Il libro di Enoch, di cui si era perduta ogni traccia fino al XVIII secolo, narra la storia di un uomo al quale un gruppo di persone dotate di conoscenze astronomiche avanzate, i cosiddetti vigilanti, avevano annunciato gli effetti nefasti di una collisione di una cometa, istruendolo di tecniche di sopravvivenza. Fin qui si parla di Enoch come personaggio tratto dalla genealogia ebraica come di un prescelto tra le genti, in effetti, come a questo individuo anche per altri personaggi sparsi sul pianeta pare sia toccata la stessa sorte in quanto numerose leggende parlano di esseri venuti da lontano con straordinarie capacità di comando per mettersi alla testa di popoli. Se ogni leggenda possiede una parte di realtà, tutte quante parlano di semidei e di uomini dalle conoscenza avanzate che portarono un sapere sconosciuto alle popolazioni primordiali.

Hai giorni nostri ricostruire i sacri libri antichi se letti con una chiave dinamica e realistica basata sui fatti conosciuti, tolte le allegorie interpretative per fini di poteri, si evince con semplicità come dovremmo reagire di fronte ad un fatto inarrestabile come la caduta di un corpo celeste.

Sicuramente, come dev’essere successo nell’antichità, la popolazione è stata tenuta all’oscuro per impedire ondate di panico incontenibili. La fine per le città costiere si da per scontata. Le intercomunicazioni planetarie saltano isolando continenti e nazioni. I sopravvissuti alle ondate alte chilometri anche se risparmiati si dimezzano nello stretto giro di pochi mesi, il principio imperativo diventa “sopravvivi” le famiglie si spezzano, un numero elevato si suicida, i vecchi abbandonati ed i bambini non servono in condizioni estreme. La semplice acqua diventa avvelenata dalle evaporazioni di acque marine salate dando origine a piogge acide con forti percentuali di acido cloridrico, i raggi solari oscurati e senza ultravioletti sotto un cielo di piombo le culture sono impossibili. Si saccheggia ogni risorsa di cibo, bande organizzate controllano i magazzini e gli approvvigionamenti di qualunque genere di soccorso. L’economia come l’abbiamo intesei, soldi e forniture in catene di montaggio sparite, si vive per anni ed anni alla giornata … una popolazione globale di 7 miliardi d’individui ridotta del 50% per l’inondazione, l’altra percentuale cala in brevissimo tempo di un altro 50% il restante si dimezza di nuovo in un solo anno di distanza dal cataclisma … circa 8.000.000 d’individui sparsi a latitudini estreme si troverebbero a lottare con un inverno nucleare lungo perlomeno decenni, tra piogge monsoniche, abbassamento delle temperature, una probabile glaciazione e questo succederebbe compresso in un arco di tempo spazio compresso, diciamo in un anno, con individui di memoria storica e pratica con nozioni di sopravvivenza assolutamente nulle o quasi. L’uomo così com’è impreparato, non ha grandi speranze di potersi adoperare con successo fingendo che da un giorno all’altro può isolarsi per continuare tranquillamente a vivere, il primo inverno stroncherebbe la metà di un nucleo campione. I gruppi numerosi si dovrebbero separare per occupare zone di protezione dividendosi in non più di una dozzina di persone, è più facile trovare cibo per pochi che trovarlo ogni giorno per centinaia di bocche affamate. Gli abiti medesimi dopo qualche mese senza ricambi penalizzano la salute, a piedi nudi l’attuale umanità non ci cammina. Gli ammalati diventano incurabili. Grazie allo stato di un progresso raggiunto perso di colpo, i nuovi sopravvissuti si afflosciano su loro stessi nell’incapacità di trovare uno scopo per continuare, troppo abituati a quanto hanno perso si rassegnano all’abbandono totale (lo vediamo sull’incapacità artistica di fronte alle maestose opere di autori scomparsi, i pittori d’oggi sono solo l’ombra di un’arte persa) è un esempio minimo, ma chiaro sulla psiche umana e sulle ridotte capacità di risalire chine inclinate.

Una nazione battuta incontra scopi e stimoli per ricostruire un sociale perduto, ma non è in gradi di fronteggiare un catastrofismo mondiale di portata difficilmente immaginabile.

I costruttori delle opere megalitiche irlandesi possedevano nozioni sociali avanzate ben prima di incominciare le costruzioni mesolitiche sulle loro terre, una società che investe sulla ricerca stellare e da inizio a costruzioni di siti imponenti è ampiamente strutturata sulla diversificazione dei compiti da assegnare ai vari comparti … concentrare un certo numero di individui specializzati su di una costruzione impone una logistica sugli approvvigionamenti giornalieri di materie prime ben organizzati e con un numero altrettanto di individui impiegati sullo stesso progetto, quanto per dire che una Stonehenge, o la costruzione di Newgrange finiti, sono stati realizzati non da cavernicoli disorganizzati, ma da insediamenti stanziali sul territorio con legami di commerci e scambi culturali con altre civiltà.

