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 La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.

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Sven Hassel
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyMer 25 Set - 14:53:48

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Il Martedì 25 Settembre 2019. 2:22 Dario Molteni ha scritto:

Buon sera signor Dante leggo e medito poi scrivo. Dalle mie parti si dice punto dalla vespa. Non sta facendo sconti se dicendo quello che pensa urta chi non la pensano come lei e se posso dirlo, lei parla una lingua per molti aspetti sconosciuta e perlomeno difficile da intendere senza reagire, mi riferiesco sul polemizzare se provocati, mi sono dedicato sulla postata essendo lontano dalal sua cultura che mi piacerebbe sapere dove l’ha presa, cercando di capire il difetto comune di sparare a vanvera non appena urtati. Mi pare un fenomeno preoccupante dilagato da anni perché sono tutti sapientoni senza patente, o è una mia impressione che i più parlano per ascoltarsi? Qui mi sono sganasciato per la sua cristallina onestà, compio minimo giornaliero 5 cazzate, 35 di media settimanale consapevole di non rappresentare il meglio umano e non ho nessuna remora ammetterlo. Non giudico nessuno e tanto meno me stesso accettandomi come sono crescendo ancora alla mia età attraverso gli sbagli. Bisogna essere grandi per ammettere piccole debolezze e queste sue parole me le sono appuntate in ufficio, penombra oscura dove mi guadagno la pagnotta. Grazie signor Dante indefinito maestro di vita, ecco vorrei arrivare ai sui giorni come lei mi perdoni il confronto.


… l’ironia come il sapersi prendere in giro libera la mente e rende positivi i pensieri molesti, per esempio e specie quelli notturni della peggior specie (sulle mail guardo prima di tutto l’ora dell’invio) preferita da coloro per citare “il lato oscuro della forza” sono destinati sul lato dell’equilibrio mondiale a pensarla differentemente dall’altra metà. Tranquillizzato dal non sapere se sono bianco e nero, rispetto l’altrui colore senza dipingermi nell’ignoranza. Il crescente liberalismo politico istituzionale da decenni ha portato l’individuo nel credersi molto intelligente sul “sentito dire” imparando una sola condizione idiota; quella del piacere di ascoltarsi! Generazioni incapaci di ASCOLTARE sono destinate nel crollare miseramente nelle mani di chi sanno ascoltare le debolezze umane strumentandole. Un giorno presi del maestro e mi ricordai dei maestri scolastici, con i quali non ho neppure buoni rapporto oggi, scoprendo il termine riferito a chi sanno fare di tutto, che non sarebbe poi così difficile …
.no telefono, grazie.

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Ultima modifica di Sven Hassel il Ven 27 Set - 13:39:45, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyMer 25 Set - 15:19:26

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Il Martedì 24 Settembre 2019. 17.36  Claudio Bitossi ha scritto:

Buon giorno posso chiedere perché posta roba d’altri senza indirizzo email? Così dà l’impressione di postare fumo negli occhi non le pare? Certo non la pubblica di sicuro questa domanda, saluti e viva sereno.


… rispondo sempre con piacere alle domande intelligenti che possono interessare altri. Caro signor Bitossi, senza offesa, chi mi assicura in questo mondo falso, dove s’inventano indirizzi postali a iosa, che il suo è autentico? Tempo indietro ho aperto una sezione interamente dedicata per gli ANONIMI, vale a dire per tutti quanti conosciuti o sconosciuti nell’ambiente dei panzer, volevano scrivere quello che pensavano senza scoprirsi e fu un successo di postate. Ricevo giornalmente mail da chi conosco da anni e anni trattate in privato con (fortunatamente per me solo 2) alcune domande come le sue. La stima individuale risiede anche nell’anonimato dove si preservano abilità non sprecate pubblicamente, ciò non toglie la parola intesa comunicazione. Vede, tra il capire e la comprensione esiste un abisso invalicabile e non sto facendo il filosofo, cerchi il nesso su chi me lo farebbe fare impiegare del tempo e per chi? Se non lo trovasse, provi misurare la distanza della luna senza fermarsi sul dito …
Una sua affermazione è certa; io vivo sereno.

.Bitossi mi ricorda la ridente Toscana.

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Ultima modifica di Sven Hassel il Sab 28 Set - 10:38:56, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyMer 25 Set - 15:37:52

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Sven mi ricordo il pandemonio successo su truckmodel quando hai postato le differenze tematiche sul modellismo, un bordello di proteste arrivate dai più scarsi vanitosi più parole che fatti. Hai ragione sul tempo che si ripete e come la spieghi sul non tornare indietro se questo ti inganna? Mo la risposta mi farà incavolare, ciao grande vecchio.


… beh anche tu a suo tempo l’hai presa maluccio. Poi sei maturato e sei uscito allo scoperto. Vediamo di trattare l’argomento risposta senza traumi, magari con un esempio facile; se scopri un bugiardo continui a dargli retta, oppure adoperi la tua testa? Lascia stare il punto di domanda solo letterale. Ricordi quando hai fatto il bastian contrario? Se torni sullo stesso punto temporale rispetto dove ti trovi, la pensi allo stesso modo? Non più ma per te! Per moltissimi l'esistenza si fonda sulle esperienze trascorse e da inchiodati in croce, la percezione reale del tempo presente non esiste. Vista la percezione come accordo e il tempo la considerazione, scusa ma confondo un poco le acque. Non si sa mai che un provetto intelligentone arrivi a capire il nesso sull’arcano. Ciao camionista, senza offesa, calabrone ...

BIRRA

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Ultima modifica di Sven Hassel il Sab 28 Set - 10:12:16, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyVen 27 Set - 13:43:42

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Buona vita Capitano seguirti sui forum si capisce la distanza fra di te e altri praticanti che tolti pochi elementi bravi in resto ripete quel che è stato fatto da anni. Uno presenta e l’altro lo segue quello che chiami scatolame hanno rotto i maroni girando in tondo stupidamente senza cavarne il ragno dal buco. Nessuno ha dato informazioni dettagliate fin dagli inizi come le tue sui modelli e se ho capito i segreti del mestiere quando c’erano i camion in ballo sul NORITA senza le spiegazioni sulle postate nessun altro ci metteva voce. Ho letto che secondo te i carristi , meglio chi hanno ancora un carro armato , non sono oltre il centinaio? Più o meno lo stesso numero sui camionisti/mmt in circolazione sulle fiere con i soliti visti e stravisti truck tutti identici. A me è restato il tuo , esposto in ufficio, con i bei ricordi di una volta. Sempre sugli attenti Capitano o frate o chissà che altro stai facendo.


