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 Friedrichshaven Modelbaun.

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Sven Hassel
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: Friedrichshaven Modelbaun.   Friedrichshaven Modelbaun. EmptyDom 4 Nov - 19:57:19

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Friedrichshaven Modelbaun.


… si parte alle 5 e trenta dopo l’ingresso svizzero dove il finanziere spiega la differenza tra lui ed il doganiere ……. Figura indispensabile a secondo chi incontra e a noi è andata bene con un meticoloso doganiere che forse sul filo del cambio di turno propone l’auto certificazione per il carico di bordo onde evitare spiacevoli complicazioni al ritorno in patria ….. lasciare l’Italia per un pezzo di Svizzera non è un gran che di sollievo vista l’elvetica confederazione dove la minima trasgressione impone il pronto balzello da pagare. E lo vedremo in un tratto controllato dove appena superato il limite degli 80 l’auto in sorpasso è stata flessciata dal controllo fotografico sulla velocità, il buon Anton queste trappole le conosce e le evita astutamente …. Fuori del San Bernardino tre dita di neve fresca impone la prudenza per incontrare immediatamente i giganteschi spazzaneve alpini in azione di sgombero. Sosta per la colazione dove i soliti italiani “vagano” senza capire dove iniziano le code, come funzionano le casse e che si trovano in un ambiente di tolleranza ostile …. La cassiera passabile assomiglia a mamma orsa incazzata, di belle neanche l’ombra e pisciare costa un franco, però con la ricevuta ci bevi un caffè …… lo Sven pensa: se facevo di peggio cosa mi davano in cambio? Una bistecca?
La brioche è di 2000 calorie in compenso il cappuccio è acqua insaponata, furbo l’Anton che consuma la spremuta di frutta e mangia un panino la prosciutto e formaggio ….. il mite volpino bergamasca divora la colazione in un istante, nessuno ha visto cos’ha mandato giù in una volta sola.
…. Lasciamo la tristezza svizzera per l’Austria che di allegria non ne porta a meno di riconoscere i numerosi castelli feudali arroccati a guardia di valle un pò tutti uguali e di capire dove sono i Grigioni e dove incomincia il San Gallo mistero irrisolto dall’insufficiente cultura dei membri della spedizione completamente in balia del navigatore ignorato per andare a memoria … l’anno scoro questo ponte non c’era …. E già, il tunnel era in costruzione e qui hanno messo un’altra rotonda …. Quella è la fabbrica degli Zeppelin a fianco dell’aeroporto di Messe, minkia spara lo Sven! Ma quegli Zeppelin, quelli fiammeggianti all’idrogeno? Yess, risponde l’Anton, continua la produzione, però ci mettono l’elio, la Cancelliera Merkel per ora ha idee diverse da Hitler ……… mica tanto direi, da com’è attaccata ai soldi d’altri!
Parcheggiamo all’esterno della fiera con una svelta camminata di benvenuti, le casse sono aperte da pochi minuti, siamo arrivati alle 10 meno 15 minuti come angioletti scesi dalle Alpi imbiancate di candida neve incontrando una radiosa giornata tutt’altra che fredda, anzi.

Come primo assaggio abbiamo l’area acrobatica degli aerei di materiale espanso che fanno di tutto meno che volare come un aereo. I padiglioni sono 6 e tutti grandi come capannoni industriali, c’è da camminare a volontà. Mai vista tutta insieme della gente così brutta, minkia che ciospa razza teutonica alberga di queste parti, uno peggio dell’altro e la deformità di carattere obesa è accompagnata da numerosi handicappati in carrozzelle, a meno che non c'è un istituto nei paraggi la zona identifica il peggio del D.N.A. umano. Lo Sven sull’estetica ci bada e come, e tace sulla siluette femminile da barile di lardo sconnesso che deborda da abbigliamenti rozzi impensabili per il nostro gusto femminile.
Da un preliminare svelto, tanta gente per il primo giorno d’apertura, ma le solite cose viste, e direi, in forma ridotta a parte le presenze dei soliti nomi di spicco come negozianti costruttori che in Germania troneggiano, questi i loro clienti li ascoltano e si vedono i risultati sulle novità in costruzione. Altre prerogative negate sulle fiere italiche sono i banchetti dove trovi qualunque vite, cuscinetto, aggeggio, chievetta da 1,12 e quanto altro d’inimmaginabile da noi poveri e sempre ultimi arrivati sul modellismo serio (l’italietta delle scatole di montaggio è purtroppo restata al palo e chi vuoi che venda viti o altre parti comprese nella scatola di montaggio? E poi si offendono se li chiami “montatori”.