In una località chiamata Catal Hùyùk, nella provincia turca dell’Anatolia, l’archeologia ha portato alla luce un città che si estendeva su di una superficie di circa 130.000 metri quadrati. Si calcola che un tempo potesse avere avuto una popolazione di 7000 persone. Era una città costruita con tecniche sofisticate: le case terrazzate, a pianta quadrata, avevano il tetto piano, sorretto da strutture lignee e dotato di porte di accesso che consentivano di utilizzalo come veranda. Si è scoperto che doveva essere un centro importante per la lavorazione dell’ossidiana e dei manufatti da lei derivati. La città disponeva anche di infrastrutture agricole, basata sulla coltivazione dell’orzo e del grano e sull’allevamento bovino. L’esame sui cumuli di rifiuti rinvenuti risultavano avanzi di animali selvatici come dieta fornita da cacciatori. Il livello qualitativo dei manufatti recuperati nel sito turco, tessuti di lana, gioielli, utensili, vasellame e specchi di ossidiana, era altissimo.

Evidentemente gli artigiani della città esercitavano con grande perizia i loro diversi mestieri. Di certo, per condividere una così elevata professionalità, che implicava una suddivisione e specializzazione delle varie attività, dovevano aver dedicato alla fabbricazione di manufatti la maggior parte del loro tempo. Ma anche i molatori di specchi dovevano mangiare e quindi dovevano avere la possibilità di ottenere generi alimentari in cambio dei loro specchi. Una simile specializzazione fa pensare inoltre che vivessero in una società pacifica. Le comunità costrette a combattere per sopravvivere non possono permettersi il lusso di artisti e artigiani dediti alla produzione di articoli non di prima necessità, come i gioielli e gli specchi.

La cosa sorprendente di questo sito è la sua datazione. Fiorì tra il 7000 e il 6000 a.c. ossia il tempo necessario, dopo la caduta della cometa del 7640 a.c. perché nuove forme di civiltà cominciassero a rinascere, a patto che si fossero conservate determinate conoscenze.

Prima nasce l’agricoltura, poi si formano e città. Il presupposto su cui si fonda il dogma è che in epoca preneolitica i cacciatori vivessero soltanto in piccoli gruppi autosufficienti dal punto di vista economico, nell’ambito dei quali si procuravano il cibo e si fabbricavano le armi, gli utensili e gli altri manufatti necessari. Soltanto dopo che alcuni di questi gruppi primitivi imparassero a coltivare i cereali e ad allevare bestiame - così si presume - sarebbero nati i primi insediamenti stabili, abitati da comunità stanziali, e soltanto in dopo che i villaggi furono costruiti si sarebbero potuti verificare fenomeni come la divisione del lavoro di tipo organizzato, la realizzazione di imprese economiche su larga scala, un’organizzazione della società in base a regole complesse. Solo così si suppone che siano tali progressi, abbinati all’eccedenza di generi alimentari dovuta alle pratiche agricole, ad aver reso possibili le città.

Tutto questo significa solo una realtà inconfutabile che prova delle civiltà progredite prima di essere state spazzate via da una catastrofe planetaria. La vera storia dell’uomo è antica di milioni d’anni e si vuole far credere che si sia sviluppata in un soffio divino tra fedi adulterate e religioni bugiarde, mentre, una realtà ben più dura d’ingoiare si trova di fronte a noi come una spada di Damocle.



Facciamo una scala di datazioni a partire dalla cronologia sulle scoperte:



2.600.000 a.c. Fabbricazione dei primi utensili



180.000 a.c. “Eva mitocondriale”

115.000 a.c. Primi uomini moderni

26.000 a.c. Prima fabbrica di ceramica conosciuta

25.000 a.c. Scompare il neandertaliano



Sostenere che l’umanità sia nata per un volere divino per opera di un creatore è tale come allegoria descrittiva a secondo la scarsa conoscenza ebrea di abbracciare il completo saputo di quei tempi e se consideriamo la pratica nomade in ampie zone desertiche la possibilità d’incontrare altre fonti d’informazioni si riduce ai periodi di cattività vissute a Babilo e passati in terra egiziana. Proprio in Egitto scoprono di non possedere nient’altro che un passato senza storia, senza testi che lo descrivono, senza nessun libro sacro, senza tutti quegli dei che invece hanno incontrato da altri popoli. I capi tribù delle fazioni ebree decidono di eleggere un loro dio e non contenti inventano addirittura la creazione del mondo. Un dio assoluto ed unico non poteva bastare per degli ultimi arrivati. Non solo la presunzione urtava offendendo significativamente ogni altra cultura sacra, ma l’assurdo principio è stato partorito e portato avanti con una tenace caparbietà da essere tutt’oggi ritenuto una verità.