… in effetti mi preparo per la seconda sui Molini Internazionali con una nuova veste storica e un cast di figuranti "istruiti" come guide visti gli afflussi precedenti (oltre 4000 visitatori in uno spazio ristretto) ho pianificato gli organici un poco come si faceva durante i giorni precedenti le fiere assegnando compiti precisi a responsabili di settore. Il vizio delle cose fatte per bene mi è rimasto e se una cosa va bene, la lasci come ha sempre funzionato. Io davo le spiegazioni dove altri facevano mistero gelosi del mestiere, cazzate da cretini conservatori, battuti dall’innovazione che galoppava sulla cresta dell’onda prima della bonaccia in arrivo sull’orizzonte. Annunciata nel 2012 e secondo altri andava tutto a gonfie vele. Poveri illusi! Oggi è ferma l’avventura soprattutto per la mancanza di soldi, in quanto ai soggetti appetibili, almeno sui carri armati, ci sono come non prima e nessuno (neanche l’estero) acquistano questi commerciali che poi sarebbero i modelli chiesti a gran voce anni fa dai consumatori e recepiti dai costruttori. Da noi la tradizione sui carri non esiste e non siamo stati neanche capaci di costruire una base di partenza fallita a causa di rincoglioniti che ne hanno inficiato, travisato e alterato il principio cultura – modellismo. Nessuno ha avuto il coraggio di mettere la faccia per aprire a suo tempo un portale riservato ai giocatori, che nulla avrebbero avuto in meno evitando sterili diatribe con una disciplina inimitabile quale, l’arte modellistica. Le foto ricevute dicono il livello stabilito, punto zero e basta. Ammesso che tornino delle tasche rivolte sul modellismo serio, quello che verrà nelle mani di impreparate generazioni non sarà altro che brodini insipiditi da superstiti incancreniti su origini cristallizzate …

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptySab 28 Set - 11:17:54

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Il Venerdì 27 Settembre 2019 21.17 Claudio Bitossi ha scritto:

Mi pare eccessiva la sua previsione sulla future generazioni che si daranno al modellismo rc praticato oggi da validi sostenitori per niente incancreniti e cristallizzati secondo la sua opinione caro guru acchiappa gamberi. Lei scrive e non fa niente di fatto, si limita a criticare la roba d’altri, finge d’ignorare associazioni che mantengono alto il modellismo militare, snobba modellisti italiani postando modelli stranieri, dei suoi non se ne può più e scrive sulle generazioni impreparate da chi? Da uno come lei sicuro come l’oro. Lasci lavorare chi lo stanno facendo uscendo allo scoperto dando un valido esempio da seguire e presto si vedranno decine di modellisti seguire le orme guidate, saluti e viva sereno.


... anche leggendo la sua mail da sereno lettore, percepisco il sarcasmo, una chiara negatività, parla di associazioni d’alto profilo, snobbo modellisti italiani, ne posto solo miei e sul presunto destino generazionale impreparato il merito o colpe sarebbero mie. (Lasci lavorare chi lo stanno facendo uscendo allo scoperto dando un valido esempio da seguire e presto si vedranno decine di modellisti seguire le orme guidate, saluti e viva sereno.) Questa la commento seccamente; vista l’ora a cena ha alzato il gomito! Decine di modellisti e sta equivocando il termine, se mai giocatori, al seguito di orme guidate da coloro che escono allo scoperto? Mi ricordano tanto gli zombie di Michael Jackson in Thryller se li sogni pure visto che sogna associazioni dove trovo realmente e fisicamente aggregati occasionalmente non più di 5/7 individui con dei carri rc nelle mani (d’alto profilo sul “e dai” modellismo militare) evidentemente da lei confuso con scatolame montato. Bitossi o chi c....o è sull’indirizzo postale, posso azzardare che individui del suo stampo sono i peggiori esempi per chi seguono scientemente un forum di VERO modellismo, dove da anni, informazioni dettagliate distinguono e differenziano in chiaro su che livelli agiscono personali attività dilettantistiche, amatoriali, perditempo, giocatori ir e serissimi MODELLISTI di nome e di fatto, dove soltanto un inesperto o un completo deficiente non sa neppure capire un accrocco da un soggetto personalizzato. Dopo averle risposto io sono sereno e lei mediti; non sono importanti le domande, quanto essere preparati sulle risposte …  



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Ultima modifica di Sven Hassel il Mar 8 Ott - 9:41:59, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 30 Set - 12:15:53

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ciao capitano bella sugli zombie, mi sono sganasciato

... piano, guarda che fu un grande successo. Uscirono dalle tenebre per segnare la storia con un capolavoro musicale ...


yeahhh

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 30 Set - 14:37:37

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... non voglio esagerare, ma lo scriverei a caratteri cubitali ...

Oggi lo scrivo, ma ieri è stata la giornata memorabile che ha portato il trionfo su quanto sostenevo da decenni mettendo fine a provocazioni e sterili polemiche che hanno portato l’ovvia, scontata, intesa di piantarla da falliti inconcludenti per ricominciare con l’augurio sincero vincente.

Il Giornale di Sven pubblicato da decenni e la Storia sulla diffusione dei carri armati in Italia, si prendono il privilegio di avere da sempre messo il dito sul VERO modellismo e quant’altro plagio d’imitazione, raccogliendo con viva simpatia e ammirazione il debutto di ieri 29 settembre 2019 sulla Boot Kil novegrina “mi si consenta l’ironia sulla collinetta” immemorabile da decenni sede dell’evento.

… finalmente dopo lunghe annose diatribe idiote si sono annullate le distanze egocentriche difese e sostenute ferocemente mediando l’agognato compromesso in favore di un contributo comune “partecipando per la prima volta” come rappresentanti delle rispettive posizioni UNITI E NON PIU DIVISI da ripetute controparti partite con il piede sbagliato e con l’obiettivo d’essere l’apice di un gioco (leggi battaglie IR) di fazioni l’una contro l’altra, dove bastava la sana idea di mettere in chiaro, una volta per tutte, l’antica massima ebrea dove;  l’unione fa la forza.
Decenni tormentati da balordi immaturi incapaci di abbracciare tutto e quanto avrebbe raggiunto lo stesso scopo, sono stati spesi per arrivare all’effetto congiunto, maturato principalmente dalla necessità di non scomparire frammentato nelle macerie stesse, volute e provocate da coloro (gli stessi) dove infine stremati, in parte isolati e persi, non potevano se non rinnegare e rimangiarsi ferventi rancori, e qui mi sovviene una locandina che cita:

La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 11581710

Abbattuti i muri di gomma e le parti felicemente in accordo sullo scopo di affermare un punto d’inizio a favore di un’attività dimostrativa pubblica, dove dei carri armati radiocomandati si muovono simulando un “combattimento – scontro tra le parti” e mi ripeto; dopo anni e anni sprecati per affermarsi separatamente, finalmente nasce un sodalizio coniugato intelligentemente e lo spero, pianificato per un futuro in cui si possa   raccogliere sotto l’unica ideologia compatibile l’armonia di incontrarsi, per trascorrere liete ore spassionate giocando, come tanti bambini cresciuti improvvisamente liberi da acrimonie e rancori repressi.

