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 In molti lo fanno ......

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AutoreMessaggio
Sven Hassel
Generale
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Sven Hassel

Località (indirizzo completo) : Canzo
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In molti lo fanno ...... Empty
MessaggioTitolo: In molti lo fanno ......   In molti lo fanno ...... EmptySab 11 Giu - 19:23:38

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In molti lo fanno, io no ….. dare aria alla bocca.


Il principio della comunicazione inizia dal titolo. Il topic attira l’attenzione da come lo presenti, ancora non sai l’ombra del contenuto, eppure qualcosa ti suggerisce di leggerlo.

Nessuno è obbligato, anzi, fatemi una cortesia davvero riconoscente: non leggete oltre.

E’ un meccanismo provocatorio. Nessuno sa resistere.
Frequento da anni i siti su interDET (una platea di folli sfaccendati in cerca di distrazioni) una semplicissima funzione meccanica presa da molti come un sacrario in cui proiettarsi per DIRE.

Detto questo, dire è come ascoltare. Niente di speciale per una razza pensante “ho usato la parola razza e non specie) già, ma che importa se per molti fa lo stesso. L’uso della parola non impone di conoscere il significato intrinseco (non significa nascosto, vuol dire sapere l’uso esatto su quello che si intende comunicare) ed ecco il punto interessante, dove molti si cimentano dando sfoggio di “intuizioni folgoranti”. Sono saggi di rara intelligenza espressa con molta velocità dove si dimostrano con uno zelo perfetto nell’apparire stupidi. (uno stupidi è colui che si ripete) Non è un insulto.
Non avete mai avuto a che fare con persone che mangiano la risposta? Mi spiego; tu tendi dire una cosa e l’altro ha già capito tutto. Tu inizi un discorso e l’altro è già sulla conclusione? Risultato, tu intendi una cosa e l’atro, non solo non ha capito un accidenti, ma peggio ancora arriva a conclusioni idiote. Causa?
Sono diverse, e sono motivate da insufficienze croniche. L’inizio, perché ogni sintomatologia ha un punto di causa per produrre effetti nel tempo. Incomincia con la difficoltà di sapersi affermare nel gruppo. La vittima di se stesso è il primo a correre ai ripari. L’individuo assume dati per imitazione, deve assimilare da altri e facendolo si accorge di gravi ritardi di risposta. Capisce di essere un “secondo” … freme nella scoperta di diventare l’ombra di altri … è anche un incerto, un insicuro ….. uno che pensa troppo e questo lo porta a precipitare qualsiasi risposta gli passi per la testa … non analizza, spara a zero.
Appunto, dice. Ha detto!
E chi dice, precipitosamente, da incerto come da insicuro, non è in grado di sostenere quello che a detto.
Ne deriva un perfetto immaturo. Uno spasso in cattedra.

Possiamo immaginare un comandante di piroscafo con le caratteristiche descritte?

Le ricordo: questo condottiero di anime è un insicuro, dotato di incertezza il che ne ha fatto un immaturo. Un capitano di barchette di carta, insomma.
Quanti ne ho incontrato e continuo la collezione come passatempo? Un hobby davvero strano, direbbe qualcuno? Mai impiegato del tempo utile ben speso come in questi incontri. Sono i peggiori esempi che destano l’interesse dell’osservazione. L’uomo costruisce se stesso sui propri errori e poi procede usando gli errori di altri per riparare i suoi. Voi direte che è facile. Un vero accidenti, anzi si legge ma non si fa.
Chi lo fa ha coraggio, potere decisionale e soprattutto responsabilità (che significa abilità di risposta.) Chi possiede questi parametri usa i tempi lunghi per immagazzinare più dati possibili, non precipita nessuna azione, agisce solo dopo avere ogni dato esistente a sua disposizione. Ha dunque un cervello come una capanna? Macche. E’ solo dotato di buon senso.
Soprattutto, per sua bontà, non soffre di carenze gravi come delle insicurezze.
L’insicuro si tradisce rimangiando quello che dice. E’ un bugiardo per necessità. Cerca (come agirebbe un bambino immaturo) di inventare delle alternative. Fondamentalmente è uno che ha paura. Se messo alle strette, l’insicurezza si trasforma in aggressività. Si sente con le spalle al muro, assume la posizione del braccato. Inizia a contorcersi. Vede nemici dietro l’angolo. Questo lo scopre ancora di più. Individui del genere sono facili da maneggiare, basta poco per scatenarli in faide squallide. Ne gioverebbero tacere, ma non possono. Per tutta la vita si sono cuciti addosso la falsa identità del “capace” con il bottone del primo della classe. Un povero diavolo incoronato re da se stesso. Troppo facile identificarne uno a caso.
Tutto questo per dire come si usa la comunicazione corretta e come da essa si possono ricavare i dati necessari per capire il prossimo.
Oggi ho ricevuto una mail dove sono stato invitato a parlare con semplicità. Però la scorsa settimana un’altra mail si congratulava per il mio modo stimolante di far comunicazione. Se ci fossero dei livelli direi che una parte desidera che scenda parlando di banalità correnti, oppure su di un forum di modellismo dire su tollini e automobiline … l’altro livello apprezza non solo il modellismo (tolline con automobiline) ma tende a salire abbracciando ben altra comunicazione. Già, chi scende sfiora l’ottusità, mentre chi tende a salire, aumenta un QI affermato.
Volete sapere come individuare una persona veritiera e responsabile? Facile.