E qui ricordo una frase felice detta da Hitler: una bugia se sostenuta con forza nel tempo finisce per diventare una grande verità.



16.000 a.c. La Scozia coperta da ghiaccio

11.000 a.c. Le Orcadi separate dalla Scozia per l’innalzamento del livello marino

10.000 a.c. La Scozia libera dai ghiacci

9000 a.c. A Loch Lomond ancora tracce di glaciazione

8075 a.c. A Stonehenge vengono impiantati i primi pali per il rilevamento a vista

7640 a.c. Caduta della cometa esplosa in 7 frammenti

7500 a.c. Comincia l’agricoltura

7100 a.c. A Stonehenge sono impiantati nuovi pali da rilevamento

6500 a.c. La Scozia h un clima più mite e attira nuovi insediamenti

6000 a.c. il mare del nord sale di livello

6000 a.c. Insediamenti di Islay, Jura, Arran, Oban e Loch Doon

5500 a.c. Inondazione del mar Baltico

4900 a.c. Il lago di acqua dolce di Skaill invaso dal mare diventa la baia di Skaill

3930 a.c. Costruito il terrapieno di Maes Howe

3600 a.c. Costruita una casa a Knap di Howard

3500 a.c. Sulle Orcadi si insediano comunità che producono generi alimentari



Erroneamente trattiamo la storia dell’umanità partendo dai riferimenti biblici come ci è stata data come imposizione sottraendo ogni altro riferimento antico ricevuto da atre fonti d’informazione, tanto da collocare principalmente la Grecia, l’Egitto ed il periodo romano eliminando di colpo ogni altra civiltà conosciuta sull’Europa. Degli Etruschi che hanno preceduto i romani non si spende più di quel tanto, eppure segnano un periodo di grande impronta civile. La più antica civiltà è attribuita ai sumeri, questi compaiono con tutto l‘apparato moderno necessario per sopravvivere, conoscono la scrittura ed il calcolo, la lavorazione dei metalli, i sistemi d’irrigazione e l’agricoltura, la proprietà degli allevamenti e sanno addomesticare animali selvaggi, costruiscono città, sono padroni dell’architettura, e conoscono le stelle sostenendo il Sole come centro del sistema planetario. Sanno di un tredicesimo pianeta distrutto e fissano uno zodiaco sui restanti dodici pianeti. Conoscono la misurazione della Terra e la distanza esatta della Luna. Possono prevenire le eclissi e la caduta di frammenti dallo spazio profondo … hanno avuto 100 anni per sapere che una cometa poteva colpire la Terra. E tutta questa conoscenza appare d’improvviso in Mesopotamia nel 3250 a.c. da dove arrivò questa civiltà e perché si insediò in Mesopotamia, un luogo conosciuto da noi come un deserto di sabbia e pietrami? Ma siamo completamente sicuri che la Mesopotamia 3250 anni prima del punto 0 segnato dagli ebrei, non fosse una terra lussureggiante tale da attirare popolazioni dal nord europeo in migrazione verso latitudini più ospitali?



3250 a.c. I sumeri arrivano a Sumer

3215 a.c. Si costruiscono le prime case di Skara Brae

3200 a.c. Newgrange costruita e funzionante

3150 a.c. Cade una cometa nel Mediterraneo

3020 a.c. Comincia la costruzione dello henge di Stonehenge

3895 a.c. Costruzione di megaliti centrali di Stannes

2820 a.c. Costruzione dell’edificio di Maes Howe

2700 a.c. Costruzione del sito di Silbury Hill

2700 a.c. Nell’odierno Iraq si costruisce la prima ziggurat

2700 a.c. Fine dell’antico regno di Egitto

2655 a.c. Abbandono del sito di Skara Brae

2650 a.c. Costruzione della prima piramide di Saqqara

2650 a.c. Fine del regno di Gilgames

2630 a.c. Cheope diventa re delle due terre d’Egitto

2600 a.c. In Perù si costruiscono i primi grandi tumuli templari

2500 a.c. Costruzione delle pietre erette di Avebury

2000 a.c. Il clima della Scozia settentrionale comincia a farsi rigido

1200 a.c. Declino demografico in Scozia, probabile pestilenza oppure piccola glaciazione

1159 a.c. Eruzione del vulcano Hekla: per un decennio il clima estivo peggiora in Scozia

1020 a.c. Saul diventa il primo re d’Israele

972 a.c. Salomone costruisce il tempio

539 a.c. Si comincia a costruire il tempio di Zorobabel

155 a.c. I sacerdoti zadokiti si trasferiscono a Qumran

7 a.c. Nascita di Josua ben If detto il Gesù

0 Inizio del punto zero



Il re assiro Assurbanipal, così affermava in un'auto – celebrativa iscrizione: Comprendo le enigmatiche parole incise sulla pietra fin dai giorni che precedettero il diluvio.