… si è vista la resa delle parti! In definitiva è emersa la netta e chiara differenza fra il VERO modellismo che non ha mai avuto a che fare con le “battaglie” e da adesso non ci sarà più nessuna confusione e plagio sulle attività talmente agli antipodi da capirle persino un cretino. Usare soggetti commerciali standard uniti sotto la bandiera multicolore purchè siano taminkizzati e politicamente mediati non che miscelati, diventa il segnale incoraggiante per coloro che, da esclusi, si trovano ben “accettati” dal compromesso evidente, di rafforzare le file incoraggiando qualunque fattore di parte …

Con questo successo ritengo conclusa la mia lunga e personale campagna a difesa dell’arte modellistica che non ha mai significato, altro, che la definizione accreditata.

… illuminato d’immenso mi felicito con le parti scese in campo auspicando la rinascita dalle ceneri di una Fenice che non si bruci nuovamente le penne nelle fiamme delle discordie …

Spero e mi rivolgo ad un paio di sinistri complottisti, che non capivano lo Sven, ostinatamente incapaci di accettare il suo pronostico di unire le restanti forze in campo, e se pensavate di avere vinto, avete soltanto perso la faccia. Vince chi sanno perdere e così è stato. Amen.

Sapersi prendere in giro, usando la sana ironia, guarisce i malsani pensieri e migliora la salute portando la comprensione sul prossimo nostro.

Il Giornale di Sven ringrazia.

BIRRA prosit

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyVen 11 Ott - 20:54:56

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Sven ho letto la tua lunga storia sui carri armati ma non ho trovato nessun punto dove parli informando sui motivi e lotte che hanno portato le divisioni tra i due forum (io c’ero su rctank.it) e tu fuori da rctank stavi su truckmodel e su monterstruck, e ricordo bene Colombo amministratore che fidandosi del matto capitan america stanco di litigare con una capra glielo lascia aprendo un altro forum che poi è questo carri.rc che hai portato avanti per anni e lo porti tuttora alla faccia di detrattori e quanti non capivano da fuori che cosa succedeva nell’interno dei due forum , con il primo pomposo con la puzza sotto il naso e il secondo nelle mani di un esaltato accattone incompetente . Secondo me la parte che manca dovrebbe essere inserita, manca pure quel bel tomo di Ovada che cercava iscrizioni per raccattare soldi, non mi ricordo il nome. Ho letto le postate di persone che parlano senza sapere nulla degli anni /2005 – 2013/ su che cosa è stato portare sulle piazze i carri armati, farli conoscere ignorando i milanesi bauscia , ai quali abbiamo pestato i piedi fin che sono arrivati sulla piazza di Montorfano per rendersi conto che tu facevi sul serio e volevi puntare sulla fiera di Novegro. C’era Iris e il dottore di Genova, Gianka, c’era il parassita che vedeva i carri per la prima volta e Demis mosso dalla pietà gliela fatto provare . Ho conservato una foto di te con Hausser, eravamo in tanti e andavamo davvero forte, bei tempi Sven. La tua Storia l’ho letta per intera, un viaggio in un passato dove noi ci siamo divertiti come pochi banchettando e giocando con le prese per i fondelli a chi ci davano addosso. Hanno pure invidiato le nostre porchettate in compagnia. Certo senza di te troppe puttanate sarebbero andate nel dimenticatoio in breve, invece l’idea del tuo Giornale puntualmente informava mettendo in pubblico farloccate e mistificazioni perpetrate a danno di chiunque, non hai parteggiato per nessuno , e nessuno (chiamato a un confronto) si è mai fatto avanti. Nel pomeriggio a Montorfano hai ribadito l’invito di fare un unico gruppo con i milanesi riuniti al tavolo del campeggio e quel somaro negoziante ha spocchiato che loro erano una associazione chiusa, che si entrava soltanto a modo loro. Quanti ricordi riaffiorano amico mio. Bella vita la tua, E questo c’entra poco, ma a te la tunica di frate ti sta troppo bene.

… te sparisci e ricompari srotolando il passato come un foglio di sottilissima seta, ma bravo il marinaro nostalgico di buona memoria (quindi ricordi la Tuffatrice di Montorfano a bagno vestita) e hai ragione, ho volutamente estromesso moltissimi fatti sgradevoli riguardo litigi puerili sfociati in feroci diatribe per accaparrarsi il portale aperto da Colombo alla fine ceduto al piantagrane schiroccato che l’ha fatto diventare rctank.it a rctankir (mancando clamorosamente l’occasione dorata di aprire un portale sulle battaglie infrarosso marcando un territorio e primato che nessuno gli avrebbe contestato). Si dice che da una rapa non cavi sangue e l’ha dimostrato ampiamente in seguito solo chiacchiere e distintivo, balle su balle giungendo alla fine solo come un cane per risorgere leccando il culo al più forte. Punto di vista tutto personale, il risultato mi è piaciuto. LGS di Ovada è arrivato sul forum di Colombo cercando iscrizioni per la sua associazione, nulla di fatto e subito sparito. CARRI RC e rctank specie Colombo tentava una pacifica collaborazione per fare i numeri in fiera (nel frattempo guadagnato l’ingresso interno, con i milanesi sulla Bot Kill all’esterno) da una decina d’anni fregati dal provinciale Sven aggregato con i camionisti, hanno portato in pista diorami complimentati dall’estero collaborando con la direzione in crisi di presenze commerciali. Momenti d’oro per intese di scambi andati alla grande per le parti. I treni si prendono in corsa altrimenti si resta sui marciapiedi. Il Giornale di Sven è stata la necessità per tenere sulla corda con un minimo di buon senso il fanatismo scoppiato su rctankir che da ultimo arrivato messa la corona in testa, non capiva dove infilare le orecchie d’asino, nobile e paziente animale dove il nesso non offende nessuno e ogni obiezione è supportata storicamente sullo stesso Giornale. La seduta sul tavolo di Montorfano nel tardo pomeriggio la ricordo bene /noi abbiamo offerto il pranzo e sul tavolo è spuntata la torta/ non volevano trovarsi in debito. Il negoziante si è perso il due di picche, la doppia faccia muto, solo un paio erano ben disposti per incontri misti, piazze e altro in comune (ho copie scambiate prospettando in chiaro alcuni progetti subito respinti). Sono trascorsi una decina di anni e l’archivio del Giornale ha conservato la documentazione copiata su di un blog completamente ininfluente dove un paio di facinorosi completamente a digiuno di carri armati, annaspano cercando di capire dove si trovano spaesati, dando retta all’ombra nascosta (uno che si rodeva il fegato sapendo tutto) inventando quanto faceva comodo, ebbene questi parassiti aizzatori hanno contribuito al disastro non capendo dove incominciava il modellismo dinamico e potevano affermarsi le battaglie IR, senza minimamente capire l’importanza di salvaguardare il VERO modellismo, quella branca rispettabile dove pochissimi, ma abili nel produrre dal nulla soggetti unici hanno contribuito su numerosi forum elargendo informazioni, aiuti, pubblicando migliaia di fotografie incitando e supportando la minoranza colta nel portare la bandiera “MODELLISTICA” che sventola sull’Italia. Il resto si diletti come può.