La trovate in chi scrive mettendo quel che pensa a disposizione di tutti.

Facile dicevo? Fatelo fare ad un insicuro incerto, cresciuto da immaturo …. E poi ci facciamo quattro risate in compagnia.
Sopra si legge “ mettendo quel che pensa a disposizione di tutti” … minkia. Ci vuole un fegato da bestia, e poi farlo si potrebbe cadere in una trappola ……. Già, già e già. Anche qui c’è un trucco. Ci cade solo il bambino innocente. Gli dici non toccare la fiamma della candela perchè brucia. Però l’innocente non conosce “il brucia”. E si scotta. Un imbecille cresciuto si comporta nello stesso identico modo. Scommettiamo? Voi no, ma io lo so fin da adesso.
Non ho sciupato la mia vita dietro una mascherata di falsità. Ed ho impiegato molti anni per capirmi. Non per capire gli altri, e no, sbagliato.
Gli altri si lasciano stare, vietato toccare. Si incomincia a scavare in fondo al paiolo sporco, si butta e si corregge tutto quello che si è immagazzinato, si lucida una coscienza spezzando le unghie, prendendo il paiolo a testate fino a sanguinare dagli occhi. Ma questo lo fa chi non ha il bagaglio delle paure impresso come un marchio addosso. Lo fa chi possiede certezze. Chi delle insicurezze se la ride come un matto. Chi ha raggiunto una maturità in cui sboccia solo l’unico fiore della sua esistenza, la fioritura del conoscere.
(Non del sentito dire, neeè?)
Le perle ai porci. Inteso il significato? Valido 2000 anni fa e utilissimo ai giorni nostri.
Un maiale, indispensabile surrogato per ottime salsicce, ingoia persino del vetro senza riportare il benche minimo problema digestivo. Uno che sottovaluta la comunicazione o arte comunicativa, perché dire non significa farlo nel modo corretto, ma solo emettere aria fritta dalla bocca. E’ decisamente un perdente in prima fila. In una posizione di rilievo si sente arrivato. Altra considerazione folle, perchè la parola stessa indica un punto di arrivo, e chi è arrivato dove volete che vada? Si trova ingessato come un paletto nella sua stesa fossa. E’ lì ed è visto da chiunque, il re nudo si spoglia da solo e mi viene da ridere, perché lo spettacolo lo inizia sempre da solo. E’ un meccanismi maledetto, lo perseguita, non può sottrarsi, lo fa imbestialire, lo rende l’attaccabrighe che si nasconde dietro un dito. Sente dirompente il bisogni di attaccare … e cade in una trappola tesa. Lo avvisi? E lui ci deve sbattere la zucca.
Anni fa mi trovavo ospite da un porcaio con un bimbo appena nato, tutta la spazzatura e gli avanzi di casa finivano dai maiali (nà meraviglia di carne gongolante) tra le frattaglie ho visto le boccette degli omogeneizzati … setto o otto in tutto … il porco triturò tutto quanto. La causa? L’impossibilità di saper distinguere e differenziare.
Meditate su questi due termini a trovate la risposta che cercate.
Chi usa la bocca come aria fritta, della comunicazione e della sua inutilità, con parole d’altri, se ne fa una corda per strozzarsi.

Un’antichissima massima dice: è molto più importante saper ascoltare che dire.
Le prime parole di un neonato sono i vagiti, ma questo si sta allargando i polmone feriti dall’aria che è costretto a dover respirare. Un adulto saggio, tace.

.io provo ad avvisare, voi che ne dite?

Si accettano scommesse?


Il Giornale ringrazia.

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