In realtà, in tutta la letteratura dall’antica Mesopotamia comparivano qua e là riferimenti sparsi a un diluvio che aveva sommerso la Terra. E allora cominciarono a domandarsi gli studiosi vai via che si imbattevano in riferimenti di questo tipo, non poteva darsi che il racconto bilico del Diluvio universale non fosse in realtà un mito o un’allegoria, bensì la ricostruzione di un avvenimento realmente accaduto, un evento noto non soltanto agli ebrei?

Facile dirsi con l’apertura culturale o la semplice conoscenza a buon mercato, data dal progresso sull’informazione (basta pensare agli ultimi decenni che hanno rivoluzionato certe credenze obsolete che resistevano da secoli) che tutto questo è del tutto accettabile con naturalezza.

No e non lo è affatto. La larga credenza di fede ritiene e preferisce credere al sapere di una chiesa eretta soltanto un paio di millenni fa su una serie di menzogne ereditate da un popolo bugiardo che a sua volta si è inventato una colossale bufala.

Diluvio o alluvione, inondazione o immense piogge, sono descrizioni di fenomeni realmente percepiti sulla storia dell’umanità. La parola fondamentale che li unisce è più importante e significativa, ed è: universale. Il fenomeno è descritto con il termine più grande conosciuto. Quanto accadde colpì ogni luogo del pianeta. Non riguardò la sola terra d’Israele, la Giordania o la Mesopotamia. Non fu nessuna collera divina perpetrata da un dio folle tutto di stampo ebreo (tanto il loro dio Yhawè è eletto come quello delle guerre, quindi aspettarsi un divinità buona e cortese, non si può) solo una dio violento, vendicativo e crudele vuole la distruzione dei suoi figli idioti. Gli ebrei si sono maledetti da soli soffocati da una grande bugia. Oggi si parla dell’Olocausto come di un fatto recente. Lo sterminio degli ebrei cominciò nel 200 a.c. per opera romana e continuò con la distruzione del tempio e la Gerusalemme rasa al suolo e dimenticata per mille anni. Lo stesso tempio di re Salomone fu distrutto con il popolo schiavo, vessato e decimato per secoli. E la causa è sempre la stessa, quella di sostenere una balla.

Personalmente ho imparato che una qualsiasi verità non necessita di alcun sforzo per sostenersi da sola. Al contrario, una bugia dev’essere continuamente alimentata e sostenuta da grandi quantità di sforzi per reggersi i piedi. Osservate una causa con attorno dei millenni o solo centinaia di anni di sforzi, eccidi, guerre, carneficine, bagni di sangue umano e scoprite con facilità che attorno a tutto questo immane sforzo collettivo alberga almeno una bugia. Tra le religioni più sanguinarie, la cristiana è la più nata. E’ nata insanguinata come principio, e si è trascinata per secoli decimando l’Occidente trascinando il crollo dell’Impero romano in cambio di un Sacro Romano Impero altrettanto dispotico che affondò il meglio rimasto dando origine ai secoli bui medievali. Ogni parvenza di culture di altre civiltà furono occultate per sostenere la balla della creazione divina (l’unico dio) e la ferocia non conobbe limiti nello sterminare chiunque fondasse la sua credenza altrove. Il catarismo fu distrutto completamente come una peste immonda, l’eresia Catara era una verità evidente, nessuna arma pesava nella loro mano contro gli eserciti del Sacro Impero.

Detto questo, si capiscono molte cose sul trascorso dell’umanità a posteriori.

2.600.000 anni fa, l’uomo costruiva utensili. O qualcuno comunque in grado di ragionare per sé. Certo, oggi possiamo osservare primati che frantumano noci con grosse pietre. Molte speci animali si procurano il cibo per mezzo di utensili. Ma nessuna specie animale ha mai lasciato prove di misurazioni così esatte come quella umanoide.

E’ chiaro un disegno volto a nascondere un trascorso sofferto sul pianeta, corpo celeste soggetto ad interferire nel suo viaggio nell’Universo con altri corpi vaganti. Da questo scopo protettivo ( chiamiamolo anti-panico) a farne l’uso personale sul controllo di masse sopravvissute ne passano di onestà taciute in favore a miti e leggende usate come mezzi coercitivi a danno di uomini liberi.









.nota d’archivio n° 785. Proprietà privata. Osservazioni personali. Maggio 14-2001.



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