Cari rosiconi, dove siete finiti saccenti evaporati nell’ignoranza? Io sono io e voi non siete un c....o, non ricorda un celebre film …

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Ultima modifica di Sven Hassel il Sab 12 Ott - 9:31:23, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyVen 11 Ott - 21:09:43

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... ecco accontentato il marinaro cheers

2011

Administrator ha detto:
ottobre 12, 2011 alle 10:01 am

Se non conoscete la storia, almeno astenetevi dalle ipotesi.
L’amministratore del forum A (che un tempo non esisteva) è fuoriuscito con rottura dal gruppo del forum B tempo addietro perchè gli interessava giocare e quelli del forum B non si trovavano mai per farlo al di fuori delle manifestazioni pubbliche. E assieme ad altri mise in piedi il forum C.
Poi sempre lo stesso amministratore del forum A (che fino ad allora ancora non esisteva) decise di ri-fuoriuscire dal forum C perchè non reggeva di non esserne l’unico titolare (di fatto era solo un co-fondatore) e con alcuni ‘fedelissimi’ mise in piedi il forum A, che di fatto è l’ultimo arrivato sul panorama carri RC.
Le immagini dei lavori li nascondono perchè non sopportano che gli si faccia critiche o commenti (tipo quelli che fa Ruota insomma) sui modelli che fanno, per la maggior parte monomarca. Le autocostruzioni sono inesistenti, le varianti limitatissime, il livello modellistico generalmente basso: insomma non si perde niente, modellisticamenente parlando.
Pubblicano le foto delle uscite pubbliche per fare proselitismo, anche se ultimamente sono un pò tristi, viste le ‘locations’ semiabbandonate e le ambientazioni -sempre le stesse- scadenti.
Tutto chiaro?
……………………..

Ospite ha detto:
ottobre 15, 2011 alle 7:33 pm

Una precisazione, Ruota fantasma non ha accesso alle zone riservate di alcuni siti che vengono citati in questo blog, semplicemente un “iscritto” a questi siti consente da tempo a tutti di leggere parte di queste zone.
Per quanto riguarda la storia dei gruppi, facendo una rapida ricerca, in ordine cronologico:
1) Nasce il gruppo rctank con http://www.rctank.it (sito e vecchio forum)
2) Nasce il gruppo rctankir con il forum rctankir.forumattivo.com e il sito http://www.rctankir.it
3) I due gruppi collaborano e partecipano a manifestazioni (come Militalia e Hobby Model Expo a Novegro)
4) Il gruppo di rctankir si divide (per distinguerli userò dei numeri), rctankir1 con il forum rctankir.forumattivo.com, rctankir2 con il sito http://www.rctankir.it (attualmente vuoto)
5) Cessa la collaborazione tra i gruppi rctank e rctankir1
6) Il gruppo rctank elimina il vecchio forum e ne crea l’attuale forum
7) Il gruppo rctankir1 si divide (per distinguerli userò le lettere), rctankir1a con il forum rctankir.forumattivo.com (e successivamente il sito http://www.carrirc.com) e rctankir1b che crea il forum rctankir.forumattivo.it (e successivamente il sito http://www.rctankir.com)
Se ci non delle imprecisioni segnalatelo.
……………………………………….

Administrator ha detto:
ottobre 17, 2011 alle 6:58 am

Il sistema di risposte di questo blog è un vero casino per seguire la consecutio temporum.
Non sto a rispondere a tutto, non mi interessa stare dietro agli ultimi arrivati e alle loro illazioni: un tempo prima si osservava, poi si capiva e solo alla fine si apriva bocca, ora è il contrario…
Solo alcune doverose precisazioni sulla ricostruzione dei tempi, che sembra fatta basandosi più sulle date di registrazione dei domini che sulla realtà: un gruppo legato al dominio ‘rctankir.it’ non ha mai partecipato ufficialmente ad alcuna manifestazione, e se esisteva lo era solo a livello di gruppetto di amici, senza visibilità esterna.
Le scissioni ufficiali sono state da rctank.it, che ha originato il forum http://rctankir.forumattivo.com/
e poi la seconda scissione che ha originato il gruppo legato al forum
http://rctankir.forumattivo.it/ che è un sottopezzo del sito http://www.rctankir.com
mentre il primo forum http://rctankir.forumattivo.com/ ora è legato al sito http://www.carrirc.com.
Quindi, riferendoci ai nomi dei gruppi attuali,
da rctank.it di è separato rctankir, che poi si è diviso in carrirc e rctankir, anche se di fatto è stato quest’ultimo a spostarsi, pur mantenendo il nome (ma hanno aperto un altro forum).
Quindi ora di fatto i gruppi indipendenti sono 3, rctank.it, carrirc e rctankir.
Il gruppo LGS non ha mai avuto a che fare con rctank.it, e non è un gruppo dedito solo ai carri armati (i carri rc ne costituiscono solo una sezione), ha una sede stabile ad Ovada con una propria pista da off-road, un campo di battaglia per carri, un’area crawlers-scalers ed è l’unico dei gruppi citati che sia ufficialmente costituito come associazione legalmente riconosciuta.
…………………..

Administrator ha detto:
ottobre 18, 2011 alle 9:43 am

Ti sbagli, un mese a leggere i tre forum, senza sapere cosa sia successo i 3 anni scorsi, serve solo a confondersi le idee, o peggio a farsi delle idee basandosi su informazioni parziali.
Per i modelli c’è chi li fa di scatola, chi li compra fatti e chi se li modifica e autocostruisce pezzi unici. Si fa per soddisfazione personale, e per evitare la noia che sopravviene a replicare l’ennesimo carro fatto, visto e stravisto decine di volte, è ovvio.
Poi si potrebbe ri-postare per l’ennesima volta le foto e i build già postati a negli anni su Rctank, Truckmodel, Monsterstruck, RC Universe, Panzerketten, eccetera eccetera, ma è un lavoro noioso che non tutti han voglia di fare.
In genere chi necessita di ispirazione su un particolare modello, chiede, e allora gli archivi si riaprono.

..................

Le postate sono del 2011 e brillano per chiarezza.

Dieci a passa anni per arrivare dove si trovano conservatori ritardatari antenati e volta gabbana, non sono troppi per capire la ragione di mettersi insieme?

... se ricordo bene era il 2007 nel campeggio Lido di Montorfano con i milanesi invitati a curiosare, proposi l'inutilità di borbottare chi se lo tiravano più lungo e metterci tutti insieme. Devo avere le mail inviate al gruppetto milanese ...

In gamba marinaro, eccoti le pezze mancanti.

BIRRA

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptySab 12 Ott - 9:52:08

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La terza di Montorfano. 1-5-007.