Per dirla tutta la fiera è incentrata sulle passioni tradizionali tedesche con i trenini in primo piano e per l’ultimo astro nascente il parco degli MMT che spadroneggiano l’attenzione dei visitatori e selezionano le fasce di portafoglio, perché sotto i 5000 euro si trovano i soggetti per iniziare ad appartenere ad un alitè tutta particolare dove una pompa idraulica o un motore, un semplice servo che non lo è, devono essere al top delle prestazioni richieste dal cliente …… una radio “calibrata” supera i 2500 euro per dare il realismo allo scavatore. Il resto, come il militarismo: ciccia per quel poco che passa il convento se poi è di plastica, addio attenzioni d’interesse. Taminkia brilla sui livelli inferiori con una marea di camion a buon mercato che non hanno nulla a che vedere con le categorie superiori (dove cambia la scala) con i Wedico e con gli ScaleArt di superba levatura inavvicinabili per i costi proibitivi …… casa voglio dire? Immaginate un camion in piccolo ma con tutto quello di uno grande ….. compreso il cambio a 8 rapporti …. Le sospensioni ad aria … l’idraulica per i servizi di bordo ……. Un’elettronica super completa che supera le aspettative di chiunque …… una verniciatura, lasciatemi dire (superba) …………. Per capire uno ScaleArt buttate i taminkia dalla finestra per incominciare a sognare. Un taminkia lo fate, lo montate per dirla giusta e ne rifate un altro! Perchè? Semplice rispondere, non soddisfa e si cerca altrove quello che è mancato al primo. Con uno ScaleArt, finito, anche dopo un anno lo guardate con un appagato senso del possesso.

Torno sui banchetti dove si trova di tutto: dagli utensili ai tornietti e frese a gogò, dalle più minute vitine alle pinzette, chiavette e frugole anche in pollici, colle e lastrine di ogni materiale, accessori incredibili, gomme per ogni esigenza, differenziali di ogni scala, ingranaggerie a non finire, resine per stampare, attrezzature di precisione, scelte sulle elettroniche infinite, poche porcherie cinesi dove comunque un motoscafo (Riva) lo trovi da 125 euro a oltre 10000 euro in scala 1.6 RCIZZATO e finito pronto acqua ….. idem per gli aerei dai micro espansi senza motore (e volano da meravigliare) …… fanno volare gli autocarri e persino i pesci, per arrivare ad aerei da 4 metri d’apertura alare ……. Navi esotiche e moderne spaziavano un capannone con ogni ben di dio attorno come accessori di costruzione, scatole di montaggio in legno o modelli prestampati in plastica per ogni tasca. Quando sei lì e guardi tutto quello che ti potrebbe servire non combini nessun acquisto, perché senza le specifiche di misure che compri a vanvera? E ti mangi le unghie perché sai che al ritorno, nel tuo modesto antro di costruzione manca tutto quel che era a portata di mano. Il Berga compra un utensile ed Anton setaccia a destra e manca, la borsa pesa e ci diamo il cambio ……… io ……. Ho trovato quel che volevo e l’ho caricato in auto non appena concluso l’acquisto, in fiera, oltre la gradita compagnia, il mio obbiettivo è stato quel che mi sono portato a casa “truccando l’auto certificazione con l’aggiunta del soggetto a bordo” …. Precauzione inutile ma saggia in caso di rogne doganali, meglio prevenire che curare e seguendo l’esempio di Anton se si piscia nel boschetto non si paga un euro, cosa c’entra questo con la dogana? Portati una pisciata in Italia da Friedrichshaven e poi ne parliamo.

Si esce all’aperto per un meritato panino con wuster (come quelli tedeschi) in Italia non ci sono e se non vi piace è perché, li avete mangiati sul suolo italico e non sul posto dove sono nati senza la birrona di rito per evitare altri boschetti da irrorare ….. capito? Il Berga, noto raffinato si sceglie la bistecca di manzo, sbagliato, le vacche tedesche sono come l’acciaio Krupp, dure da spezzare la spina dorsale europea ………. L’Anton esagera e ci mette la senape evitando i crauti, minkia, che colazione tedesca per dei raffinati italici pari nostro.
Che facciamo ragazzi? Si fa l’ultimo giro per gli ultimi acquisti e si decolla per l’Italia?
Detto e fatto si conclude la visita con i soliti commenti di chiusura: il prossimo anno non ci torno, ormai non ci trovo più l’interesse di una volta e si sa che il tempo passa lasciando raffreddare gli entusiasmi di un tempo andato. Poi magari, si ritorna una volta di troppo perché si vive di ricordi ricascando in quel che si è perso per sempre, il passato.
Il Berga prende il comando, tocca a lui il Benz da comandare quindi: carri avanti verso sud, le Alpi diventano lo spettacolo del tramonto colorate di rosso ed oro in un cielo di piombo e blu cobalto. I ritorni sono sempre corti rispetto alle andate, un mistero psicologicamente irrisolto ma funziona sempre, in un botto siamo sul Bernardino in mezzo alle nuvole basse scivolando a valle per incontrare Lugano e la dogana di Chiasso ……. Si scarica il malloppo e ci si divide un pò a malincuore, è una giornata piena passata troppo in fretta, peccato lasciarla dove si trova. Per incontrare il futuro si consuma tutto il presente e da questo nasce il passato. Ma questa è un’altra storia.


Si racconta che il 95% dell’umanità passa solo il tempo in questo mondo, cioè non vivono ma lo fanno dormendo nell’ottusità più completa contenti di sentirsi molto intelligenti, infatti, ognuno si gratta le sue sconfitte, miserie comprese, sentendosi un padreterno con il culo per terra. E questi zombi sono ben felici d’appartenere al 95% dei morti viventi, perché il restante 5% procura quel che serve, divertimenti compresi.


Salute bella Gente, e lunga vita e miglior fortuna a chi sanno prendere i treni in corsa.

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