Nonostante le preoccupazioni logistiche dovute alla complessità di raggiungere l’area assegnata per la dimostrazione, ingresso impedito alle auto, bancarelle di mercato, parcheggio scomodo e camminata con appresso il carico, il folto gruppo dell’RCTank Milano si è ritrovato sul Lago di Montorfano in un’oasi di verde e di acque naturali.
La disposizione di lunghi tavoloni, preparati allo scopo, ha permesso la mostra di un numero incredibile di modelli dinamici molto curati e diversissimi tra loro. Il contributo individuale dei soci sulla creatività, costruzione e personalizzazione dei modelli è rimarchevole, nonché, considerando che ogni modello segue un’accurata assegnazione sul profilo designato tanto d’essere il più delle volte la copia del “fu” originale.
Il vivo, anche se nostrano interesse da parte di un pubblico che, si è interessato alla singolare esposizione di modelli difficilmente visibili, specie in così elevato numero e scala, ha sollevato domande di tutti i tipi prontamente soddisfatte dalla passione di chi dei carri RC ne fa un oggetto di divertimento. La quantità di modelli esposta è sfuggita per abitudine ai membri dell’associazione, più propensi alle condizioni di gioco che godersi altrimenti i propri giocattoli, mentre, dal lato del pubblico richiamato dal singolare evento, trovarsi forse per la prima volta di fronte ad un’attività impensata e poter ammirare nel dettaglio modelli molto vicini al reale, ha stimolato una sana curiosità per conoscere meglio come sono realizzati.
Hanno ovviamente attirato curiosità i modelli d’acqua (parentesi non trascurata da alcuni membri) che si sono portati dei modelli veramente eccezionali, quali un mezzo da sbarco in scala 1.16, comunemente usato nella realtà dagli americani nell’ultimo conflitto, addirittura un raro sommergibile perfettamente navigante, un paio di imbarcazioni standard che non hanno brillato per messa a punto e una pulce d’acqua mossa da pale aeree in uso nelle paludi in America ed in Australia.
L’osservatore esterno difficilmente comprende lo sforzo collettivo o singolo sulla movimentazione dei carri, ognuno si occupa dei propri carri e questi sono mantenuti in efficienza grazie a delle specifiche abilità manuali conseguite dalla capace esperienza dei conduttori. Il carro si suddivide in due parti: meccanica e in elettronica, due mondi staccati da mettere in simbiosi per ottenere la perfetta adesione d’effetto, esclusa la fusione la pena diventa l’immobilità e l’intervento risolutivo per riordinare ogni cosa ottenendo l’omogeneo funzionamento.
Il terreno della battaglia di Montorfano in leggera pendenza, con fondo erboso naturale, ha portato leggere difficoltà e forse maggior divertimento ai conduttori, tranquillamente allineati sul poggio per una migliore vista aerea, dove lo schieramento si è trovato in cortine di fumo che miglioreremo strategicamente in seguito, forse aggiungendone un altro macchinario in modo che le parti abbiano la propria strategia d’uso.
Da “molle e stanco osservatore” godendomi le azioni, seduto sull’erba, ho visto una nuova ventata d’entusiasmo percorrere l’associazione, merito dei nuovi e recenti ingressi arrivati ad ingrossare le rispettive fazioni di carri. Ammirevole la distanza percorsa da chi è venuto per giocare veramente da lontano, dove rintracciare la destinazione è già una piccola difficoltà aumentata dal fatto che contemporaneamente la gente affluiva copiosa per altri scopi, portandosi appresso il non leggero carico tattico e una buona dose di pazienza per raggiungere la postazione. Questa partecipazione e sforzo poteva essere riconosciuto con maggior calore dai soliti che da padroni ospitati si sono rinchiusi a riccio quasi a voler mantenere le distanze. Avendo fatto meno delle metà delle distanze coperte da altri un caldo riconoscimento lo dovevano meritare da tutti. D’altro canto, la vita militare insegna sudore e fatica, pazienza e silente gloria. Attivo anche il reparto assistenza carri, dove i più abili si compromettevano in interventi sul campo per attivare qualche carro recalcitrante restio a mostrarsi in tutta la sua complessa capacità. Non sempre l’uomo ottiene il controllo sulla villana materia, ma anche qui, è solo una questione di tempo perché in battaglia quel che conta è l’ultimo colpo di cannone. Anche lo “spirito di corpo” si ritrova sorprendentemente tra commilitoni, aggregando dei preziosi scambi altrimenti introvabili e questo gesto individuale avvicina e salda un comune senso della partecipazione portando il rispetto alla persona che dona senza nulla chiedere, il fumogeno o il petardo, un’elettronica scambiata per aiutare chi si è perso in un cattivo acquisto, sono una manna inaspettata e un piacere condiviso.
Ultima, la piacevole riunione conclusiva attorno al tavolo che ha visto discutere l’evento e ribadire pazientemente le stesse poche regole che a volte nell’entusiasmo sono trascurate dai soci più focosi e riottosi senza però sminuirne l’entusiasmo sull’intero gruppo. Occasione per chi non si è accorto dell’ingresso di nuovi soci giustamente da conoscere, per proporre impressioni o nuove soluzioni di gioco, oppure altre destinazioni per trovare ospitalità in altri Comuni aperti alla nostra attività e ben disposti nel sostenere le nostre piccole spese migliorandoci di fronte al pubblico interessato. Il nostro è il Bel Paese della curiosità, persino l’idiozia è immensamente ammirata, dando spettacolo e cultura, capacità individuale nel fare e migliorare le basi che già esistono da tempo, fissando con chiarezza gli scopi da percorrere e credo sia comune l’intendere di tutti nel promuovere prima d’altri qualsiasi alternativa fin’ora premessa.
L’osservazione personale rimane una sfumatura con un senso di incompletezza sociale, dove benche si sia cercata una fratellanza questa è apparsa come divisa tra fazioni di differenti intenzioni.
Per un gruppo coeso non ne vedo le motivazioni e neppure una continuità, anche se posso sbagliare.


Fine rapporto. Copia a disposizione.
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 14 Ott - 15:40:33

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Carissimo Brambilla. Ieri a Novegro.

Sono uno che medita i fatti e se t'interessa ho da proporre delle soluzioni “aggiuntive”, vale a dire non sostitutive, alle sequenze dello spettacolo che giustamente sostengo come attrazione collaudata. Ieri si è parlato di molti aspetti disciplinari dell’associazione, ed è stato un intervento necessario e ben mirato sotto tutti i punti sottolineati. Forse, se ne dovrebbero dibattere ancora i punti con gli assenti, perché senza regole applicate, nessun gruppo si compatta a lungo e la tendenza individualista umana mira piuttosto a sé, ignorando ben presto di far parte di un gruppo.
La democrazia in un gruppo è l’anticamera del caos e l’uomo tende ad essere guidato, tu come socio fondatore insieme con Sergio Cazzavillani, avete assunto l’onere di tirare il carro dell'associazione, quindi la dittatura e l’ordine spetta a te dirigerle. Il diktat è l’unico modo per condurre il carro dei soci e anche se non t’invidio il ruolo, parlare chiaramente ai membri è un compito necessario per evitare fazioni e disgregazioni nel gruppo. Quindi, domenica ho capito molto di più sull’associazione e questo è successo durante la chiacchierata finale, credo vivamente che si debbano chiudere le manifestazioni evidenziando senza veli i difetti della giornata.
Si vedranno delle facce poco affini per condividere, ma è un modo intelligente per poter ricominciare senza strascichi abituali conseguiti in precedenza.
Vediamo una delle mie proposte ”aggiuntive” pensate e meditata sullo spettacolo. Ogni manifestazione è presentata ad un pubblico e la tendenza degli attori è di seguire un copione e non se stessi. Osservando ogni manifestazione del passato ho visto l’individualismo trionfare insieme al più completo caos dove ognuno se ne va per i fatti suoi. Se potessi avere una ripresa esterna da una postazione sopraelevata del campo di battaglia, dove abbracciare ogni sequenza con una telecamera, vedremo insieme esattamente che cosa davvero non và. L’area, come un palcoscenico, dovrebbe mostrare solo l’oggetto dello spettacolo, vale a dire il carro armato. L’uomo, il conduttore, forse insieme al pubblico (una volta lì, dietro le transenne, si trova imprigionato come in un carro) inoltre si circonda di una piccola parte di pubblico che diventa l’equipaggio, astuzia che nello spettacolo si chiama “coinvolgimento del pubblico” potrebbe portare ad entusiasmare e a tifare sollevando ancor meglio l’interesse verso l’associazione.
Tu credi nello spettacolo e ancor maggiormente nella battaglia, il pubblico per te è fondamentale per la sopravvivenza associativa e lo penso anch’io. Facciamo due esempi di sostituzione incominciando dalle cose che non hanno funzionato con successo finora.
Prendo l’esempio dalla “sfilata” che precede l’apertura di ogni spettacolo. Visto che difficilmente i conduttori osservano la disciplina di copione, perché non presentare ogni carro da fermo???
Il pubblico è lì e non lo toglie nessuno. Il presentatore illustra le caratteristiche del carro in piena libertà d’informazione e gli altri aspettano il proprio turno in perfetta calma disciplinata al proprio posto, assegnato da loro stessi come scelta (oltre l’area del conflitto). L’ego del proprietario si soddisfa ed il pubblico incomincia meglio a capire di che cosa vedrà in seguito.
Tutto questo porta ad aggiungere un tempo superiore di 10 minuti la media dello spettacolo e nessun guasto per nessuno, anzi la presentazione dei carri diventa azione culturale di regia sull’intero spettacolo. Altro esempio, di come si potrebbe interessare lo spettatore ed intrigare i giocatori stessi; Che ne diresti di portare nella manifestazione un’eroica azione di Wittmann???
Il carro del leggendario asso tedesco, debitamente presentato storicamente come realtà, e sapientemente descritto come modello dal presentatore, che dovrà orchestrare il fatto come accadde, è più che sufficiente come attrazione. I carri americani e i conduttori, non meno bravi dell’attore principale tedesco, dopo un copione ancora da stabilire, si faranno colpire mimando con cura l’accaduto. L’azione, vista e corretta, soprattutto se ben spiegata dal presentatore e abilmente portata in campo da tutti gli attori del caso, secondo me darà ancor più rigore e smalto, entusiasmo di partecipazione al gruppo.
La battaglia in sé, vista dall’esterno, ha molti difetti da occultare. Mentre finora è andata in un modo e l’associazione ha 5 anni d’anzianità. Non conosco chi c’era, non ho visto chi se né andato, conosco e vedo chi c’è ed è per loro, che si deve spingere il pesante carro dell’entusiasmo. La battaglia in sé, ripeto vista dall’esterno, ha molti difetti e tu che giochi in campo non osservi tutto quel che vede il pubblico, e neppure lo ascolti.
Brambilla, un conto è un gruppo che ha come scopo quello di divertirsi individualmente, un altro, e mi pare il tuo scopo, è quello di compiacersi, come gruppo, anche attraverso un pubblico di sostegno. Abbiamo un’enorme potenziale modellistico a disposizione e la sufficiente maturità d’intesa per relazionare un gruppo che ha solo la necessità d’essere guidato.
Per principio, non sono MAI d’accordo con nessuno e respingo con garbo chi si dice d’accordo con me. Chiunque decida per sé ha deciso la sua personale sorte in un gruppo, se ne fa parte, perché è questo il punto e non può sottrarsi come membro. I gruppi divisi in settori non sono gruppi, ma schegge allo sbando, non è più un gruppo ma si finge che lo sia.
A Verona, c’era tra il pubblico un gruppo di veri militari carristi e questi ridevano della totale assenza di logica d’attacco. Non c’era nessuna traccia di un’azione programmata, di un comandante di sezione e di un ordine d’attacco prestabilito. Carri da corsa, li hanno chiamati e piloti da strapazzo chi li guidava. Quest’osservazione, personalmente riportata da me, è stata in netto contrasto con l’euforia denunciata sul forum associativo, che annuncia un successo completo!?
Il sentito dire costruisce quello che si vorrebbe perfezionare, è un aiuto gratuito per capire dove si trovano i difetti, sul palcoscenico c’è quell’attore che non può stare contemporaneamente nel pubblico e nello spettacolo, ed è sempre il pubblico ad avere ragione. Si dovrà inventare un copione ed una regia di gioco migliore da quella usata fin’ora, dopo tutto perché, non provarci insieme?
Incominciamo a capire se uno è d’accordo con l’altro e se ne possiamo discutere in privato prima di parlarne per nulla? La mia iniziativa è puramente indicativa, soggettiva e perfettamente individuale, e come tale può terminare ancor prima di spuntare. Sono idee meditate e concluse in una comunicazione che ho ritenuto farti partecipe. Ciao Brambilla, ti ringrazio d’aver letto quel che penso. Gero.

.nota archivio RCTank n°102.

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 14 Ott - 15:42:12

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Grazie Sven allora rctankir ha bluffato persino sul dominio del sito? Mi ero iscritto non capendo da che parte stare e questo giurava un sacco di fandonie seguite come verità bibliche da una corte di imberbi spaesati ai quali prometteva mari e monti. Sei uno che guarda davvero avanti, ti sei copiato e conservato postate vecchie di anni e anni? Ma che cosa hai nel tuo archivio? Quando uno crede di conoscerti deve accontentarsi di una parte. Rctank non sapeva come girarsi e Sergio veniva da te a imparare i trucchi del mestiere, non sapeva che farsene dei bunker di resina per lo Jagdtiger e tu li sistemavi, ti portava i carri da dipingere e il matto lo seguiva a ruota chiedendo lo sconto facendo le scarpe al suo amico. E me le ricordo ancora le nostre telefonate sull'energumeno che non sapeva se amarti o odiarti nella sua testa malata. Ma chi glielo ha fatto di tornare con i suoi nemici? Ciao frate.

... portare chiarezza costa molto meno d'inventare belle su fandonie perchè la verità esce sempre spazzando via le bugie e chi le ha sostenute ne paga la credibilità. Di persone a darmi addosso ne ho avute a bizzeffe e nessuno ha provato il contrario. Il buon Sergio (amava definirsi la bip del gruppo) la pensava diversamente da un paio di cazzoni bauscia e non era il solo che da loro ci stava stretto) si arrivava in treno, si parlava, mangiavamo un boccone in trattoria, consegnavo i lavori commissionati, mi è mancato quando se nè andato e si stringeva le palle quando gli ricordavo che doveva morire. Hai ragione sull'altro, appiccicato come una gomma da masticare non ha mai capito una mazza, credimi, in agosto ha sparato ancora minacce evidentemente pompato da un altro benpensante del suo stampo. E' ritornato dai nemici non appena hanno gettato l'amo? Girare in cerchio sai che cosa significa ...

Ciao marinaro
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 14 Ott - 15:43:35

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Buongiono posso sapere la data di riferimento sulla postata riguardo Brambilla, grazie? Anche in privato se preferisce.

... certo e come no. E' facile da intuire; il giorno dopo Novegro 2007 ...

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 14 Ott - 15:44:30

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La ringrazio per la cortese precisazione. Vorrebbe scusarmi se avanzo il dubbio sull'autenticità dei testi relativi alle date? Una domanda se è lecita, ma lei ha conservato per anni ogni informazione su altri spiando sui forum? Buona giornata visto che oggi è il suo compleanno.


... scoltaammia! Ma sai che cosa sono i forum? Che c....o di "spiare" dove ogni libero accesso è consentito stai elucrubando? Certo che ho copiato e conservato ogni postata d'interesse personale e pubblico, ti assicuro che nel mio archivio ho fatti e misfatti debitamente controllati con la maggior parte resi pubblici sul Giornale di Sven insieme a decine e decine di mail "private ricevute da personaggi" attori che si sono distinti particolarmente come soggetti particolarmente anti sociali con nette tendenze rivolte esclusivamente per interessi personali. Personaggi che del modellismo inteso come diffusione, informazione e passione autentica, non solo estranei, ma di vocazione idiota distruttori e mercanti di caos che ne hanno frammentato volontariamente un'aggregazione pubblica disgustata e disorientata tanto da "escludersi" sulle iscrizioni ...

Facile produrre osservazioni da ultimi arrivati senza essere stati partecipi e conoscitori di un trascorso ostacolato da (imberbi imbecilli) dissennati inconcludenti seminatori di fumo, lontanissimi dal capire persino l'ABC elementare sull'uso del buon senso di riconoscersi dove hanno fallito. Zombie risorti sono cadaveri di corpi defunti.

ps. grazie per gi auguri. Vedo che sei molto attaccato sul forum cheers
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 14 Ott - 15:45:54

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Ho letto pezzi del passato capendo a quale distanza ti trovavi con il feudo chiuso di rctank capitanato dalla mummia voltafaccia allora e l’ha dimostrato di recente d’essere il re con lo scettro del potere Tamiya con l’incoerenza di affermare solo i carri Tamiya per rimangiarsi decretando che basta avere l’elettronica, vero bip perché chi mai va a vedere che cosa c’è dentro un Heng Long? Non parlo del rientro di rctankir nella gabbia delle jene che a loro tempo lo massacrarono e questo fallito ignorante non distingue l’amico dal nemico e sì che di mazzate ne ha ricevute da tutti e ancora non sa da che parte stare. Mi è piaciuta la locandina del piemontese, ci sta a meraviglia. Scusa ho letto la data 2007 ma noi a Montorfano ci siamo andati nel 2004 o sbaglio? In gamba vecchio del lago, ah interessante la storia sul molino.


… a me sul passato ha interessato la verità e questa ha rivelato l’incapacità delle parti in causa di capire che cosa significa l’innovazione. Stanno insieme e questo è un passo ammirevole, non l’hanno capito allora e ci sono arrivati adesso per interessi comuni dove i cani si mordono la coda per non morir di fame. Hai ragione comprendersi è difficile dove, chi non ti capisce finisce per darti addosso e di imbecilli saccenti ne spuntarono allora e si rinnovano ancora con malcelata aggressività. Sulla base di litigi, scissioni, diatribe, il movente imperante fu l’ignoranza coattata covata sordamente dall’invidia. Il modellismo è creatività e noi lo portavamo di fronte a chi a malapena da consumatore montava un soggetto o acquistava il pronto, capisci il baratro incolmabile che angosciava soprattutto lo sciroccato su rctankir che da ultimo si improvvisava l’eccellenza mendicando a destra e sinistra come un disperato per stare a galla. Diventarono inevitabili gli scontri con lo sconquasso portato follemente contro chiunque non la pensava come lui, cervello ridotto, lingua lunga, spaccone e bugiardo con la proprietà convincente d’essere quanto non era, esattamente con il suo ritorno affermando nessun cambiamento, un giocattolo rotto facile da maneggiare se tiri i fili giusti. La prima di Montorfano risale al 2005, nel 2006 ci andammo due volte (ci fu la discussione con l’esposizione di uccelli) e ci riassegnarono la stessa area. I Comuni interessati furono Canzo, Valbrona, Alserio, Erba, Montorfano, Castelmarte, Albavilla, Magreglio, Sormano, Grumello al Piano, per le manifestazioni ufficiali senza contare la sagre dove metterci a tavola era doverosamente giusto e onesto scambio …
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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 14 Ott - 15:47:05

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Maestro Sven secondo la tua dotta conoscenza presi nota su questa << Se dimentichi il passato sei costretto a riviverlo >> e altre affermazioni sui cicli ripetitivi dove le spirali del tempo, rubo le tue parole, si ripercuotono puntualmente simili ma non uguali. Se sbaglio è che starti dietro mi ci vuole un cervello alieno che non ho. Negli anni indietro hai fatto predizioni o soltanto ammonimenti su azioni che avrebbero portato il contrario di quanto poi è successo e l'impiastro che ti dava del veggente troppo ignorante da seguire la via tracciata si è schiacciato le palle nel cassetto testardamente per dimostrare che avevi torto marcio. Lui e chi altri lo manovravano perchè da solo se lo prendi di faccia diventa l'amicone lecca culo. Te lo scrivo perchè stravedeva di te ma non voleva essere secondo a nessuno. Cannonate a raffica Sven.

... già, la formula è antichissima e in questi tempi oscuri l'umanità si è rimbambita da perdersi sui social dove, con il mal comune mezzo gaudio, si diventa colti immersi nella pubblica ottusità. Ti do un'alta massima sperimentata; dammi i tuoi ultimi anni e ti dirò con esattezza alcuni passi inevitabili che farai soltanto perchè li ha voluti dimenticare. Rctanir è partito scioccamente nelle mani di un incapace, il suo ripetitivo destino sarà lo stesso, condannato a ripetersi. Lui mi dava del veggente e non lo sono, però, uno sciocco non diventa cauto e diffidente dal non cascare in trappola. l'intelligenza è per tutti ma è il suo uso che diventa per pochissimi ...

lol!

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 14 Ott - 15:48:47

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La ringrazio per la cortese precisazione. Vorrebbe scusarmi se avanzo il dubbio sull'autenticità dei testi relativi alle date? Una domanda se è lecita, ma lei ha conservato per anni ogni informazione su altri spiando sui forum? Buona giornata visto che oggi è il suo compleanno.


La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 101_8848


...... eeeeeh segue la copia

Sven Hassel – Alessandro…  2007/04/10 15:14

Alessandro ti è bollito il cervello? Che fosse semplice provocazione non th’è passato per la testa? Se le mie parole hanno toccato o sfiorato il tuo smodato ego, infettato come membro del gruppo, non è affar mio. HO USATO LA PROVOCAZIONE FIN DALL’INIZIO. E ti da fastidio all’improvviso? Che fai il portavoce del diavolo dopo che ci siamo scambiati complimenti sull’ultima comunicazione e all’improvviso diventi irreverente, dov’è la coerenza ed il rispetto? Alessandro, l’individuo si misura da quel che dice o scrive, in questo caso, e ti metti sul personale con qualche remora inespressa, che ancora non hai smaltito, seriamente avrei aspettato da te quell’impressione che ho avuto fin dall’inizio e una maturità che è andata completamente in fumo dopo la tua postata. Complimenti, bella figura davvero la tua, malcomprensione e una buona dose di presunzione difensiva la tua, modellismo e RC, sono passioni da esprimere e non da soffocare nell’ambito di un gruppo e le aggregazioni non abbisognano di settariati, d’imposizioni e tanto meno di intimidazioni aggressive, perciò cortesemente, in seguito, sei pregato di usare toni miti e di capire quel che dico, capito? ll mio numero di telefono: (rimosso dal moderatore). Sono disponibile per ogni chiarimento anche se lo preferirei di persona. Gero
(Nota questo messaggio è stato modificato dal moderatore)

………………..

… questa Signori era l’aria che si respirava da iscritto su rctank, altro che affinità di gruppo o democratico pensiero dentro un forum dove, o stavi alle loro condizioni oppure ti assalivano, e urtare le sensibili e pacifiche intenzioni dello Sven, questo rozzo provinciale già signore tra gli arricchiti, ti mandava a fare in culo. Di postate taroccate, eliminate, modificate a quel tempo vigeva l’OT dove bastava la virgola fuori posto e mi riprendevano senza bannarmi perché, volevano vedere fin dove arrivavo dopo essere spuntato dal nulla, in un breve arco di tempo le mie Compagnie Carri si ingrossavano, ma come successe? Mentre i milanesi si trinceravano in difesa, lo Sven (giocatore d’anticipo) si allargava sui forum italiani e dove sono arrivato ho lasciato il segno, giocoforza entrare nelle simpatie più variegate e trovarmi la media di 25/30 carristi a rotazione per ogni piazza. Gente le piazze, le piazze in ogni dove e non un paio di volte all’anno arroccati sulla Bot Kill di Novegro. Prima che diventasse l’area fieristica era una discarica trasformata in un campo da cross abusivo e ci andavo a girare con i fuoristrada 4x4. La collinetta è quel che resta di un mucchio di rifiuti e l’attaccamento si spiega …

ps. uno che non desidera essere postato, mi scrive che sono contro i milanesi!!! Sbagliato. Nel bene e nel male scrivo i fatti.

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 14 Ott - 16:01:21

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Mi scusi, ma che cosa vuol dire questo? .nota archivio RCTank n°102.


... Significa che a quota 45 postate, ho archiviato 102 discussioni/postate, vedi tu. Stattene sereno, ne ho a migliaia incominciando da zimmerit, truckmodel, rctank diventato rctanckir, monstertruck, ITT e ITT2, NORITA, rcpanzerketten, debitamente conservate ... study

""La primissima regola quando si entra in una qualsiasi associazione è di (scoprire - conoscere - sapere e conservare il tutto su tutti) specialmente su coloro dove più di altri si fanno notare.""

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MessaggioTitolo: Re: La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia.   La Storia sulla diffusione dei carri armati in scala 1-16 in Italia. - Pagina 11 EmptyLun 14 Ott - 18:35:19

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Il Lunedi 14 Ottobre 2019 17.12 Claudio Bitossi ha scritto:

Mi sforzo di capirla da che parte sta e da dove è uscito uno come lei che usa un linguaggio a dire poco offensivo perché sono una persona educata. Arrogante ecco che cos’è! Come ha fatto a prendersi i meriti su tutti i forum in cu iè stato per me è un mistero, leggendo quella posata di RCTank era già un attaccabrighe nel 2007 e amcora non si è stancato di scrivere la sua ridicola storia, saluti e viva sereno.


… sei un tipo curioso Bitossi, o quello che sei. Curioso da studiare s’intende, mi segui e non capisci da che parte sto? Due aspetti rivelatori che dimostrano l’assenza analitica sulla lettura concreta delle postate, mi sa che ti trovi sulla soglia del “sapere” cioè leggi senza capire il contenuto. Non farne una tragedia capita a moltissimi saccenti di leggere solo quello che vogliono capire. Da dove sono uscito lo saprai quando avrai i miei anni e l’esperienza sufficiente per comprendere gli altri, alla tua età (che non conosco) ti trovi più o meno alle elementari e lontano anni luce dalla comprensione (significa; sperimentazione diretta) e in merito all’educazione imparata, non ha niente a che fare con l’etica personale. Posso dire che confondi l’arroganza con la provocazione? E la provocazione dà luogo alla polemica? E se ben gestita fa girare i forum a cento allora? Se aiuto la vecchietta non interessa nessuno ma se la prendo a calci salgono le attenzioni sul sito, caro sprovveduto saputello, prendilo come un complimento. Hai scritto (RCTank) con la riverenza di chi ne fa parte, o ne ha fatto parte, o semplicemente copiato? Eeeeeeh, questo è interessante; hai commesso errori ortografici, di solito quando si è un pochino rabbiosi e fuori controllo analitico. Scolta bene ammia, leggo moltissimo scegliendo con cura testi, libri e quant’altro seguo per diletto e studio, mi spieghi perché la mia ridicola storia sui carri ti appassiona così tanto? A me se una lettura pesa la ignoro! O quello che trovi ridicolo ti appassiona da non poterne fare a meno …

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....... ritengo esaustivo il thread sulla diffusione storica (modellistica) dei carri armati in Italia da chiuderlo in bellezza con oltre 5000 visibilità su entrambi i forum ringraziando tutti quanti hanno collaborato sulle informazione dando commenti personali sempre ben accettati su forum di discussioni libere ...

Grazie dallo Sven, il soldato ordinario del pazzo di Berlino.


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